Le stablecoin non avranno alcuna copertura assicurativa sui depositi sotto le regole GENIUS, avverte il capo della FDIC
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Travis Hill, presidente della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), ha dichiarato che gli utenti di stablecoin non beneficeranno di alcuna garanzia governativa sui loro fondi quando entrerà in vigore la nuova normativa statunitense che disciplina questi token.
Il divieto sull’assicurazione pass-through
La legge nota come GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), che ora viene implementata da regolatori del mercato e del sistema bancario statunitense, include un divieto esplicito dell’assicurazione FDIC per le detenzioni di stablecoin. Si tratta di token come USDC emesso da Circle e USDT emesso da Tether, progettati per mantenere un valore agganciato al dollaro statunitense e per distinguerli dai depositi bancari, che sono garantiti fino a 250.000 dollari dalla copertura federale.
Travis Hill ha detto:
“The FDIC is planning to propose that payment stablecoins subject to the GENIUS Act are not eligible for pass-through insurance.”
Hill ha precisato che, pur non essendo il divieto esplicitamente descritto in termini di “pass-through insurance” nel testo della legge, l’intento normativo sembrerebbe andare in quella direzione.
Travis Hill ha aggiunto:
“It is difficult to estimate the extent to which stablecoin arrangements would qualify for pass-through insurance if they were eligible.”
Il riferimento riguarda le regole correnti sull’assicurazione pass-through, che richiedono che le identità e gli interessi dei clienti finali siano accertabili nel corso ordinario delle attività; una caratteristica che, secondo Hill, non è tipica delle grandi strutture di stablecoin oggi in uso.
Riserva integrale e responsabilità degli emittenti
Anche se le stablecoin non potranno contare sull’assicurazione FDIC — che per decenni ha tutelato i conti bancari americani — la normativa impone che questi token siano completamente coperti da riserve. In pratica, la protezione dei detentori dipenderà dalla solidità del sistema di riserva e dalle pratiche di rischio adottate dagli emittenti.
Implicazioni per il settore bancario
La distinzione tra detenzioni di stablecoin e depositi bancari è centrale nel dibattito regolatorio, perché tocca il modello di business delle banche, il cui funzionamento si basa sull’uso dei depositi per finanziare i prestiti. Alcuni operatori del settore bancario hanno espresso preoccupazioni sul fatto che prodotti legati alle stablecoin, in particolare se collegati a rendimenti, possano alterare i rapporti con i depositanti.
Analisti finanziari hanno stimato che la crescita delle stablecoin potrebbe tradursi in una diminuzione dei depositi core nelle banche nell’ordine di pochi punti percentuali nei prossimi anni, con impatti sui margini e sulla capacità di erogare credito.
Patrick Witt, consigliere della Casa Bianca per le criptovalute, ha scritto:
“The CLARITY Act must remain a pro-innovation piece of legislation.”
Patrick Witt ha aggiunto:
“Attempts to hijack the legislative process and turn it into an anti-competition bill are shameful.”
Queste osservazioni riflettono la tensione tra chi spinge per una normativa favorevole all’innovazione digitale e chi teme effetti collaterali sul sistema bancario tradizionale.
Effetti sulla distribuzione dei depositi
Il presidente della FDIC ha affrontato direttamente il tema dello spostamento di fondi dai conti bancari verso le stablecoin, osservando che tale movimento non elimina necessariamente le risorse dall’aggregato del sistema bancario, ma ne modifica la natura e la distribuzione.
Travis Hill ha affermato:
“A customer moving funds from a bank account into a stablecoin generally does not remove the funds from the aggregate banking system, but this would have impacts on the nature and distribution of deposits across the system.”
In termini pratici, spostamenti significativi verso strumenti non garantiti dalla copertura federale possono aumentare la volatilità delle passività bancarie e richiedere adeguamenti nella gestione della liquidità e nella politica di raccolta delle banche.
Depositi tokenizzati: la posizione della FDIC
La FDIC sta inoltre valutando il trattamento normativo dei cosiddetti “depositi tokenizzati”: depositi bancari rappresentati come token programmabili su una blockchain. La questione è se la forma tecnologica debba influire sul regime regolatorio e assicurativo applicabile.
Travis Hill ha suggerito:
“Tokenized deposits should be eligible for the same regulatory and deposit insurance treatment as non-tokenized deposits, regardless of the technology or recordkeeping utilized.”
In sostanza, la posizione prospettata è che la qualificazione di un rapporto come depositario non debba dipendere dalla tecnologia usata per rappresentarlo, ma dai caratteri e dalle funzioni economiche del rapporto stesso. Ciò implica che i depositi tokenizzati potrebbero beneficiare delle stesse tutele previste per i depositi tradizionali.
Prossimi passi e considerazioni regolatorie
La FDIC intende proporre regole attuative relative all’applicazione del GENIUS Act, incluso il divieto di assicurazione pass-through per le stablecoin soggette alla legge. I regolatori dovranno definire con precisione le soglie, i criteri di trasparenza delle riserve e le modalità di supervisione per garantire stabilità finanziaria e tutela dei consumatori, bilanciando al tempo stesso gli obiettivi di innovazione tecnologica.
L’esito di queste definizioni avrà ripercussioni su emittenti di stablecoin, intermediari finanziari e sugli operatori che sviluppano soluzioni di tokenizzazione, e determinerà come verrà ripartita la responsabilità in termini di protezione degli investitori e della clientela bancaria.