Ilva, manifestazione d’interesse da Jindal: Urso chiede confronto con quella di Flacks
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Per l’ex Ilva è arrivata anche la manifestazione d’interesse del gruppo indiano Jindal, presentata mercoledì sera ai commissari incaricati del negoziato, come comunicato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy durante l’informativa sulla situazione dello stabilimento.
Adolfo Urso ha detto:
“Speriamo chiusura entro fine aprile.”
Adolfo Urso ha aggiunto:
“La discesa in campo di Jindal apre una nuova fase nel negoziato che speriamo possa portare il timone di Ilva in mani sicure entro la fine del mese di aprile, quando l’impianto sarà in grado di produrre 4 milioni di tonnellate d’acciaio, da molti considerato il livello necessario per essere competitivi.”
La manifestazione d’interesse di Jindal dovrà ora essere valutata e confrontata con l’offerta del gruppo statunitense Flacks, con il quale è stato avviato un negoziato diretto a gennaio. Secondo il ministro, il piano industriale proposto da Jindal per l’intero complesso presenta elementi rilevanti e richiederà un’analisi approfondita sul piano economico, ambientale e sociale.
Adolfo Urso ha dichiarato:
“La procedura di gara, a differenza di quanto si fece in passato con Mittal, è davvero competitiva, consentendo anche il miglioramento comparativo dell’offerta al fine di meglio garantire l’interesse nazionale.”
Contesto e rilevanza strategica
Ilva rappresenta un asset strategico per la produzione siderurgica italiana e per molte filiere industriali collegate. Lo stabilimento, sottoposto a procedure straordinarie di gestione, è attualmente seguito dall’Amministrazione Straordinaria, organismo nominato per gestire la transizione produttiva, garantire gli stipendi e portare avanti gli interventi di bonifica e manutenzione necessari.
Il riferimento alla soglia di produzione di 4 milioni di tonnellate è rilevante sia per la sostenibilità economica dell’impianto sia per la sua capacità di competere sui mercati internazionali: livelli produttivi inferiori possono mettere a rischio economie di scala e redditività, con conseguenze sull’occupazione e sui fornitori locali.
La scelta del compratore e la struttura dell’accordo hanno implicazioni anche sul piano industriale nazionale, poiché riguardano politiche di tutela dell’occupazione, la gestione ambientale e l’interesse strategico del settore siderurgico in Italia.
Aspetti giudiziari e finanziari
Un elemento che complica il quadro è la recente pronuncia del Tribunale di Milano, che ha disposto la sospensione della produzione a partire dal 24 agosto, con motivazioni legate a rischi per la salute.
Tribunale di Milano ha motivato la sospensione così:
“rischi attuali di pregiudizi alla salute”
Questa decisione giudiziaria influenza la possibilità di finalizzare operazioni finanziarie urgenti: in particolare, rende più complessa la conclusione del cosiddetto prestito in extremis concesso dall’Commissione europea per consentire all’Amministrazione Straordinaria di continuare a pagare gli stipendi e completare gli interventi di manutenzione essenziali. La disponibilità di risorse finanziarie è considerata cruciale per mantenere in funzione l’impianto e per mettere in sicurezza i processi produttivi in vista di eventuali passaggi di proprietà.
Il prossimo periodo vedrà pertanto una valutazione tecnica, legale e finanziaria delle offerte pervenute: i commissari valuteranno elementi quali la capacità industriale, i piani ambientali, la sostenibilità occupazionale e le garanzie economiche, confrontando le proposte per tutelare l’interesse nazionale e garantire una soluzione stabile nel medio termine.
Resta aperta la finestra temporale indicata dal governo per procedere con la cessione o la gestione stabile dello stabilimento; tuttavia, gli sviluppi dipenderanno dall’esito delle verifiche sulle offerte, dall’andamento delle procedure giudiziarie e dall’eventuale supporto finanziario necessario a garantire la continuità aziendale.