La corte degli Stati Uniti archivia la causa per finanziamento del terrorismo contro Binance e CZ
- 8 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Changpeng “CZ” Zhao, ex amministratore delegato di Binance, ha sostenuto che le piattaforme di scambio centralizzate non hanno alcun incentivo a collaborare con gruppi terroristici, in seguito alla decisione di una corte statunitense che ha respinto una causa civile che accusava l’exchange di aver favorito il finanziamento del terrorismo.
Changpeng “CZ” Zhao said:
“Non esiste alcun motivo (zero) per cui una qualsiasi CEX debba avere a che fare con i terroristi.”
Zhao ha argomentato che la logica economica delle attività di trading rende illogico per un exchange alimentare transazioni legate al terrorismo: questi attori difficilmente genererebbero volumi di scambio profittevoli e spesso depositano fondi solo temporaneamente per poi prelevarli, riducendo così l’interesse commerciale dell’intermediazione.
La contestazione è nata da una causa intentata da centinaia di vittime e parenti di vittime di attacchi terroristici, che imputavano a Binance, a Changpeng “CZ” Zhao e all’operatore di Binance.US, BAM Trading Services, di aver facilitato il trasferimento di fondi tramite transazioni in criptovalute.
I ricorrenti, secondo l’atto introduttivo, rappresentavano 535 persone collegabili a vittime di 64 attacchi avvenuti tra il 2016 e il 2024, attribuiti a organizzazioni come Hezbollah, Hamas, ISIS, al-Qaeda e il Palestinian Islamic Jihad.
I querelanti chiedevano risarcimenti invocando il US Anti-Terrorism Act e il Justice Against Sponsors of Terrorism Act, strumenti legislativi che consentono alle vittime di atti terroristici di rivolgersi in giudizio contro soggetti ritenuti aver agevolato o sponsorizzato attività terroristiche.
Motivazioni della sentenza
Il giudice Jeannette A. Vargas, della United States District Court for the Southern District of New York, ha rigettato la causa ritenendo che l’atto introduttivo non dimostrasse un nesso causale sufficientemente plausibile tra le operazioni di Binance e i singoli attacchi che hanno causato i danni lamentati.
Pur riferendo di presunte lacune nei controlli di conformità e di attività illecite svolte sulla piattaforma, la corte ha ritenuto che i fatti esposti non collegassero in modo concreto e specifico la condotta dell’exchange agli atti terroristici oggetto della causa. La decisione ha quindi posto fine alla controversia nella fase di merito, sebbene il giudice abbia concesso la possibilità di presentare un atto emendato entro 60 giorni.
Accuse pubbliche e replica dell’exchange
La controversia si inserisce in un quadro di crescente attenzione regolamentare e politica sulle transazioni in criptovalute sospettate di coinvolgere entità sanzionate o gruppi illegali. In particolare, l’exchange ha dovuto respingere alcune accuse relative a transazioni con entità iraniane e a presunti licenziamenti interni per chi aveva sollevato dubbi sul rispetto delle procedure.
Binance ha risposto pubblicamente a indagini e richieste di chiarimento avanzate da membri del Congresso statunitense, sostenendo che alcune ricostruzioni sono basate su informazioni inesatte o prive di sufficiente evidenza e difendendo le proprie pratiche di conformità e monitoraggio delle transazioni.
Quadro normativo e impatto istituzionale
La vicenda richiama l’attenzione sui doveri di vigilanza delle piattaforme centralizzate: gli exchange sono soggetti a obblighi di KYC (Know Your Customer) e AML (anti money laundering) imposti da autorità nazionali e internazionali, e devono implementare sistemi per rilevare e segnalare transazioni sospette, in particolare quando possono coinvolgere individui o organizzazioni sottoposte a sanzioni.
Sul piano politico e regolamentare, cause di questo tipo e le indagini parlamentari contribuiscono a orientare le normative future: i legislatori possono richiedere requisiti più stringenti per la trasparenza delle transazioni in criptovalute, mentre le autorità di vigilanza possono intensificare controlli e sanzioni per le violazioni riscontrate.
Conseguenze per le vittime e prossimi passi
Per le vittime e i loro familiari la sentenza rappresenta un ostacolo procedurale: la mancata ammissione dell’atto iniziale significa che dovranno presentare elementi più dettagliati e specifici, se vorranno tentare nuovamente di ottenere un risarcimento. Sul fronte delle piattaforme di scambio, la decisione non elimina la necessità di mantenere robuste misure di conformità e di collaborare con le autorità per contrastare l’uso illecito delle criptovalute.
In sintesi, pur essendo stata rigettata la causa nella sua forma attuale, la materia resta sotto osservazione: il dibattito su responsabilità, controlli e strumenti legislativi per prevenire il finanziamento del terrorismo tramite cripto-asset continuerà a influenzare sia le politiche pubbliche sia le pratiche operative degli operatori del settore.