Btc supera i 74 mila dollari, Ether, Solana e Cardano salgono fino al 7%
- 16 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha brevemente superato la zona di resistenza a $74.000, livello che aveva respinto il prezzo quattro volte nelle ultime due settimane, per poi arretrare nuovamente sotto quella soglia.
La criptovaluta più grande scambiava poco sopra i $74.000 lunedì mattina, con un guadagno del 2,9% nelle ultime 24 ore e del 9,7% sulla settimana. Ether è salito del 7,7% in un giorno e del 14,3% nella settimana, raggiungendo $2.261, la sua migliore performance settimanale da mesi. Solana è aumentata del 5,6% nella giornata e del 12% nella settimana a $93. Dogecoin ha toccato $0,10 per la prima volta dall’inizio di marzo, con +4,6% giornaliero e +10,6% settimanale. BNB ha guadagnato il 3,8% a $683 (+9,5% settimanale) e XRP è salito del 4,2% a $1,47, con un progresso settimanale dell’8,9%.
Sintesi dei movimenti e liquidazioni
L’impulso al rialzo è in parte spiegabile con uno short squeeze. I dati sugli scambi mostrano liquidazioni totali per circa $344 milioni nelle ultime 24 ore, effettuate da quasi 92.000 trader; le liquidazioni delle posizioni short rappresentano circa $284,9 milioni, cioè l’83% del totale.
Le posizioni short su Ether sono state le più colpite per un totale di circa $127,9 milioni, seguite da quelle su Bitcoin per $124,5 milioni e su Solana per $18,5 milioni. La più grande singola liquidazione registrata è stata una posizione BTC da $6,94 milioni su un exchange.
Il rapporto sbilanciato tra short e long conferma che una parte del rally è stata determinata dalla forzatura di posizioni ribassiste, ma la partecipazione ampia delle altcoin e il contesto macro suggeriscono che non si è trattato solo di uno squeeze tecnico.
Fattori scatenanti politici e geopolitici
Il cambio di tono su più fronti ha agito da catalizzatore. Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti stavano intrattenendo contatti con Iran, mentre da Tehran è arrivata una smentita sull’aver richiesto colloqui o un cessate il fuoco.
Abbas Araghchi ha dichiarato:
“Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo per le navi degli ‘nemici’.”
La dichiarazione rappresenta un allentamento rispetto alla chiusura totale precedentemente annunciata e ha consentito il primo transito commerciale nello stretto dall’inizio del conflitto: due petroliere che trasportavano gas di petrolio liquefatto in direzione di India hanno attraversato lo Stretto.
Reazione dei mercati energetici e tradizionali
Il mercato petrolifero ha riflesso il cambiamento di umore: il Brent si è attestato intorno a $104 dopo aver toccato al massimo $106,50 a seguito degli attacchi contro Kharg Island, mentre il WTI è sceso sotto i $100.
Il dollaro ha mostrato un indebolimento dello 0,3%. I futures sul S&P 500 sono saliti dello 0,5%, proiettandosi verso la prima chiusura positiva dopo quattro sedute negative, e l’indicatore azionario globale del MSCI ha messo fine a tre giorni di ribassi, stabilizzandosi.
Implicazioni per il mercato cripto
Per il settore delle criptovalute, la combinazione di petrolio in calo, dollaro più debole e segnali di possibile de‑escalation costituisce esattamente la miscela macro che allenta la stretta di liquidità che ha compresso gli asset rischiosi dall’inizio del conflitto.
I numeri settimanali sono i più impressionanti dallo scoppio della guerra: il +9,7% di Bitcoin è rilevante, ma è l’outperformance delle altcoin a indicare un ritorno della propensione al rischio. Quando Ether sovraperforma Bitcoin di 4,6 punti percentuali e Solana di 2,3 punti in una settimana, significa che il capitale sta rotando verso asset più rischiosi anziché rifugiarsi esclusivamente in Bitcoin.
Va ricordato che una parte della spinta è tecnica (liquidazioni forzate), ma la legge della domanda e offerta di capitale suggerisce anche un cambiamento nelle aspettative degli investitori, che premiano progetti con potenziale di rialzo più elevato.
Il ruolo della Federal Reserve e il calendario macro
La riunione della Federal Reserve prevista per il 17-18 marzo arriva in un contesto diverso rispetto a una settimana fa. L’andamento del petrolio e i segnali di apertura nello Stretto di Hormuz influiscono sulle prospettive di inflazione, un elemento cruciale per le decisioni di politica monetaria.
La pubblicazione del cosiddetto “dot plot” e la conferenza stampa di Jerome Powell saranno determinanti: forniranno indicazioni sulle aspettative dei banchieri centrali riguardo ai tassi futuri e chiariranno se le speranze del mercato su eventuali tagli dei tassi possono rimanere vive o se verranno ridimensionate.
In sintesi, il mix di fattori tecnici, geopolitici e macroeconomici ha alimentato un rimbalzo del mercato delle criptovalute con ampia partecipazione delle altcoin, ma la persistenza del movimento dipenderà dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche e dalle scelte di politica monetaria che arriveranno nelle prossime settimane.