Affitti brevi: dal centro di Roma al lago di Garda annunci sotto la lente per stanare gli illeciti

Matia Bazar cantavano che «c’è tutto un mondo intorno»: attorno agli annunci sugli affitti brevi esiste infatti un ecosistema complesso in cui l’illegalità può assumere forme diverse, dall’evasione fiscale all’abusivismo, fino ad arrivare in alcuni casi alla truffa vera e propria.

Negli ultimi anni la pressione turistica in Italia, soprattutto nella fase post‑Covid, ha fatto aumentare l’offerta di locazioni per periodi inferiori ai 30 giorni. Accanto alla maggioranza degli operatori regolari, le attività di controllo hanno evidenziato soggetti che sfruttano il mercato per ottenere guadagni illeciti a danno dei viaggiatori e dell’Erario.

Controlli e risultati nelle province

Le attività ispettive condotte dalla Guardia di Finanza nelle diverse province italiane mostrano un quadro articolato. Operazioni mirate hanno riguardato sia le grandi città sia le aree turistiche lacuali e montane, con verifiche fiscali e amministrative sui soggetti che affittano immobili per brevi periodi.

Un esempio territoriale significativo riguarda la provincia di Brescia, dove le Fiamme gialle hanno eseguito controlli capillari sul capoluogo, sul lago di Garda e sulle località montane: 32 accertamenti che hanno portato alla luce oltre 750.000 euro sottratti a tassazione, sette casi di evasori totali e tredici violazioni delle normative regionali relative alle case vacanza.

Le verifiche non si sono limitate agli aspetti fiscali, ma hanno incluso l’utilizzo di manodopera non regolarizzata, l’adeguamento alle norme di sicurezza delle strutture e gli obblighi di comunicazione degli ospiti alle autorità competenti.

Indagini nelle valli trentine

Dalle indagini svolte dalla tenenza di Tione di Trento è emerso un altro modello investigativo: l’analisi degli annunci online e dei profili social che proponevano prezzi anomali rispetto alla località e al periodo stagionale. Questo ha portato a controlli in varie località turistiche delle Valli Giudicarie, della Val Rendena e della Valle del Chiese.

Le attività ispettive hanno identificato 16 contribuenti che, in un arco temporale di cinque anni, avevano omesso di dichiarare redditi da locazioni per circa 470.000 euro, configurando casi di evasione fiscale legata agli affitti brevi.

Case vacanze di fascia alta e società esterovestite

Non sono risparmiate dall’evasione neppure le offerte di lusso: il comando provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, su impulso della Procura di Firenze, ha eseguito perquisizioni e un decreto di sequestro preventivo per oltre 7,4 milioni di euro a carico dell’amministratore di una società formalmente registrata nel Regno Unito ma di fatto operante in Italia.

Si tratta di un caso emblematico di «società esterovestita», ovvero entità che risultano fiscalmente domiciliate all’estero per eludere obblighi tributari in Italia pur svolgendo attività economica sul territorio nazionale. Le indagini hanno ricostruito la mediazione di locazioni turistiche di lusso non dichiarate e finalizzate all’evasione.

Annunci «trappola» e frodi agli ospiti

In altri casi l’abusivismo assume la forma di frode ai danni dei consumatori. Un’indagine coordinata dalla Procura locale e condotta dalla compagnia di Velletri ha scoperto una truffa che supera il milione di euro, basata su annunci falsi relativi ad appartamenti e camere in Roma pubblicati su piattaforme online.

Gli inserzionisti non avevano la disponibilità degli immobili offerti; dopo il pagamento con carta di credito, i proventi venivano raccolti su conti istituiti ad hoc e subito inoltrati, tramite bonifici, verso società riconducibili al medesimo gruppo, anche con sedi estere. Le investigazioni hanno portato al sequestro preventivo di oltre 145.000 euro sui conti della società destinataria dei versamenti.

Implicazioni per economia e regolamentazione

Questi fenomeni pongono problemi di ordine fiscale, di tutela dei consumatori e di concorrenza per gli operatori regolari. La diffusione di annunci non verificati e la circolazione di società «a scatola» complicano il governo del mercato delle locazioni brevi e riducono le entrate fiscali locali e nazionali.

Le autorità di controllo, in particolare la Guardia di Finanza in collaborazione con le procure e le amministrazioni comunali, stanno intensificando le attività di accertamento e proponendo strumenti di contrasto che includono l’adeguamento delle norme regionali, l’obbligo di registrazione delle strutture e una maggiore responsabilizzazione delle piattaforme che ospitano gli annunci.

Sul piano politico e amministrativo si apre la questione dell’equilibrio tra promozione turistica e garanzie di legalità: misure normative più chiare e controlli più efficaci possono contribuire a proteggere sia i cittadini sia l’industria turistica nel suo complesso.

Raccomandazioni per viaggiatori e operatori

Per ridurre il rischio di frodi, i viaggiatori dovrebbero preferire canali di prenotazione tracciabili, richiedere documentazione dell’offerta e verificare reputazione e recapiti degli inserzionisti. Dalla parte degli operatori, la regolarità fiscale e la trasparenza delle informazioni sono elementi fondamentali per garantire fiducia e sostenibilità del mercato.

Le attività investigative recenti sottolineano l’importanza di un approccio coordinato tra forze dell’ordine, magistratura e istituzioni locali per contrastare l’evasione e tutelare il corretto svolgimento delle attività turistiche.



Author: Tony
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