Guidesi: su Stm ad Agrate svolta decisiva, ora va monitorata l’occupazione
- 7 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Guido Guidesi ha dichiarato:
“Le crisi aziendali? Al momento sono limitate, su livelli del tutto fisiologici. Ma se questo quadro di instabilità e di speculazione finanziaria sull’energia dovesse proseguire le conseguenze potrebbero essere pesantissime.”
L’osservatorio dell’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia assume un ruolo centrale nella valutazione degli effetti del nuovo contesto internazionale sul tessuto produttivo regionale, primo per contributo al valore aggiunto e per esportazioni a livello nazionale.
Situazione attuale del sistema produttivo
Il sistema produttivo lombardo rimane complessivamente solido, ma non immune da criticità. Una delle situazioni più delicate seguite dall’amministrazione regionale riguarda l’impianto della Stm a Agrate, interessato da una profonda trasformazione tecnologica che potrebbe avere riflessi sull’occupazione locale.
Guido Guidesi ha spiegato:
“Dopo un avvio pessimo nei mesi scorsi abbiamo notato un cambio di atteggiamento da parte dell’azienda. Nel piano presentato si rilanciano gli investimenti in modo autonomo, al di là di strumenti di co-investimento, confermando così la centralità del sito. E si stabilisce l’impegno a gestire la transizione tecnologica con un saldo occupazionale pari a zero.”
L’intesa emersa dall’ultimo incontro in Regione Lombardia prevede ora di formalizzare l’accordo e di monitorarne l’attuazione, con la Regione pronta a utilizzare gli strumenti di politica industriale disponibili e a rispettare le tempistiche necessarie affinché l’obiettivo del mantenimento dei livelli occupazionali venga rispettato.
Rischi per la produzione regionale
Dopo una chiusura positiva del 2025, con una crescita della produzione pari a +2,3% nel quarto trimestre sostenuta dalla domanda estera, il quadro ora presenta segnali di fragilità: domanda internazionale in calo e un’impennata dei costi dell’energia.
Guido Guidesi ha osservato:
“L’instabilità si traduce per noi in incapacità di programmare e solo programmando è possibile investire. Ora davanti a noi vediamo un quadro pessimo, in cui saltano le regole del commercio internazionale mentre la speculazione finanziaria fa esplodere i prezzi dell’energia: se questo trend non si ferma alcuni distretti energivori, penso alla siderurgia, si troveranno nell’impossibilità di produrre, se non in perdita.”
La combinazione di costi energetici elevati, tensioni geopolitiche e misure commerciali protezionistiche può compromettere la competitività dei settori più intensivi in termini di consumo energetico. Nonostante il tasso di disoccupazione in Regione Lombardia sia attualmente tra i più bassi, intorno al 2,7%, permangono preoccupazioni sul medio termine legate a dazi, dinamiche geopolitiche, costo dell’energia e oneri regolatori a livello di Ue.
Decisioni europee e il settore dell’auto
Sul fronte regolatorio europeo, l’orientamento recente verso una parziale flessibilità nella riduzione delle emissioni per il comparto automobilistico è stato interpretato come un’apertura, ma ritenuto ancora insufficiente dagli attori del settore.
Guido Guidesi ha commentato:
“Una mini-svolta, che non basta ma su cui ora c’è la possibilità di lavorare dialogando con Commissione e Parlamento Ue.”
L’assessore ha inoltre sottolineato l’importanza del confronto con le istituzioni europee per ottenere margini operativi adeguati e ha richiamato il ruolo dei partner industriali europei nella tutela della filiera.
Guido Guidesi ha poi aggiunto:
“La Germania? Considero scontato che stiano con noi, a meno che abbiano scelto il suicidio totale nel settore.”
La dichiarazione traduce la volontà di coinvolgere i principali partner europei nel dialogo sulle scelte regolatorie, al fine di mitigare l’impatto sulle filiere industriali strategiche per il sistema economico regionale e nazionale.
Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis)
Tra gli strumenti individuati per rafforzare la competitività della regione c’è il progetto delle Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), un modello sperimentale che mette a disposizione risorse a fondo perduto per creare partenariati tra imprese, istituzioni, università e centri di ricerca.
Il programma dispone di una dotazione finanziaria complessiva di circa 20 milioni a fondo perduto e ha avviato la raccolta delle candidature dal 3 marzo, con l’obiettivo di sostenere progetti caratterizzati da una forte specializzazione settoriale e da sinergie tra attori pubblici e privati.
Guido Guidesi ha dichiarato le aspettative dell’amministrazione:
“A fine legislatura, nel 2028, ci aspettiamo una decina di queste Zone, con Bergamo nella Meccatronica che mi pare già avanti in questo percorso, così come la Microelettronica di Pavia.”
Secondo l’assessore, le Zis possono costituire un nuovo modello di collaborazione territoriale capace di aggregare competenze e attrarre investimenti, segnalando per ciascuna specializzazione la presenza di un ecosistema completo per la produzione.
Per il futuro la Regione intende monitorare attentamente l’evoluzione dei piani industriali, promuovere strumenti di accompagnamento alla transizione tecnologica e favorire la coesione tra attori locali, università e centri di ricerca, con l’obiettivo di mantenere la competitività e tutelare l’occupazione sul territorio.