Lavoro, in Sicilia otto aziende su dieci non rispettano le norme
- 12 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Tra i comparti più esposti al fenomeno del lavoro irregolare in Sicilia restano i servizi, il commercio, il turismo e la formazione privata. È in questi settori che l’attività ispettiva dell’Inps nel 2025 si è concentrata, portando all’individuazione di oltre 10.800 rapporti di lavoro irregolari e all’accertamento di crediti per più di 77 milioni di euro tra contributi evasi e sanzioni. I controlli effettuati nell’anno mostrano un livello molto alto di non conformità: su 694 accessi ispettivi, 600 imprese sono risultate non in regola, pari a oltre l’86% del totale.
La verifica nelle scuole private
Tra le campagne mirate avviate dall’Inps figura una specifica attività ispettiva rivolta alle scuole private. Nel settore sono stati eseguiti 30 controlli e, tra le verifiche già concluse, sono emerse diverse irregolarità: 19 lavoratori completamente in nero, 32 rapporti di lavoro annullati e oltre 1,6 milioni di euro di crediti accertati tra contributi e sanzioni.
L’azione ispettiva nel comparto è ancora in corso e ha l’obiettivo di accertare la correttezza dei rapporti di lavoro, individuare l’eventuale uso di contratti fittizi finalizzati all’accesso indebito a prestazioni previdenziali e verificare l’ottemperanza degli obblighi contributivi e assicurativi.
Il lavoro irregolare
Nel complesso, l’attività di vigilanza dell’Inps nel 2025 ha portato all’individuazione di 10.807 rapporti di lavoro irregolari, con un incremento superiore al 21% rispetto ai circa 8.900 casi rilevati nel 2024. Tra i casi riscontrati figurano 435 lavoratori completamente in nero e oltre 5.300 rapporti di lavoro ritenuti simulati, ossia attivati con l’intento di ottenere in modo illecito prestazioni previdenziali.
Dai controlli sono scaturiti crediti complessivi pari a 77,6 milioni di euro: nello specifico sono stati accertati 48,8 milioni di euro a titolo di contributi evasi e 28,7 milioni di euro di sanzioni civili, valori in crescita rispetto al 2024, quando i crediti accertati si erano attestati intorno ai 62 milioni di euro.
Nel corso dell’anno gli ispettori hanno effettuato complessivamente 694 accessi nelle imprese dell’isola. L’incidenza delle irregolarità rilevate resta elevata: 600 imprese sono risultate non conformi alla normativa, mentre 94 sono state trovate in regola con gli obblighi contributivi e contrattuali.
L’Inps, quale ente previdenziale nazionale incaricato della gestione delle prestazioni sociali e della riscossione dei contributi, utilizza le attività ispettive non solo per recuperare crediti ma anche per ristabilire condizioni di concorrenza leale tra le aziende e tutela dei diritti dei lavoratori. Le verifiche possono essere condotte anche in coordinamento con le autorità competenti e con altri enti preposti al controllo del mercato del lavoro.
Le conseguenze per le imprese che risultano non conformi possono comprendere il recupero dei contributi dovuti, l’irrogazione di sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, segnalazioni per ipotesi di natura penale. Le aziende interessate hanno la possibilità di regolarizzare le posizioni del personale e avviare procedure di ravvedimento operoso o piani di rientro per far fronte agli importi accertati.
Il quadro emerso sottolinea la necessità di un monitoraggio continuo, con particolare attenzione ai settori caratterizzati da lavoro stagionale e contratti atipici. La prosecuzione delle attività ispettive è funzionale a proteggere i lavoratori, a garantire la sostenibilità del sistema previdenziale e a tutelare le imprese che operano nel rispetto delle regole.