BTC rimane appena sotto i $69,500 dopo dati sull’inflazione in linea con le attese
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I dati sull’inflazione negli Stati Uniti confermano le attese del mercato, rafforzando l’ipotesi che la Federal Reserve manterrà i tassi stabili non solo nella riunione del 18 marzo, ma verosimilmente anche in quella di aprile.
Dati sull’inflazione di febbraio
Secondo il rapporto del Bureau of Labor Statistics, il Consumer Price Index (CPI) è aumentato dello 0,3% a febbraio rispetto al mese precedente, in linea con le previsioni degli economisti. La rilevazione di gennaio, rivista in precedenza, aveva registrato un incremento dello 0,2%.
Su base annua il CPI è salito del 2,4%, corrispondente anch’esso alle aspettative del mercato e sostanzialmente stabile rispetto alla lettura di gennaio.
La componente core, che esclude i prezzi di cibo ed energia e viene seguita con attenzione dalla politica monetaria, è cresciuta dello 0,2% mensile e del 2,5% su base annua, valori coerenti con le stime.
Reazioni dei mercati finanziari
I mercati hanno reagito in modo contenuto: i future sugli indici azionari statunitensi sono scesi leggermente e il rendimento del 10-year Treasury yield è salito fino al 4,18%.
Il bitcoin (BTC) ha mostrato una debolezza mattutina, scambiando attorno ai 69.500 dollari nei minuti successivi alla diffusione dei dati, con un calo di circa l’1,2% nelle ultime 24 ore.
Il prezzo del petrolio, elemento chiave per l’inflazione energetica e per i mercati finanziari, è aumentato: il WTI ha guadagnato circa il 4,2% avvicinandosi agli 87 dollari al barile, spinto dalle tensioni geopolitiche.
Probabilità sulle decisioni della Federal Reserve
Prima della pubblicazione dei dati, i mercati attribuivano una probabilità del 99% che la Federal Reserve lasciasse i tassi invariati nella riunione di marzo, secondo il tool di mercato CME FedWatch. Per la riunione di aprile, le probabilità di un taglio dei tassi erano scese all’11%, rispetto al 21% di un mese prima.
Queste valutazioni riflettono la cautela degli operatori: un’inflazione in linea con le attese mantiene aperta la possibilità che la banca centrale voglia osservare ulteriori dati prima di modificare la politica monetaria.
Contesto geopolitico e prospettive
Va sottolineato che i numeri di febbraio arrivano dopo eventi geopolitici significativi, in particolare l’escalation del conflitto con Iran, che ha contribuito a un aumento dei prezzi del petrolio. Tali sviluppi possono influenzare l’inflazione futura e complicare la valutazione della Federal Reserve.
La decisione finale della banca centrale dipenderà dall’andamento dei prossimi indicatori economici—compresi i dati sull’occupazione, i prezzi alla produzione e i dettagli sull’andamento dei costi energetici—nonché dall’evoluzione delle tensioni internazionali che possono tradursi in shock di offerta.
Per i mercati finanziari questo significa che, pur essendo al momento alta la probabilità di una pausa nei rialzi, resta elevata l’incertezza su quando e in che misura la politica monetaria potrà allentarsi, con effetti potenziali su azioni, obbligazioni, valute e asset digitali.