Civibank accelera la crescita e svela il piano strategico 2027-2039

La crescita della raccolta, l’aumento della massa gestita e un utile oltre gli obiettivi delineano per Civibank un 2025 di consolidamento dopo gli interventi di riorganizzazione messi in atto negli ultimi anni, con ricadute positive sia sull’operatività sia sull’area commerciale.

Alberta Gervasio ha dichiarato:

“Stiamo raccogliendo i frutti della fine del progetto di riorganizzazione, che in una prima fase ha riguardato i sistemi, con l’accentramento dei servizi di supporto per liberare risorse per le attività strettamente bancarie e in una seconda fase ha riguardato le persone attraverso la specializzazione dei servizi di una banca generalista.”

Il riassetto

La riorganizzazione interna ha comportato anche cambiamenti nell’assetto manageriale, con l’obiettivo di rafforzare la sinergia tra competenze commerciali e creditizie per accelerare i tempi di risposta alla clientela e migliorare l’efficienza operativa.

Nel processo di rinnovo dei vertici la banca ha nominato come nuovo direttore generale Luca Cristoforetti, figura cui è stata affidata la responsabilità di integrare l’area commerciale con quella del credito, e ha introdotto anche un nuovo direttore commerciale per potenziare la rete.

Alberta Gervasio ha osservato:

“Nell’integrazione con il gruppo Sparkasse ci hanno aiutato anche consulenti esterni per portare due culture a integrarsi.”

I risultati di bilancio

Dal punto di vista economico il 2025 conferma una crescita solida nella zona di riferimento, con risultati positivi sia per la raccolta che per gli impieghi. L’istituto ha registrato un incremento della raccolta e una crescita significativa nella massa amministrata, mentre gli impieghi verso famiglie e imprese rimangono sostenuti, con particolare attenzione al finanziamento agevolato per le piccole e medie imprese.

Alberta Gervasio ha sottolineato:

“Siamo cresciuti sulla parte della raccolta intorno al 5% a 3,2 miliardi e del 16% per quanto riguarda la massa gestita. Inoltre abbiamo continuato a lavorare sugli impieghi con 560 milioni di crediti nell’anno, per un totale di impieghi pari a 2,95 miliardi tra famiglie e imprese e siamo molto forti nei finanziamenti agevolati per le pmi. A livello regionale siamo i primi per finanziamenti FRIE e supporto al sistema agricolo.”

Per chiarezza, i FRIE sono prestiti concessi nell’ambito di un fondo regionale di rotazione creato per sostenere investimenti delle imprese: si tratta di uno strumento pubblico che favorisce l’accesso al credito con condizioni agevolate e che nel contesto locale rappresenta un canale fondamentale per lo sviluppo produttivo.

Alberta Gervasio ha precisato:

“In termini di risultati abbiamo chiuso con un utile netto di 18 milioni, che sommati a quelli degli anni precedenti del piano industriale 2023-2026 ci permettono di arrivare a un totale di 38 milioni di utili accumulati nei due anni rispetto ai 28 milioni che ci eravamo posti come obiettivo per lo stesso periodo.”

La qualità del credito

I segnali di miglioramento si sono riscontrati anche nella qualità del portafoglio crediti: le necessità di accantonamento sono in diminuzione, indicazione di una riduzione del rischio e di un andamento più stabile delle esposizioni deteriorate.

Alberta Gervasio ha spiegato:

“Stiamo andando bene anche per quanto riguarda la parte del credito. Gli accantonamenti necessari si stanno abbassando e quindi vuol dire che sta migliorando la qualità.”

Guardando al futuro, la banca è già al lavoro sul nuovo ciclo strategico: la pianificazione in preparazione, indicata come piano 27-39, punta ad ampliare la penetrazione territoriale e a consolidare i rapporti con il tessuto economico locale, mantenendo un equilibrio tra crescita commerciale e controllo del rischio.

Sul fronte della solidità patrimoniale la banca presenta un indice di Core Tier 1 pari al 20,2%, valore che testimonia un elevato grado di capitale disponibile rispetto agli attivi ponderati per il rischio e offre margini di manovra per sostenere l’attività creditizia.

Rete e personale

La rete commerciale conta oggi 64 filiali, con una forte presenza nella provincia di Udine e piani di sviluppo mirati nelle altre aree regionali. L’istituto ha già effettuato interventi di apertura e ristrutturazione per rafforzare la prossimità ai clienti e migliorare i servizi offerti.

Alberta Gervasio ha dichiarato:

“Vogliamo aumentare la presenza nelle province Trieste e di Pordenone. Lo facciamo con il mantenimento delle filiali e nuove aperture.”

Negli ultimi anni la banca ha aperto una filiale a Trieste e ha ristrutturato due sedi storiche a Udine, interventi che si accompagnano a una politica di assunzioni mirata a potenziare la squadra commerciale e i consulenti dedicati.

Alberta Gervasio ha aggiunto:

“Abbiamo assunto 65 persone negli ultimi due anni a supporto della parte commerciale sia allo sportello che come consulenti.”

Modello di banca territoriale

Il modello operativo conferma l’identità di Civibank come banca del territorio: un approccio che privilegia il rapporto diretto con imprese e famiglie e la capacità di operare in filiera con le istituzioni locali e gli organismi di sviluppo economico per cogliere le opportunità di incentivazione e cofinanziamento promosse dalla Regione.

Questa strategia implica una stretta collaborazione con enti pubblici e attori del sistema produttivo per orientare gli interventi creditizi verso investimenti produttivi e iniziative di sviluppo, contribuendo così alla tenuta e alla crescita del tessuto economico regionale.

Nel complesso, l’attenzione alla qualità del credito, la solidità patrimoniale e il rafforzamento della rete commerciale sono elementi che delineano il percorso di consolidamento e la preparazione per le future scelte strategiche dell’istituto.



Author: Tony
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