Cda Ferretti boccia l’opa Kkcg: offerta iniqua e prezzo troppo basso, azionisti non aderiscano
- 13 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Newsletter
Il cda di Ferretti ha respinto l’offerta pubblica di acquisto parziale lanciata dal gruppo ceco Kkcg, finalizzata a raddoppiare la partecipazione detenuta nella società a un corrispettivo di 3,5 euro per azione proposto dalla holding dell’imprenditore Karel Komarek.
Decisione del consiglio
Consiglio di amministrazione ha dichiarato:
“Ha ritenuto, inter alia, il corrispettivo, da un punto di vista finanziario, non congruo; l’offerta è stata valutata come non equa e non ragionevole, e si raccomanda pertanto agli azionisti indipendenti di non aderire.”
La posizione del board è stata condivisa dal comitato dei consiglieri indipendenti, che ha espresso la medesima raccomandazione di non aderire all’offerta. In precedenza l’operazione era stata già respinta dall’azionista Fih, riconducibile al gruppo cinese Weichai, che è tra gli azionisti di riferimento di Ferretti.
Il consiglio ha approvato il comunicato con l’astensione di Piero Ferrari, dell’amministratore delegato Alberto Galassi e con l’assenza giustificata di Stefano Domenicali. Anche il comitato indipendente, costituito dal cda, ha registrato analoghe astensioni e assenze nella propria valutazione.
Dettagli dell’offerta
Kkcg Maritime ha presentato un’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria su un massimo di 52.132.861 azioni di Ferretti, con l’obiettivo dichiarato di portare la propria partecipazione dal 14,5% fino al 29,9% del capitale sociale.
Il periodo di adesione all’offerta è stato concordato con Borsa Italiana e copre la finestra temporale dal 16 marzo al 13 aprile 2026. La soglia del 29,9% è strategica perché consente di incrementare la quota senza raggiungere la soglia del 30% che in molti ordinamenti attiva obblighi di offerta totalitaria.
Implicazioni e contesto
La decisione del cda riflette valutazioni sia di natura finanziaria sia di governance: il board e il comitato indipendente hanno ritenuto che il prezzo offerto non fosse adeguato rispetto al valore aziendale e agli interessi degli azionisti indipendenti.
Un’operazione mirata ad aumentare una partecipazione significativa in un gruppo industriale come Ferretti può avere effetti sul controllo, sulle strategie operative e sul piano industriale. Per questo motivo il ruolo del comitato indipendente è centrale nel valutare la congruità dell’offerta e nel fornire indicazioni agli azionisti non collegati agli offerenti o agli azionisti di riferimento.
Dal punto di vista regolamentare, le offerte pubbliche di acquisto parziali volontarie seguono procedure precise, prevedono comunicazioni al mercato e la possibilità per gli azionisti di adottare decisioni in autonomia. Se l’offerta non dovesse raccogliere un’adesione consistente, l’offerente potrebbe valutare modifiche dei termini economici o ulteriori iniziative strategiche.
Per Ferretti — attore rilevante nel settore nautico di lusso — la vicenda è rilevante anche per gli impatti industriali e occupazionali, oltre che per la governance societaria. Gli sviluppi saranno seguiti dagli organi di mercato e dai singoli azionisti, che dovranno decidere se aderire o meno in base alle valutazioni finanziarie e strategiche disponibili.
Nei prossimi giorni è prevedibile che gli azionisti indipendenti esaminino la documentazione attinente all’offerta e che il mercato monitori eventuali risposte dell’offerente o azioni alternative da parte degli azionisti di riferimento.