La piattaforma di prestito Aave subisce liquidazioni per 27 milioni di dollari dopo un malfunzionamento del prezzo di wstETH
- 11 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Circa 27 milioni di dollari sono stati liquidati sulla piattaforma di prestito decentralizzata Aave nelle ultime 24 ore, in quello che diversi operatori del mercato interpretano come l’effetto di un problema temporaneo di determinazione del prezzo relativo al token wstETH.
I dati on-chain evidenziati dalla società di gestione del rischio Chaos Labs hanno mostrato un picco di liquidazioni nel medesimo intervallo temporale. Alcuni osservatori hanno collegato l’evento a un aggiornamento dei prezzi in un sistema di oracoli utilizzato da Aave per valutare il collaterale.
Gli oracoli sono servizi che trasferiscono dati sui prezzi dal mondo esterno alle applicazioni blockchain. I protocolli di lending come Aave si affidano a tali feed per stabilire quando il collaterale di un prenditore non è più sufficiente a garantire un prestito e quindi procedere alla liquidazione delle posizioni a rischio.
Contesto tecnico sugli oracoli e sulle conseguenze
Nel panorama DeFi, le discrepanze temporanee nei prezzi fornite dagli oracoli possono avere effetti amplificati a causa della leva finanziaria e delle soglie di rischio codificate nei contratti intelligenti. In passato, problemi di configurazione degli oracoli hanno già generato valutazioni errate di token wrapped legati a ETH, con conseguenti perdite e debiti problematici per alcuni protocolli.
Per i token che accumulano ricompense di staking, come wstETH emesso da Lido, il valore tende a crescere gradualmente rispetto a ETH. I meccanismi di rischio devono quindi tener conto non solo del prezzo spot, ma anche delle dinamiche di scambio e delle limitazioni su quanto rapidamente il valore può variare senza mettere a rischio la sicurezza del protocollo.
Cosa è accaduto su Aave
Secondo le ricostruzioni fornite da Chaos Labs, al momento delle liquidazioni l’oracolo usato da Aave sembrava valutare wstETH intorno a 1,19 ETH, mentre il mercato più ampio lo collocava vicino a 1,23 ETH. Tale scostamento ha ridotto temporaneamente il valore riconosciuto del collaterale dai parametri del protocollo.
Il volume di scambio di wstETH è rimasto relativamente basso nelle 24 ore precedenti, con circa 10 milioni di dollari scambiati, perciò è improbabile che operatori esterni abbiano sfruttato la discrepanza prima del suo rapido rientro.
Inizialmente è circolato un post sul forum legato ad Aave che attribuiva le liquidazioni a un problema nell’oracolo di rischio segnalato da un’altra società, ma quel messaggio è stato poi rimosso. Successive analisi di Chaos Labs hanno chiarito che l’oracolo di mercato sottostante riportava i valori corretti e che la causa reale è stata una configurazione errata nel sistema di rischio denominato CAPO.
Il CAPO è un oracolo di rischio progettato per imporre limiti alla velocità con cui il valore di token che producono rendimento, come wstETH, può aumentare. L’incidente è stato provocato da una discrepanza tra parametri obsoleti memorizzati in uno smart contract, in particolare un tasso di cambio di riferimento e il relativo timestamp, che non erano stati aggiornati in modo sincronizzato.
Di conseguenza il sistema ha temporaneamente calcolato un tasso di scambio massimo consentito inferiore al valore di mercato effettivo di wstETH, facendo apparire il token circa il 2,85% meno prezioso di quanto fosse realmente. Questo ha fatto scivolare alcune posizioni sotto le soglie di sicurezza, innescando le liquidazioni.
Chaos Labs ha affermato che il protocollo non ha subito bad debt, mentre i liquidatori — trader o bot che estinguono prestiti rischiosi in cambio di collaterale scontato — hanno ottenuto circa 499 ETH in bonus di liquidazione e profitti legati alla temporanea discrepanza di prezzo.
Un contributore di Lido ha dichiarato:
“Siamo a conoscenza delle liquidazioni dovute a un prezzo errato di conversione tra wstETH e USD riportato da questo meccanismo di oracolo. La causa non riguarda wstETH in sé, il suo funzionamento o il protocollo Lido, i quali continuano a operare normalmente.”
Conseguenze per il settore DeFi e misure consigliate
L’episodio sottolinea la sensibilità dei protocolli di prestito alle configurazioni degli oracoli e l’importanza di meccanismi di controllo che prevengano aggiornamenti asincroni di parametri critici. Anche quando non si genera bad debt, le liquidazioni forzate possono avere impatti reputazionali e finanziari rilevanti per gli utenti coinvolti.
Per ridurre il rischio di eventi simili, gli operatori della finanza decentralizzata possono valutare approcci quali feed di prezzo ridondanti, audit più frequenti delle configurazioni degli smart contract, monitoraggio automatico degli aggiornamenti dei parametri e meccanismi di governance che consentano interventi rapidi in caso di anomalie.
Dal punto di vista istituzionale, l’evento mette in evidenza la necessità di accordi operativi chiari tra fornitori di oracoli, protocolli di rischio e comunità di governance, oltre a strumenti di compensazione e rimedio quando le configurazioni distribuite causano perdite evitabili.
Le indagini tecniche sul caso proseguono e i soggetti coinvolti stanno valutando possibili aggiornamenti di configurazione e miglioramenti procedurali. Nel frattempo, gli operatori e gli utenti sono invitati a monitorare le comunicazioni ufficiali delle parti interessate e a considerare l’adeguamento delle proprie soglie di rischio.