Da commercialisti e esperti contabili di Milano, una bussola per orientarsi nell’evoluzione della professione

Durante la prima lezione del corso di Bilancio, Principi Contabili e Analisi Finanziaria presso la Università degli Studi di Milano‑Bicocca, la docente Roberta Provasi ha ospitato il Presidente, Edoardo Ginevra, e la Vicepresidente, Michaela Marcarini, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano per un confronto con gli studenti sul presente e sul futuro della professione.

All’iniziativa hanno partecipato anche gli iscritti al corso tenuto dalla prof.ssa Paola Saracino, che hanno posto domande concrete sul passaggio dalla formazione universitaria alla pratica professionale, sugli aspetti organizzativi dell’avvio nello studio o in azienda e sulle competenze più richieste nel mercato del lavoro attuale.

Contesto dell’incontro

L’incontro si è svolto in un contesto di dialogo diretto e operativo, finalizzato a orientare chi si accinge a intraprendere la carriera professionale. L’intervento dei rappresentanti dell’Ordine ha fornito elementi pratici su regolamentazione, percorsi di accesso e strumenti di aggiornamento obbligatorio che caratterizzano la professione del commercialista e dell’esperto contabile.

Il confronto ha evidenziato la collaborazione tra università e strutture professionali come fattore chiave per adeguare i percorsi formativi alle esigenze del mercato, promuovendo stage, tirocini e attività di orientamento mirate.

Le sfide dell’ingresso nella professione

Gli studenti hanno rappresentato una percezione diffusa: l’avvio professionale è spesso caratterizzato da carichi elevati, responsabilità immediate e la necessità di un aggiornamento costante. Questo quadro rende necessario spiegare non solo il “se” della scelta professionale, ma il “come” affrontare il passaggio dalla formazione teorica alle attività quotidiane.

Per superare la fase iniziale, sono state indicate come fondamentali competenze tecniche solide, capacità di organizzazione, attitudine al lavoro in team e competenze comunicative per il rapporto con clienti e colleghi. È emerso inoltre il valore del tutoring e del mentoring all’interno degli studi professionali.

Tirocinio e sostenibilità economica

Un tema centrale del dibattito ha riguardato la durata e la sostenibilità economica del tirocinio: gli studenti hanno chiesto chiarimenti sui tempi, sulle attività previste e sulle condizioni economiche dei primi anni di pratica.

La risposta ha sottolineato che la durata e le modalità del praticantato possono variare in base alle normative vigenti e agli accordi interni agli studi: in genere si tratta di periodi di formazione pratica supervisionata che mirano a integrare competenze tecniche e operative. Sul fronte economico, è stato riconosciuto che la retribuzione iniziale può essere modesta e che la sostenibilità dipende da molteplici fattori, tra i quali la dimensione dello studio e il settore di riferimento.

Per mitigare le difficoltà economiche, sono state indicate possibili misure di supporto, come borse di studio universitarie, convenzioni tra atenei e studi professionali e iniziative dell’Ordine volte a favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Impatto delle tecnologie e competenze richieste

La transizione digitale è emersa come fattore che ridefinisce ruoli e attività: l’uso di software di contabilità, piattaforme per la fatturazione elettronica, strumenti per l’analisi dei dati e, più recentemente, forme di automazione e intelligenza artificiale, modifica il modo di lavorare e le competenze richieste.

In questo contesto, gli interventi hanno evidenziato la necessità di investire in competenze digitali e in capacità di interpretare dati economico‑finanziari, oltre che di mantenere aggiornamenti normativi e fiscali continui tramite la formazione professionale obbligatoria.

Ruolo dell’Ordine e dell’Università

Il confronto ha chiarito il ruolo complementare di università e Ordine: le università formano competenze teoriche e mettono a disposizione stage e percorsi sperimentali, mentre l’Ordine cura l’albo professionale, l’aggiornamento obbligatorio, i requisiti per l’accesso e le linee guida deontologiche.

Rafforzare il dialogo tra le istituzioni formative e quelle professionali è stato indicato come strategico per aggiornare i curricoli, favorire l’inserimento lavorativo e predisporre strumenti di accompagnamento più efficaci per i giovani professionisti.

Raccomandazioni per i giovani

Dal dibattito sono scaturiti suggerimenti pratici: cercare esperienze eterogenee, coltivare relazioni professionali e mentorship, dedicare tempo all’apprendimento di strumenti digitali e all’aggiornamento normativo, e pianificare la propria crescita professionale in modo graduale e sostenibile.

È stato infine sottolineato che la scelta della professione passa anche attraverso la consapevolezza delle responsabilità associate e della necessità di un continuo adattamento alle trasformazioni del mercato: le istituzioni possono accompagnare questo percorso, ma la costruzione della carriera resta un impegno personale e progressivo.



Author: Tony
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