Dal ddl Bongiorno sulla violenza sessuale fino alla guerra: l’8 marzo 60 piazze per le donne
- 7 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Non una di meno ha annunciato cortei e mobilitazioni per l’8 e il 9 marzo in molte città italiane, definendo l’appuntamento con una formula che sintetizza la natura delle iniziative:
“Un weekend lungo di lotta e sciopero.”
Le manifestazioni sono previste in circa 60 centri urbani e propongono un ventaglio di temi concatenati attorno alla tutela delle persone, alla giustizia di genere e alla conflittualità sociale; il manifesto comune riassume lo spirito della mobilitazione con uno slogan che richiama il valore della vita delle donne e delle soggettività femministe:
“Le nostre vite valgono.”
Protesta contro il ddl Bongiorno e impatti denunciati
Accanto alle rivendicazioni consuete, quest’anno il movimento ha posto al centro della mobilitazione la contrarietà al ddl Bongiorno, la proposta di modifica della normativa vigente sulla violenza sessuale.
Non una di meno ha spiegato le ragioni della protesta con parole che sottolineano la gravità delle conseguenze che a loro avviso deriverebbero dall’approvazione del disegno di legge:
“Le modifiche rischiano di avere effetti molto gravi nei contesti familiari e coniugali, per le ragazze e le giovanissime che stanno denunciando un aumento dei casi, nei luoghi di lavoro dove la ricattabilità è un fattore, e nei tribunali dove chi denuncia è già esposto a vittimizzazione secondaria.”
La mobilitazione richiama dati statistici recenti — citando tra gli altri i numeri diffusi dall’Istat — e mette in luce una lettura critica delle ricadute processuali e sociali: secondo gli organizzatori, il testo in discussione potrebbe limitare strumenti di tutela, indebolire la prospettiva del consenso e aggravarne l’impatto sulle vittime nelle varie fasi della denuncia e del processo.
Piattaforma di rivendicazioni e nodi sociali
Nella piattaforma di rivendicazione si alternano slogan per la difesa del principio del consenso e richieste concrete di politiche a favore dell’autonomia femminile e della parità sociale. Tra le formule evocative utilizzate dagli attivisti:
“Sorella, io ti credo! Senza consenso è stupro!”
La piattaforma include inoltre posizioni su altre misure legislative e di welfare: viene chiesta la bocciatura di interventi che ridurrebbero tutele percepite come fondamentali, si contesta l’eliminazione di Opzione Donna — sistema di accesso a pensioni anticipate riservato a chi soddisfa specifici requisiti femminili — e si pone l’attenzione sul gender pay gap come indicatore di diseguaglianze persistenti.
Gli organizzatori rimarcano che la narrazione istituzionale sulla natalità e sulla conciliazione tra vita e lavoro non trova riscontro nelle politiche effettive: a loro avviso, servono misure strutturali per la conciliazione, investimenti nei servizi e tutele contrattuali che contrastino le disparità salariali e l’insicurezza occupazionale.
La critica alla guerra e l’orizzonte transfemminista
Un altro filo conduttore della mobilitazione è la critica alle dinamiche legate ai conflitti armati e alla militarizzazione dell’economia: il movimento segnala come la guerra influisca sulla vita quotidiana, aumentando incertezza e precarietà e generando pressioni sulle trasformazioni industriali.
Il percorso di lotta vuole anche costruire legami di solidarietà internazionale, collocandosi nell’ambito dello sciopero globale transfemminista che unisce pratiche diverse di astensione dal lavoro produttivo e riproduttivo, dal consumo e dai ruoli di genere con l’obiettivo di opporsi alle politiche belliche.
Non una di meno ha sintetizzato così il senso dell’impegno contro la guerra:
“Vogliamo ricostruire reti di solidarietà internazionale e di lotta comune. Raccogliamo la sfida dello sciopero globale transfemminista, che tiene insieme lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo, dal consumo e dai ruoli di genere, per fermare la guerra perché non vogliamo essere né vittime né complici.”
Il programma delle manifestazioni a Roma
A Roma la mobilitazione organizzata da Non una di meno è articolata in più appuntamenti: per l’8 marzo è previsto un corteo con raduno alle ore 17 in Piazza Ugo La Malfa, nei pressi del Circo Massimo.
La mattina del 9 marzo la partenza è annunciata da Piazzale Ostiense, con presenze attese di associazioni, collettivi e reti locali che intendono dare continuità alle mobilitazioni nazionali.
Le iniziative intendono combinare azioni di protesta pubblica, campagne informative e interventi politici per sollecitare risposte istituzionali su prevenzione della violenza, tutele del lavoro di cura, equità salariale e politiche di pace e solidarietà internazionale.