Via libera definitivo del Senato al ddl sugli affidi: svolta per il diritto dei minori a vivere nelle proprie famiglie

L’approvazione è avvenuta per alzata di mano: il disegno di legge sulla tutela dei minori affidati è stato approvato in via definitiva. Il provvedimento, voluto dai ministri Carlo Nordio e Eugenia Roccella, istituisce nuove misure di registrazione e vigilanza sulle strutture e le famiglie affidatarie, mentre alcune forze di opposizione, tra cui Italia viva, AVS, M5S e PD, hanno annunciato l’intenzione di astenersi dal voto.

Registro nazionale e Osservatorio

Il testo introduce un registro nazionale delle famiglie affidatarie e degli istituti e comunità di assistenza, con l’obiettivo di centralizzare informazioni utili alla gestione dei collocamenti e al monitoraggio delle strutture che ospitano minori. Il provvedimento conferma inoltre la funzione dell’Osservatorio nazionale, chiamato a raccogliere dati, valutare le pratiche di affido e proporre interventi per migliorare i percorsi di tutela.

La creazione di un registro centrale intende rendere più trasparenti le operazioni di affido, facilitare l’analisi statistica dei collocamenti e migliorare la cooperazione tra amministrazioni centrali e servizi territoriali. Accanto a ciò, saranno necessari strumenti operativi e garanzie sui profili di riservatezza e protezione dei dati personali dei minori e delle famiglie coinvolte.

Proposte del centrodestra e il caso "famiglia nel bosco"

Nel frattempo il centrodestra ha annunciato la volontà di presentare al Senato una nuova proposta legislativa che riprenda elementi sollevati dal caso noto come famiglia nel bosco, ritenuto emblematico di criticità più ampie nel sistema di tutela dei minori.

I capigruppo della maggioranza al Senato hanno dichiarato:

“Sono oltre ventimila i minori italiani allontanati dalle loro famiglie, in gran parte collocati in comunità educative ovvero case-famiglia. La vicenda dei cosiddetti ‘bambini nel bosco’ ha riscosso un grande interesse, ma è solo il caso più noto di un fenomeno complesso e assai diffuso.”

I firmatari che hanno già depositato una proposta di legge contro i presunti “troppi allontanamenti” includono i capigruppo Lucio Malan (Fdi), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Michaela Biancofiore (CdI), i quali chiedono interventi mirati per ridurre i collocamenti e rafforzare il supporto alle famiglie.

Contenuti e obiettivi del disegno di legge

La relatrice del provvedimento, Erika Stefani (Lega), ha illustrato che l’impianto legislativo si fonda sul principio del superiore interesse del minore e sulla necessità di tutelare, quando possibile, il diritto del minore a rimanere o tornare a vivere nella propria famiglia d’origine. Tra gli obiettivi dichiarati figurano la prevenzione degli allontanamenti non necessari e il potenziamento degli strumenti di sostegno alle famiglie in difficoltà.

Il testo, presentato come iniziativa di governo e già approvato dalla Camera in sede deliberante in ottobre, disciplina inoltre modalità di iscrizione, controllo e aggiornamento del registro nazionale, stabilendo competenze e flussi informativi tra Stato, regioni e servizi sociali locali. La normativa prevede anche il rafforzamento dei meccanismi di vigilanza sulle strutture residenziali e una maggiore trasparenza nelle procedure di affidamento.

Le opposizioni hanno sollevato dubbi su alcuni profili applicativi, in particolare riguardo alle garanzie per la tutela della privacy, alle risorse necessarie per accompagnare i processi di ricollocamento familiare e ai criteri per valutare l’effettiva necessità di separazione dal nucleo d’origine. Sul piano pratico, l’attuazione richiederà coordinamento tra più enti e adeguati finanziamenti per i servizi territoriali.

Passi successivi e impatto operativo

Con l’approvazione definitiva del disegno di legge si apre la fase di attuazione: sarà necessario emanare atti attuativi, definire procedimenti amministrativi e predisporre le piattaforme informatiche per il registro nazionale. Le autorità regionali e i servizi sociali locali avranno un ruolo centrale nell’implementazione quotidiana delle nuove norme.

Sullo sfondo resta il dibattito politico: oltre all’applicazione pratica delle norme, alcune forze politiche intendono proporre ulteriori interventi legislativi per affrontare fenomeni specifici emersi nelle cronache recenti, mentre gli operatori del settore enfatizzano l’importanza di investire su prevenzione, formazione e sostegno alle famiglie per ridurre i collocamenti istituzionali.



Author: Tony
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