Ark Invest mette in guardia: il calcolo quantistico è un rischio a lungo termine per bitcoin, non una minaccia imminente
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ark Invest, insieme a Unchained, sostiene che il calcolo quantistico rappresenta una preoccupazione da valutare sul lungo periodo per la sicurezza di Bitcoin, ma non costituisce una minaccia immediata.
In un rapporto pubblicato mercoledì, gli analisti hanno sottolineato che le macchine quantistiche attuali sono molto lontane dal possedere le capacità necessarie per violare la crittografia su cui si basa la sicurezza dei portafogli di Bitcoin, basata su cifratura a curve ellittiche.
Dhruv Bansal, Tom Honzik e David Puell hanno scritto:
“I sistemi quantistici odierni non dispongono delle capacità necessarie per compromettere Bitcoin.”
Valutazione attuale della minaccia
Secondo il rapporto, anche qualora le prestazioni dei computer quantistici migliorassero fino a raggiungere livelli utili per attacchi crittografici, il rischio probabilmente si manifesterebbe in modo graduale e con costi elevati per eventuali aggressori. Ciò lascerebbe margini di intervento per la comunità tecnica e per gli operatori finanziari.
Una ragione chiave per cui Bitcoin non sarebbe esposto immediatamente è che una svolta significativa nella computazione quantistica comprometterebbe prima la sicurezza dell’intero internet, costringendo governi, società tecnologiche e istituzioni finanziarie a rispondere in modo coordinato prima che la minaccia si propaghi al sistema delle criptovalute.
Contesto per gli investitori
La possibilità teorica che i computer quantistici possano in futuro ricavare chiavi private o sfruttare formati di portafogli più datati ha già generato preoccupazione tra gli investitori a lungo termine, alimentando dibattiti sulle strategie di allocazione.
Nei mesi scorsi un analista di portafoglio di Jefferies, Christopher Wood, aveva suggerito di ridurre l’esposizione a Bitcoin e spostare una parte della allocazione in oro per attenuare il rischio quantistico, provocando reazioni tra gli operatori del mercato dei beni digitali.
Distribuzione delle chiavi e portafogli a rischio
Nel documento di Ark Invest si stima che circa il 35% dell’offerta complessiva di Bitcoin sia conservata in tipi di indirizzi teoricamente esposti a futuri attacchi quantistici. Questa valutazione include sia monete ritenute perdute sia fondi che potrebbero essere spostati verso formati più sicuri.
Il rapporto quantifica approssimativamente in 1,7 milioni di BTC la quantità considerata persa e in circa 5,2 milioni di BTC quella che potrebbe essere trasferita su portafogli più protetti. Tra questi vi è anche una porzione attribuita a Satoshi Nakamoto, pari a circa 1 milione di BTC.
Scenari temporali e fasi della minaccia
Piuttosto che ipotizzare un singolo “giorno Q” di compromissione improvvisa, Ark Invest propone uno sviluppo in più fasi estese su anni. In queste fasi la potenza quantistica aumenterebbe gradualmente fino a raggiungere la capacità di attaccare chiavi basate su algoritmi a curva ellittica.
Le proiezioni sul quando questo avverrà variano: alcuni osservatori temono che il primo attacco sensibile possa verificarsi già prima del 2030, mentre altri lo ritengono un rischio distante decenni. Il passaggio critico identificato nel rapporto è la comparsa di un CRQC in grado di rompere una chiave ECC a 256 bit.
Misure difensive e raccomandazioni
Il documento sottolinea che esistono contromisure note e percorribili per ridurre il rischio, incluse tecniche crittografiche resistenti al quantistico e la migrazione dei fondi verso formati di indirizzo più sicuri.
Il rapporto ha osservato:
“La buona notizia è che sappiamo già come proteggere contro gli attacchi quantistici. La maggior parte dell’offerta di Bitcoin è detenuta in indirizzi resistenti al quantistico, e il resto è in indirizzi vulnerabili che non dovrebbero essere a rischio fino alla Fase 3 della nostra timeline, quando esisterà un CRQC capace di rompere una chiave ECC a 256 bit.”
Alla luce di ciò, le raccomandazioni operative includono la promozione di aggiornamenti software della rete, l’adozione di algoritmi post-quantistici a livello infrastrutturale e l’incoraggiamento diretto agli utenti a trasferire le chiavi vulnerabili in portafogli con protezioni aggiornate.
Considerazioni finali
La questione del rischio quantistico richiede monitoraggio continuo e cooperazione tra sviluppatori di protocolli, gestori di infrastrutture finanziarie e regolatori. Un approccio proattivo può ridurre significativamente la probabilità di compromissione e mitigare l’impatto sugli investitori e sull’intero ecosistema delle risorse digitali.
Al momento della pubblicazione del rapporto, la capitalizzazione e il prezzo di Bitcoin riflettevano la normale volatilità del mercato, con quotazioni attorno ai livelli elevati registrati nel periodo di riferimento.