La Ue avverte: la Biennale di Venezia a rischio per la presenza della Russia
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Commissione europea ha espresso pubblicamente la sua contrarietà alla decisione della Fondazione Biennale di autorizzare la partecipazione della Federazione Russa all’edizione 2026 della Biennale Arte di Venezia, sostenendo che la cultura europea deve promuovere e tutelare valori democratici quali dialogo, pluralità e libertà di espressione.
Thomas Regnier ha detto:
“La Commissione europea condanna la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di partecipare all’edizione 2026 della Biennale Arte di Venezia. In Europa la cultura deve promuovere e salvaguardare i valori democratici, favorire il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non sono rispettati nella Russia di oggi.”
Il portavoce ha inoltre ricordato che la Fondazione Biennale è beneficiaria di un sostegno nell’ambito del programma Creative Europe – MEDIA, destinato a iniziative legate alla produzione cinematografica, ai mercati del film e alla formazione: si tratta di una sovvenzione pluriennale pari a due milioni di euro per un triennio. La Commissione e alcuni Stati membri hanno indicato che sono allo studio possibili misure, fra cui la sospensione o la cessazione dell’erogazione di tali fondi, qualora emergessero violazioni delle condizioni di finanziamento.
La posizione della Commissione arriva dopo una presa di posizione congiunta di ventidue Paesi dell’Unione europea che hanno espresso la loro riprovazione. La questione solleva un dibattito complesso tra l’autonomia delle istituzioni culturali e le responsabilità degli enti finanziatori pubblici, con implicazioni istituzionali e diplomatiche a livello europeo.
La replica della Biennale
La direzione della manifestazione e il sindaco di Venezia hanno reagito ribadendo l’autonomia istituzionale della Biennale e sottolineando la necessità del dialogo culturale anche in contesti difficili. L’intervento è avvenuto in occasione della presentazione dell’accordo per il Polo del Mare presso l’Arsenale.
Luigi Brugnaro ha detto:
“La Biennale è una istituzione indipendente e libera. Siamo in democrazia, non in una dittatura. Siamo per l’Ucraina senza se e senza ma. C’è l’Ucraina, uno stato aggredito, e c’è uno stato aggressore. Altra cosa è il popolo russo, con cui non siamo in guerra.”
Il sindaco ha richiamato inoltre l’impegno personale e della città a favore dell’accoglienza, ricordando iniziative di solidarietà verso persone fuggite dal conflitto e relazioni di gemellaggio, e ha definito la scelta della Biennale come espressione di libertà culturale piuttosto che di schieramento politico.
Il quadro normativo e i diritti dei padiglioni
La partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia non deriva da un invito formale avanzato dall’istituzione, ma dalla procedura prevista dal regolamento per gli Stati proprietari di padiglioni ai Giardini. La Russia è proprietaria di un padiglione nei Giardini dal 1914; in totale vi sono 29 Paesi con padiglione nazionale di proprietà, ai quali si aggiungerà quest’anno il Qatar.
Secondo le regole stabilite dall’ente organizzatore, gli Stati riconosciuti dalla Repubblica Italiana possono autonomamente comunicare la volontà di partecipare. Questo meccanismo mette in rilievo una sovrapposizione tra diritti di proprietà storici, regolamenti interni della Biennale e le scelte di politica estera o culturale degli Stati membri dell’Unione europea.
Dal punto di vista amministrativo, la sospensione o la revoca di una sovvenzione europea segue procedure definite dal regolamento dei finanziamenti comunitari: sono previsti accertamenti, possibilità di chiarimenti con il beneficiario e, successivamente, decisioni formali da parte della Commissione. Sul piano politico, una misura del genere potrebbe innescare confronto tra le istituzioni culturali indipendenti, gli Stati membri che sovvenzionano la cultura e gli organi comunitari che gestiscono i programmi di finanziamento.
La vicenda rimane aperta: la decisione finale sulla possibile azione finanziaria della Commissione europea sarà adottata dopo le verifiche necessarie, mentre la Biennale continuerà a difendere la propria autonomia organizzativa. Nel frattempo la discussione pubblica si concentra sugli equilibri tra tutela dei valori democratici, libertà artistica e responsabilità istituzionale in ambito culturale internazionale.