Biennale di Venezia: polemica per il ritorno della Russia, Kiev accusa l’uso della cultura come strumento di influenza politica
- 9 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prosegue la controversia nata dopo l’invito, il primo dal 2022, rivolto alla Federazione russa a partecipare alla Biennale di Venezia, una decisione che ha suscitato reazioni anche in Ucraina e ha riaperto il dibattito sul rapporto fra cultura e politica internazionale.
Richieste e prese di posizione ucraine
Andriy Sybiga e Tetyana Berezhna hanno chiesto esplicitamente agli organizzatori della manifestazione di rivedere la decisione:
“Invitiamo gli organizzatori a riconsiderare la loro decisione.”
“Chiediamo di mantenere la posizione di principio dimostrata nel 2022.”
La richiesta richiama la scelta presa dalla Biennale di Venezia nel 2022, quando la partecipazione di soggetti legati al governo russo era stata esclusa come forma di protesta per l’invasione dell’Ucraina.
Danni culturali e uso della cultura come strumento politico
Le autorità ucraine hanno sottolineato le conseguenze materiali e umane del conflitto sui settori culturali: dall’inizio della guerra, secondo le stime diffuse da Kiev, sono rimasti uccisi numerosi artisti e operatori dei media, mentre migliaia di siti culturali sono stati danneggiati o distrutti.
Rappresentanti ucraini hanno inoltre evidenziato il ruolo della cultura come strumento di influenza nella politica estera:
“La Russia usa apertamente la cultura anche come strumento di influenza politica.”
Partecipazione prevista e reazioni in Italia
La 61ª edizione della Biennale di Venezia è programmata a partire dal 9 maggio e sarà curata dal direttore artistico Pietrangelo Buttafuoco. Sulla decisione di invitare la Federazione russa si è pronunciato anche il ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli, che ha preso le distanze dalla scelta a nome del governo.
Per il Padiglione russo è prevista la partecipazione di circa quaranta artisti, mentre la presenza di delegazioni e artisti italiani alla kermesse internazionale è stata giudicata da più parti ridotta rispetto alle aspettative, suscitando perplessità nel panorama culturale nazionale.
La riapertura del confronto sul coinvolgimento di delegazioni legate alla Federazione russa solleva questioni complesse: da un lato la necessità di tutelare principi etici e di solidarietà verso le comunità colpite dal conflitto, dall’altro il ruolo delle istituzioni culturali nel preservare spazi di dialogo e scambio artistico internazionale.
Nei prossimi giorni è atteso un ulteriore confronto tra organizzatori, istituzioni culturali e istituzioni pubbliche per chiarire le modalità di partecipazione e valutare eventuali implicazioni diplomatiche e culturali legate alla presenza di rappresentanze russe all’evento.