Educazione finanziaria per le donne: potenzia l’autonomia economica e abbatte il divario di genere

Percorsi formativi mirati stanno dimostrando di poter ridurre in modo significativo il divario di competenze finanziarie tra donne e uomini. Un’analisi della Banca d’Italia sul programma “Le donne contano” rileva che le partecipanti hanno migliorato le proprie conoscenze finanziarie di circa il 30% rispetto a un gruppo di controllo che non aveva seguito il percorso formativo, risultato che trova riscontro anche nelle evidenze internazionali.

Secondo l’Ocse, programmi di educazione finanziaria strutturati — soprattutto se introdotti già in età scolastica — contribuiscono a rafforzare la capacità di pianificazione economica e la fiducia nelle decisioni finanziarie nel lungo periodo. Di conseguenza, non è il talento a mancare, ma spesso gli strumenti: investire nella formazione finanziaria significa offrire alle donne maggiori opportunità di autonomia economica e di partecipazione alla vita produttiva e sociale.

Il ruolo di Abi e del sistema bancario

Il settore bancario può giocare un ruolo centrale nella diffusione della cultura finanziaria e nella promozione dell’indipendenza economica. In questo ambito Abi ha lanciato l’iniziativa “Il talento non ha genere. Abbasso gli stereotipi”, mirata a sensibilizzare sull’importanza della parità di genere e a contrastare gli stereotipi attraverso l’accrescimento delle competenze finanziarie come leva di inclusione sociale.

Marco Elio Rottigni ha affermato:

“Investire nella formazione e nella crescita delle competenze e delle abilità è una leva di resilienza rispetto ai cambiamenti, uno strumento di inclusione e di pari opportunità.”

Marco Elio Rottigni ha aggiunto:

“Se, come indica Istat, il divario di genere nel tasso di occupazione rimane elevato ma si riduce con il crescere del titolo di studio, allora rafforzare la formazione e le competenze può migliorare il benessere finanziario e mitigare le disuguaglianze.”

All’interno della campagna globale di UN Women intitolata “Rights. Justice. Action. For ALL women and girls”, Abi ha inserito attività di sensibilizzazione, testimonianze e progetti educativi rivolti in particolare ai giovani, con l’obiettivo di costruire competenze finanziarie di base e favorire una cultura del rispetto e della parità sin dalle prime età.

Gianni Franco Papa ha dichiarato:

“Comprendere le nuove esigenze, accompagnare i cambiamenti e offrire soluzioni concrete e sostenibili è per il settore bancario una responsabilità e un impegno quotidiano, anche attraverso programmi di educazione finanziaria e di inclusione.”

Gianni Franco Papa ha aggiunto:

“Valorizzare il rispetto e le pari opportunità, a partire dalle generazioni più giovani, significa contribuire a formare una cittadinanza sempre più consapevole, attiva e capace di guardare al futuro.”

Una delle iniziative principali della campagna è l’evento formativo “Abbasso gli Stereotipi”, realizzato in collaborazione con la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (FEduF). Si tratta di un format partecipativo rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, in cui bambine e bambini dialogano con professioniste e professionisti del mondo bancario, economico ed educativo per comprendere, attraverso esempi concreti, il valore del risparmio e della pianificazione.

Giovanna Boggio Robutti ha spiegato:

“L’educazione finanziaria è lo strumento decisivo per abbattere gli stereotipi e fornire alle donne la libertà di scegliere il proprio futuro. Colmare il divario di competenze non è solo una sfida formativa, ma un atto di prevenzione contro la violenza economica e un passo necessario verso una società più equa.”

Prevenire la violenza economica attraverso la formazione

Rafforzare le competenze finanziarie delle donne significa anche intervenire sulla prevenzione della violenza economica, una forma di abuso spesso sottovalutata ma diffusa. Si tratta di comportamenti che limitano l’autonomia economica, come impedire di lavorare, negare l’accesso al denaro o escludere dalle decisioni economiche familiari: dinamiche che trovano terreno fertile nelle situazioni di dipendenza economica.

Secondo l’ultima indagine di Istat, il 6,6% delle donne in Italia ha subito nel corso della vita forme di violenza economica da parte di un partner attuale o passato, una percentuale che evidenzia l’urgenza di misure preventive basate su informazione, sostegno e accesso alle risorse.

Ilaria Dalla Riva ha sottolineato:

“Promuovere pari opportunità in ogni ambito — educativo, sociale, economico — significa costruire percorsi affinché nessuna bambina sia limitata da stereotipi, discriminazioni o mancanza di risorse, e contribuire a prevenire fenomeni di violenza di genere, anche di natura economica, spesso non riconosciuti.”

Per produrre effetti duraturi è necessario un approccio sistemico che coinvolga scuole, istituzioni pubbliche, sistema bancario e organizzazioni della società civile: curricula scolastici che includano l’educazione finanziaria, programmi di formazione continua, strumenti di supporto alla parità retributiva e monitoraggio delle politiche attive possono contribuire a ridurre le diseguaglianze e a rafforzare l’autonomia economica delle donne.



Author: Tony
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