Cosa succede ora che Bitcoin resta stabile sopra i $70.000
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha raggiunto i $71.612 martedì sera, per poi stabilizzarsi intorno a $70.036 nella sessione asiatica di mercoledì, in un contesto di incremento dell’appetito per il rischio favorito dal calo del petrolio.
Una ricostruzione ha indicato che la IEA avrebbe proposto il rilascio di scorte strategiche di greggio di entità record, superiore ai 182 milioni di barili immessi nei mercati nel 2022. La misura è stata pensata per contrastare i tagli alla produzione nel Golfo Persico, che hanno ridotto di circa il 6% l’offerta globale di petrolio dall’inizio del conflitto regionale, alimentando l’aumento dei prezzi di kerosene e gas per uso domestico.
Movimenti di mercato
Il Brent è sceso sotto la soglia dei $90 al barile mercoledì, dopo un calo dell’11% nella sessione precedente. Questo movimento ha avuto ripercussioni su tutte le attività rischiose, dal momento che il prezzo del petrolio è un canale chiave con cui il conflitto in Medio Oriente incide su inflazione e condizioni finanziarie.
Bitcoin era scambiato a $70.036 mercoledì mattina, con un incremento settimanale del 2,5%. Il percorso dal minimo di lunedì vicino ai $66.000 al massimo di martedì rappresenta un rialzo di circa l’8,5% in due giorni, sebbene il ritracciamento notturno abbia restituito parte dei guadagni.
Daniel Reis-Faria said:
“Il fatto che Bitcoin stia trattando sopra i $70.000 indica che gli acquirenti stanno cercando di spingere il mercato fuori dalla fase di consolidamento, ma deve ancora dimostrare di poter sostenere questi livelli. La differenza questa volta è che la leva finanziaria si era già raffreddata prima del movimento al rialzo, il che fornisce un assetto più stabile. Ora dipende dal fatto che Bitcoin riesca a mantenersi sopra i $70.000 e a costruirsi da lì, oppure se tornerà nello stesso andamento delle ultime settimane.”
Fattori trainanti: petrolio e riserve
La decisione di aumentare le scorte strategiche risponderebbe all’impennata dei prezzi energetici scatenata dai tagli produttivi nel Golfo Persico. Prezzi più alti del petrolio si traducono generalmente in inflazione più persistente, condizionando le aspettative sulla politica monetaria e riducendo la probabilità di tagli dei tassi nel breve termine.
Se il prezzo del greggio rimane sotto la soglia dei $90 al barile, l’argomentazione a favore di possibili riduzioni dei tassi nella seconda parte dell’anno diventerebbe leggermente più plausibile, poiché diminuirebbe la pressione inflazionistica derivante dall’energia.
Performance delle principali criptovalute
Il mercato crypto nel complesso è apparso relativamente calmo. Ether si è mantenuto intorno a $2.034, segnando un lieve calo giornaliero ma un incremento settimanale del 2,8%. BNB è rimasto stabile a $643.
XRP è aumentato dello 0,3% a $1,38, con un guadagno settimanale dell’1,7%. Solana ha aggiunto lo 0,2% a $86,42, pur restando l’asset principale con la performance peggiore sulla settimana (-0,8%). Dogecoin ha guadagnato l’1% a $0,093, trattenendo parte dei rialzi legati a eventi di mercato recenti.
Prospettive macro e ruolo della Fed
La riunione della Fed del 17-18 marzo rimane l’evento di riferimento per i mercati. Le decisioni e le indicazioni sulla politica monetaria determineranno la sensibilità degli investitori nei confronti delle attività rischiose, incluse le criptovalute.
La relazione a 90 giorni tra Bitcoin e il S&P 500 si mantiene elevata, intorno a 0,78, segnalando che le crypto continuano a muoversi in modo correlato ai mercati azionari tradizionali. Indipendentemente dalle indicazioni della banca centrale, il mercato delle criptovalute reagirà alle variazioni di liquidità e alle aspettative sui tassi.
Conclusioni
Il recupero di Bitcoin oltre i $70.000 riflette una combinazione di miglioramento del sentimento di rischio dovuto al calo del petrolio e di strutture di mercato meno esposte alla leva eccessiva. Tuttavia, la sostenibilità del movimento dipenderà dalle prossime mosse sul fronte energetico e dalle comunicazioni della politica monetaria, che insieme determineranno la quantità di liquidità disponibile per gli asset rischiosi.