Le banche hanno più bisogno del Clarity Act che delle criptovalute, avverte Christopher Giancarlo, ex presidente della CFTC

Il settore bancario ha più da guadagnare dal bocciato progetto di legge sul mercato digitale statunitense noto come Digital Asset Market Clarity Act rispetto all’industria delle criptovalute, secondo Christopher Giancarlo, ex presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Christopher Giancarlo ha detto:

“Le banche ne hanno più bisogno delle crypto. I loro consulenti legali stanno dicendo ai consigli d’amministrazione: non potete investire miliardi per costruire queste infrastrutture digitali se non c’è certezza normativa. Le banche non possono permettersi l’incertezza regolamentare.”

Il disegno di legge è bloccato da gennaio, con società del settore, tra cui il CEO di Coinbase Brian Armstrong, che si sono opposte ad alcune proposte avanzate dalla Senate Banking Committee, in particolare quelle che vieterebbero alle imprese crypto di erogare ricompense agli detentori di stablecoin.

Cosa prevede il disegno di legge

Il testo legislativo in discussione mira a stabilire regole chiare per gli asset digitali e per l’uso di stablecoin, token il cui valore è ancorato a riferimenti esterni come il dollaro. Le stablecoin sono considerate un elemento cruciale per un’infrastruttura di pagamenti basata su blockchain, perché possono facilitare trasferimenti più rapidi ed efficienti rispetto ai sistemi tradizionali.

Le banche vedono questi strumenti come un possibile mattone fondamentale per un nuovo sistema digitale dei pagamenti, mentre molte aziende del settore crypto stanno già sperimentando l’uso delle stablecoin per pagamenti transfrontalieri.

Tuttavia, le istituzioni finanziarie temono che consentire incentivi o ricompense ai detentori di stablecoin possa causare una fuga di capitale dai loro bilanci; per questo rivendicano condizioni regolamentari uniformi e competitive.

Jamie Dimon ha detto:

“Vogliamo condizioni di parità.”

In parallelo, funzionari dell’amministrazione presidenziale precedente hanno criticato il comportamento delle banche accusandole di tenere la normativa “in ostaggio”.

Funzionari dell’amministrazione Trump hanno detto:

“Hanno tenuto la normativa in ostaggio.”

Christopher Giancarlo ha avvertito che se le banche si opporranno con fermezza, lo sviluppo continuerà comunque e potrebbe spostarsi all’estero, riducendo il ruolo degli istituti americani nell’innovazione dei pagamenti.

Christopher Giancarlo ha avvertito:

“Se le banche resistono ora, non sparirà. Si sposterà in Europa. Si sposterà in Asia… e allora le banche americane diranno: ‘Whoa’. Il nostro sistema analogico, basato su identità e messaggi, smetterà di funzionare ovunque al di fuori.”

Giancarlo stima le probabilità di approvazione del provvedimento intorno al 60-40 e ha sottolineato che restano ancora molti nodi da sciogliere, osservando inoltre che entrambe le parti hanno già mancato la scadenza fissata dalla White House per il 1° marzo.

Implicazioni e prossimi passi

Una normativa che garantisca chiarezza regolamentare è ritenuta essenziale perché le banche possano giustificare investimenti significativi nella costruzione di nuove “rotaie” digitali. Senza certezze, il rischio di un’esitazione prolungata è alto, con possibili effetti di rallentamento dell’innovazione negli Stati Uniti.

Se il progetto non dovesse essere modificato per soddisfare le preoccupazioni degli istituti finanziari, è probabile che il settore privato cerchi mercati più favorevoli all’estero, con conseguenze competitive per il sistema finanziario statunitense. Allo stesso tempo, un testo troppo restrittivo potrebbe limitare l’adozione delle stablecoin e frenare iniziative private già in corso.

Il percorso legislativo richiede compromessi tra le istanze di sicurezza finanziaria e quelle di innovazione tecnologica: la CFTC, il Congresso e le principali banche dovranno trovare un equilibrio che permetta agli Usa di restare competitivi senza esporre il sistema a rischi non gestiti.

Nei prossimi mesi sarà fondamentale monitorare le negoziazioni nella Senate Banking Committee e gli eventuali interventi esecutivi volti a chiarire competenze e limiti operativi, oltre agli sviluppi delle sperimentazioni private che potrebbero influenzare la formulazione finale della normativa.