Abi: a febbraio il tasso sui mutui per l’acquisto di abitazioni scende al 3,42%

Il mese di riferimento mostra segnali di discesa nei costi del nuovo credito, mentre il tasso complessivo sui prestiti resta sostanzialmente stabile.

Tassi sui prestiti: mutui e imprese in calo

Il tasso medio sul totale dei prestiti è rimasto invariato al 3,99%. Tuttavia il costo dei finanziamenti di nuova erogazione ha registrato un calo: il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese si è ridotto al 3,45% rispetto al 3,53% del mese precedente e al 5,45% di dicembre 2023.

Anche i tassi sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni sono diminuiti, attestandosi al 3,42% rispetto al 3,45% del mese precedente e al 4,42% di dicembre 2023. Questa diminuzione dei tassi sui nuovi prodotti riflette un progressivo aggiustamento dei prezzi del credito dopo i picchi registrati nei periodi precedenti.

Per famiglie e imprese la riduzione dei tassi sui nuovi contratti può tradursi in condizioni di accesso al credito più favorevoli, pur dipendendo dall’offerta delle banche e dalle valutazioni di rischio creditizio.

Tassi sulla raccolta: sale il rendimento dei vincoli

Il rendimento sui nuovi depositi a durata prestabilita, come certificati di deposito e depositi vincolati, è salito al 2,07%, leggermente superiore al 2,04% del mese precedente e al di sopra della media dell’area euro, pari all’1,88%.

Il rialzo rispetto a giugno 2022, quando il tasso era allo 0,29%, corrisponde a un aumento di 178 punti base. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso si è attestato al 3,07%.

Il tasso medio sul totale dei depositi è rimasto stabile allo 0,64%, superiore allo 0,32% di giugno 2022. Il tasso sui conti correnti è stato dello 0,27%, invariato rispetto al mese precedente e in crescita rispetto allo 0,02% di giugno 2022. Questi movimenti indicano una graduale riallocazione della raccolta verso strumenti a termine più remunerativi.

Spread bancario: margine a 196 punti base

Il margine tra i tassi applicati sui nuovi prestiti e quelli riconosciuti sulla nuova raccolta, nel comparto relativo a famiglie e società non finanziarie, si è posizionato a 196 punti base. Questo indicatore misura il guadagno lordo delle banche sulla trasformazione della raccolta in credito e rimane un elemento chiave per la redditività del settore bancario.

Un margine di questa entità riflette sia la dinamica dei tassi di mercato sia le decisioni commerciali delle banche in termini di pricing e concorrenza tra intermediari.

Crediti deteriorati: nuova discesa

I crediti deteriorati netti hanno continuato a ridursi, scendendo a 27,1 miliardi di euro nel mese preso a riferimento, rispetto ai 30 miliardi di settembre 2025 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024.

Dal picco di 196,3 miliardi registrato nel 2015 la riduzione supera i 169 miliardi. In termini percentuali sui crediti totali, i deteriorati netti sono pari all’1,28%, in calo rispetto all’1,43% di settembre 2025 e all’1,51% di dicembre 2024, mentre nel 2015 erano al 9,8%.

Questo miglioramento dell’asset quality può derivare da più fattori: un contesto macroeconomico più favorevole, maggior rigore nelle pratiche di concessione del credito, operazioni di cessione di portafogli non performing e accantonamenti effettuati negli anni precedenti. La diminuzione degli NPL rafforza la capacità delle banche di allocare risorse al credito nuovo e riduce il rischio di tensioni sul capitale.



Author: Tony
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