Zelensky lancia l’allarme: se Usa ed Europa interrompono gli acquisti di petrolio e gas russi la guerra finirà presto
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Bucarest, in Romania, alla vigilia di una visita a Parigi dove incontrerà il presidente francese Emmanuel Macron.
Nel corso della sua sosta nella capitale romena, il capo dello Stato incontrerà il sindaco Nicusor Dan e visiterà una base di addestramento destinata ai piloti dei caccia F‑16 utilizzati dalle forze ucraine nella difesa contro l’invasione russa.
Incontro con il presidente francese
La visita a Parigi è programmata per la giornata successiva: al centro del colloquio tra Volodymyr Zelensky e Emmanuel Macron ci saranno misure per rinforzare la pressione sulla Federazione Russa e la definizione di condizioni utili a una pace duratura e giusta.
Palazzo dell’Eliseo ha indicato che i due leader rivedranno inoltre gli impegni assunti nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi sulle garanzie di sicurezza.
Palazzo dell’Eliseo ha dichiarato:
«Discuteremo di come aumentare la pressione sulla Russia e, in particolare, di come contrastare la sua flotta ombra», e rivaluteremo gli impegni presi in materia di garanzie di sicurezza nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi.
Appuntamento a Sciences Po e dialogo con gli studenti
Domani pomeriggio Volodymyr Zelensky è atteso a Sciences Po per un confronto con gli studenti organizzato dall’ateneo parigino, appuntamento inserito nel ciclo delle Grandes Conférences de Sciences Po.
All’incontro parteciperanno anche studenti provenienti dalle università aderenti alla «Global Coalition of Ukrainian Studies». Il dibattito sarà moderato dallo scrittore e analista Giuliano da Empoli, e si inserisce in una tradizione di conferenze che mette in relazione personalità pubbliche e giovani sul tema delle sfide geopolitiche contemporanee.
Dichiarazioni pubbliche del presidente ucraino
Volodymyr Zelensky ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma X in cui riflette sulle condizioni che potrebbero accelerare la fine del conflitto.
«Se gli Stati Uniti e l’Europa sono forti, se non acquistano petrolio e gas russi, se i cittadini rispettano i principi che dichiarano e se la pressione sulla Russia è forte e chiara — se tutto questo funziona correttamente — la guerra finirà il più rapidamente possibile. Altrimenti, durerà più a lungo di quanto stimiamo.»
Volodymyr Zelensky ha poi aggiunto:
«Avevamo l’intenzione di firmare un importante accordo per la produzione di droni con gli Stati Uniti, che includeva diversi tipi di velivoli e sistemi di difesa aerea integrati in un unico dispositivo in grado di proteggere da centinaia o migliaia di “shahed” e missili. Non abbiamo ancora potuto finalizzare quel documento; spero che gli alleati americani si avvicinino a quella decisione, soprattutto alla luce delle recenti sfide in Medio Oriente.»
Tensioni con l’Ungheria e ricadute energetiche
Sullo sfondo della visita di Zelensky permangono tensioni diplomatiche con l’Ungheria di Viktor Orbán, in vista delle elezioni politiche a Budapest. Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha riferito di un colloquio con il vice ministro dell’Energia russo Pavel Sorokin, che lo avrebbe informato di attacchi ucraini contro infrastrutture del gasdotto TurkStream sul territorio russo.
Péter Szijjártó ha dichiarato:
«L’Ucraina sta già bloccando le nostre forniture di petrolio e ora prende di mira anche le nostre fonti di approvvigionamento di gas. TurkStream è essenziale per l’Ungheria: se il gasdotto fosse interrotto, la sicurezza delle forniture di gas per l’Ungheria e per diversi paesi dell’Europa centrale e sudorientale sarebbe in pericolo.»
Péter Szijjártó ha inoltre aggiunto:
«Chiediamo a Volodymyr Zelensky e alle autorità ucraine di cessare gli attacchi alle infrastrutture energetiche critiche e di non interferire nelle nostre elezioni.»
Le accuse, se confermate, implicherebbero conseguenze significative sul piano della sicurezza energetica regionale: il gasdotto TurkStream fornisce volumi rilevanti di gas alla rete europea sudorientale e qualsiasi interruzione potrebbe avere ripercussioni immediate sui mercati e sulla politica interna dei paesi interessati.
Dal punto di vista diplomatico, la vicenda enfatizza la complessità del teatro politico in cui si muovono le istanze di sicurezza militare e quelle energetiche. L’eventuale coinvolgimento di attori esterni, la necessità di verifiche indipendenti sui danni alle infrastrutture e il ruolo delle istituzioni europee e della NATO saranno elementi determinanti per la gestione della crisi e per evitare un’ulteriore escalation con ricadute elettorali e geopolitiche nella regione.