Otto paesi Ue respingono la proposta italiana di sospendere l’ETS
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Otto governi dell’Unione Europea hanno respinto la richiesta avanzata dall’Italia di sospendere il mercato europeo di scambio delle emissioni di CO2. Il documento non paper è stato firmato da Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Lussemburgo e sottolinea la centralità dello strumento per la politica climatica comunitaria.
I Paesi firmatari hanno osservato:
“L’Ets è la pietra angolare della politica climatica dell’UE. Introdurre cambiamenti radicali, mettere in discussione lo strumento o sospenderlo rappresenterebbe un preoccupante passo indietro, non solo in termini di ambizione climatica, ma anche perché indebolirebbe i segnali di prezzo del carbonio che sostengono gli investimenti e la stabilità del mercato.”
Perché l’Ets è considerato fondamentale
Nel non paper i governi spiegano che il Ets fornisce segnali economici essenziali per orientare la transizione verso un modello produttivo a basse emissioni. Lo strumento, secondo i firmatari, contribuisce a rafforzare le industrie europee e a guidare una decarbonizzazione che favorisca la reindustrializzazione su fonti energetiche domestiche, pulite e accessibili, assicurando al contempo stabilità economica.
I firmatari hanno affermato:
“L’industria e i mercati energetici europei necessitano di un quadro normativo stabile in grado di orientare gli investimenti; la stabilità dell’Ets, come meccanismo di prezzo del carbonio, è fondamentale per attrarre capitale e offrire visibilità di lungo periodo ai settori industriali.”
Impatto di modifiche radicali o di una sospensione
I ministri che hanno sottoscritto il documento avvertono che alterare profondamente il funzionamento del mercato o sospenderlo potrebbe distorcere la concorrenza, penalizzare le imprese che hanno già scommesso sulla decarbonizzazione e rallentare nuovi investimenti. In tale contesto, l’attenzione è rivolta a misure che mantengano la prevedibilità del prezzo del carbonio per evitare effetti negativi su investimenti, consumatori e governi.
I Paesi firmatari hanno ricordato:
“Il sistema europeo di scambio delle emissioni si è dimostrato uno strumento efficiente ed economicamente sostenibile, evolvendosi nel tempo e offrendo flessibilità alle imprese per raggiungere gli obiettivi climatici riducendo i costi della transizione.”
Possibili interventi limitati e revisione in agenda
I firmatari propongono di considerare soltanto aggiustamenti mirati che preservino la stabilità del mercato nei periodi di volatilità senza compromettere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Ribadiscono inoltre che la revisione dell’Ets, già prevista nell’agenda europea, dovrebbe sostenere la decarbonizzazione, favorire gli investimenti e tutelare l’occupazione nell’UE.
I governi hanno puntualizzato:
“La revisione deve ridurre al minimo il rischio di delocalizzazione delle emissioni (carbon leakage) e promuovere condizioni che permettano all’industria europea di competere mentre procede la transizione verde.”
Contesto politico e implicazioni pratiche
La posizione dei paesi firmatari arriva in vista del vertice europeo del 19 e 20 marzo, dove i leader affronteranno temi energetici e climatici centrali per l’agenda comune. La richiesta di sospendere temporaneamente il mercato da parte dell’Italia riflette preoccupazioni diffuse su possibili effetti di aumento dei costi energetici per le imprese e le famiglie; tuttavia, gli altri governi sottolineano che interventi frettolosi potrebbero compromettere la transizione e la certezza regolatoria necessaria per i piani di investimento a lungo termine.
Nei prossimi passaggi istituzionali verrà dunque valutato come bilanciare le esigenze di breve termine con gli obiettivi climatici europei, mantenendo al centro la stabilità del mercato del carbonio e la protezione della competitività industriale.