La riforma di Basilea potrebbe innescare un’ondata di nuovi capitali bancari per BTC — analista

La revisione delle regole di Basel III prevista per il 2026 potrebbe avere effetti rilevanti sul mercato delle criptovalute: se il trattamento del Bitcoin (BTC) venisse classificato con un peso di rischio più basso rispetto all’attuale, si potrebbe determinare un significativo afflusso di liquidità verso BTC, secondo l’analista di mercato Nic Puckrin.

Le attuali regole concordate a livello internazionale impongono forchette di capitale particolarmente gravose per gli asset digitali. Nel sistema vigente, BTC e asset analoghi sono soggetti a un peso di rischio pari al 1.250%, il che si traduce nella necessità per le banche di detenere riserve corrispondenti per coprire l’esposizione iscritta a bilancio.

Questa misura rende difficile, se non quasi impossibile, per gli istituti bancari detenere BTC o offrire prodotti e servizi strettamente collegati alle criptovalute, limitando così l’integrazione degli asset digitali nel sistema finanziario tradizionale.

Nic Puckrin ha detto:

“La Fed ha recentemente annunciato una proposta su come queste regole saranno applicate negli Stati Uniti, aprendo una finestra di 90 giorni per i commenti pubblici. Anche un miglioramento lieve nel trattamento del BTC potrebbe sbloccare la possibilità per le banche di integrare finalmente il Bitcoin nel sistema finanziario.”

Quadro normativo e pesi di rischio

Le regole sul capitale, elaborate dal Basel Committee on Banking Supervision (BCBS), sono state aggiornate nel 2021 includendo le criptovalute nella categoria di rischio più elevata. Questo approccio comporta per gli istituti finanziari requisiti patrimoniali molto stringenti quando detengono o espongono il proprio bilancio a asset digitali.

Per contestualizzare, strumenti di debito corporate di qualità elevata possono avere pesi di rischio fino al 75%, mentre asset tradizionali come l’oro, i titoli di stato e la liquidità sono spesso trattati con un peso del 0% nel calcolo dei requisiti patrimoniali. Secondo Jeff Walton, chief risk officer della società di tesoreria Strive, questa discrepanza fa ritenere che il rischio sia valutato in modo distorto rispetto alle caratteristiche reali degli asset.

Richieste di modifica e reazioni del settore

Nei mesi scorsi diverse società attive nella tesoreria delle criptovalute hanno sollecitato una revisione delle regole di Basel III, auspicando pesi di rischio più accomodanti che consentano alle banche di partecipare all’economia basata su blockchain in modo sostenibile.

Un adeguamento dei pesi di rischio potrebbe agevolare l’ingresso di capitale istituzionale e bancario nel mercato cripto, con implicazioni potenzialmente profonde per la liquidità, la struttura dei mercati e l’offerta di servizi finanziari legati agli asset digitali.

Le regole come possibile strozzatura indiretta

Alcuni operatori interpretano le attuali disposizioni come una modalità indiretta di contenere lo sviluppo del comparto cripto, più sottile rispetto ad azioni dirette come la rimozione di servizi bancari alle imprese interessate.

Chris Perkins ha detto:

“È un modo molto sottile di reprimere l’attività, rendendo così costoso per le banche svolgere quelle operazioni.”

Questa valutazione richiama confronti con iniziative che mirano a limitare l’accesso ai servizi finanziari per determinati settori, come è stato discusso in riferimento a Operation Chokepoint 2.0, e sottolinea come la regolamentazione dei requisiti patrimoniali sia uno strumento di politica economica con impatti operativi significativi.

Implicazioni pratiche e prospettive

L’eventuale riduzione del peso di rischio per il BTC aprirebbe potenzialmente la porta a un maggiore coinvolgimento delle banche: custodia, servizi di trading, gestione di asset digitali per clientela istituzionale e retail potrebbero diventare più praticabili a livello di costo del capitale.

Tuttavia, qualunque cambiamento richiederà coordinamento tra autorità di vigilanza a livello internazionale e adattamenti nei modelli di rischio interni degli istituti. La finestra di consultazione pubblica aperta in alcuni paesi, e la roadmap concordata per il 2026, rappresentano passaggi chiave in un processo che sarà monitorato da operatori e regolatori.

In assenza di modifiche sostanziali, le barriere attuali continueranno a limitare la penetrazione bancaria nel mercato delle criptovalute; un aggiustamento anche parziale dei requisiti, invece, potrebbe avere effetti materiali sulla domanda e sulla struttura di mercato di Bitcoin e degli altri asset digitali.