Il mining di BTC minacciato dai prezzi, non dall’impennata dei costi energetici, mentre il petrolio supera i 100 dollari al barile
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Con l’aumento del prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, a causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente, la domanda centrale per la rete Bitcoin e per i miner non è tanto se le bollette energetiche saliranno, quanto se il prezzo di Bitcoin scenderà.
Secondo uno studio dell’indice di potenza di calcolo Hashrate Index di Luxor, l’impatto diretto degli shock sul prezzo del petrolio sui costi di mining è probabilmente limitato, mentre le conseguenze macroeconomiche più ampie potrebbero pesare maggiormente sul settore.
Il rapporto evidenzia comunque che l’effetto del rialzo del petrolio sulla rete non è nullo: circa l’8–10% dell’hashrate globale opera in mercati elettrici dove i prezzi dell’energia sono strettamente collegati al greggio.
Queste attività sono concentrate principalmente in stati del Golfo come Emirati Arabi Uniti e Oman, con contributi minori provenienti da Iran, Kuwait, Qatar e Libia.
Luxor wrote:
“I paesi realmente esposti al petrolio sono gli stati del Golfo: Emirati Arabi Uniti e Oman insieme rappresentano circa il 6% della potenza di calcolo della rete. Queste reti elettriche dipendono in gran parte da gas naturale legato alla produzione petrolifera, con prezzi dell’elettricità che seguono il greggio più da vicino rispetto a mercati come gli Stati Uniti o la Russia.”
Nel dettaglio, Luxor stima che il UAE e l’Oman pesino per circa il 6% dell’hashrate globale, mentre il Iran aggiunge circa lo 0,8%; insieme a contributi minori da Kuwait, Qatar e Libia, la quota sensibile al prezzo del greggio raggiunge quindi circa l’8–10% della rete.
Il restante ~90% dell’hashrate opera in regioni dove i prezzi dell’elettricità sono determinati da fonti diverse, come gas naturale, carbone, idroenergia o nucleare, per cui le oscillazioni del prezzo del petrolio hanno una influenza diretta molto limitata sui costi di mining.
Impatto sul mining
Per i miner, che gestiscono apparecchiature ad alto consumo elettrico per proteggere la rete e convalidare le transazioni, l’elemento di costo più rilevante rimane l’elettricità. Tuttavia, dato che solo una parte ridotta della potenza di calcolo è direttamente legata al petrolio, un prezzo del greggio elevato sarebbe destinato a incidere significativamente solo su quella porzione di operatori.
Secondo Luxor, il rischio più importante non deriva tanto dall’aumento puntuale delle bollette quanto dalle conseguenze macroeconomiche e geopolitiche: shock globali tendono a provocare comportamenti di avversione al rischio nei mercati finanziari, esercitando pressione su asset volatili come Bitcoin.
I dati citati nello studio mostrano come la misura di redditività per i miner, il hashprice, sia scesa a un minimo storico di 27,89 dollari per petahash al secondo al giorno a febbraio, in gran parte a causa di un calo del prezzo di Bitcoin pari al 23,8% nello stesso periodo.
In termini pratici, ciò significa che la redditività degli impianti di mining è molto più sensibile alle variazioni del prezzo di Bitcoin che non a modesti aumenti dei costi energetici, salvo scenari in cui il rialzo del greggio si traduca in un aumento prolungato e generalizzato delle tariffe elettriche.
Dal punto di vista istituzionale e di politica economica, un’impennata dei prezzi energetici può alimentare l’inflazione e indurre le banche centrali a irrigidire la politica monetaria, fattori che storicamente hanno ridotto l’appetito per asset rischiosi. Per il settore del mining questo può tradursi in una doppia pressione: costi operativi potenzialmente più alti per alcune aree geografiche e una domanda più debole di Bitcoin sul mercato.
Per mitigare tali rischi, gli operatori del settore possono diversificare la localizzazione degli impianti verso mercati con mix energetici meno esposti al petrolio, migliorare l’efficienza degli hardware e ricorrere a contratti energetici a lungo termine che offrano maggiore stabilità dei costi.
In conclusione, mentre l’aumento del prezzo del petrolio influenzerà direttamente solo una parte della capacità di calcolo globale, le implicazioni macroeconomiche e la reazione dei mercati finanziari restano i fattori decisivi per la redditività complessiva dei miner e per l’andamento del mercato di Bitcoin.