Turismo: l’Italia si conferma seconda in Europa, ma gli italiani viaggiano meno in patria

Italia è seconda in Europa per numero di presenze turistiche, posizione mantenuta dopo aver superato la Francia nel 2024; al vertice resta però incontrastata la Spagna.

I dati forniti da Istat e Eurostat segnalano una crescita delle presenze in Italia superiore alla media europea (+2,3% contro +2,2%), mentre la componente straniera pesa per una quota significativa del totale e cresce a un ritmo superiore alla media Ue (+4,3% contro +3,4%).

Dati generali e confronto europeo

Nel 2025 le presenze totali in Italia sono state di circa 476,9 milioni, ovvero all’incirca 5 milioni in più rispetto alla Francia. La Spagna mantiene il primo posto con circa 513,6 milioni di presenze, un divario che a oggi appare difficile da recuperare.

Spagna ha inoltre registrato nel 2025 un nuovo record per il turismo internazionale: circa 96,8 milioni di turisti stranieri e una spesa complessiva dei visitatori esteri che si è attestata intorno ai 134,7 miliardi di euro, con incrementi significativi rispetto all’anno precedente.

Presenze, arrivi e dinamiche interne

Nonostante l’aumento delle presenze, il quadro interno presenta aspetti critici: il totale degli arrivi è diminuito dello 0,9%, un calo attribuibile principalmente al mercato domestico. Le presenze degli italiani risultano sostanzialmente stabili, mentre gli arrivi nazionali sono diminuiti del 3,5% rispetto ai dodici mesi precedenti.

È utile richiamare la distinzione tecnica tra presenze (numero di notti trascorse) e arrivi (numero di persone che iniziano un soggiorno): una crescita delle presenze combinata a un calo degli arrivi indica mediamente un aumento della durata media dei soggiorni, con impatti differenti su occupazione stagionale, ricavi per struttura e domanda di servizi accessori.

Queste dinamiche hanno implicazioni per gli operatori turistici, le amministrazioni regionali e il Ministero del Turismo, che dovranno valutare interventi mirati per sostenere la domanda interna, riequilibrare la stagionalità e incrementare l’attrattività delle destinazioni meno performanti.

Perché la Spagna resta avanti

I fattori che mantengono la Spagna in posizione di vantaggio sono molteplici: capacità ricettiva elevata, offerta diversificata che copre mare, città d’arte e turismo rurale, investimento continuo in infrastrutture e promozione, oltre a una forte attrattività per i voli low-cost e i collegamenti internazionali.

Questi elementi spiegano anche perché il distacco tra Madrid e il resto d’Europa sia al momento difficile da recuperare: la combinazione di numeri elevati di visitatori stranieri e spese pro-capite sostenute crea un effetto cumulativo che alimenta la crescita complessiva del settore spagnolo.

Impatto delle tensioni internazionali e prospettive

Resta inoltre un’incognita l’impatto sul turismo mondiale delle tensioni in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo: tali crisi possono ridurre i flussi da alcuni mercati di lunga distanza, alterare rotte aeree e influenzare i comportamenti di spesa dei viaggiatori. Per Italia e per gli altri Paesi europei sarà importante monitorare i trend e adattare strategie di diversificazione dei mercati d’origine.

Dal punto di vista politico e istituzionale, le autorità nazionali e regionali dovranno lavorare su promozione internazionale, miglioramento delle infrastrutture e politiche fiscali e di sostegno per le imprese turistiche, al fine di consolidare il posizionamento e aumentare la resilienza del settore.

In conclusione, il 2025 mostra segnali positivi per il Belpaese sul fronte delle presenze, ma evidenzia anche criticità legate agli arrivi nazionali e alle incertezze internazionali; serve quindi un approccio coordinato tra imprese e istituzioni per trasformare i risultati in benefici duraturi per l’intero comparto turistico.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.