Colpita dall’Iran la base Ali al Salem, dove sono schierati anche militari italiani: cosa sapere
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Lungo la notte del 5 marzo la base di Ali al Salem in Kuwait, dove sono presenti anche militari italiani, è stata nuovamente colpita da una serie di attacchi che hanno interessato soprattutto i depositi di rifornimento, provocando un vasto incendio nella struttura.
Si tratta di un episodio successivo a raid precedenti attribuiti a forze riconducibili all’Iran, condotti nei giorni immediatamente precedenti allo scoppio dell’operazione lanciata da Israele e sostenuta in varie forme dagli Stati Uniti, denominata dai comandi israeliani con il nome di “Ruggito del leone”.
Secondo le prime informazioni non risultano feriti tra il personale italiano: nelle ore precedenti era stata già avviata una rimodulazione della presenza, con la parziale redistribuzione di uomini e mezzi nella regione.
Fonti hanno riferito:
“Solo proiezioni di schegge.”
Dettagli dell’attacco e impatto operativo
Dalle ricostruzioni disponibili emerge che l’obiettivo principale degli strike sia stato il sistema logistico della base, in particolare i serbatoi e i depositi di carburante. Le conseguenti esplosioni e l’incendio hanno suscitato preoccupazione per la tenuta delle infrastrutture e per la sicurezza del personale e degli aeromobili lì dislocati.
Non sono stati segnalati danni rilevanti ai due caccia italiani presenti, identificati come Eurofighter Typhoon (F2000), anche se le analisi preliminari parlano di lievi danneggiamenti dovuti alla proiezione di schegge.
Analisi satellitare e danni precedenti
L’osservazione delle immagini satellitari ha permesso di confermare che nei passati attacchi erano state colpite diverse aree della base: la zona destinata agli alloggi del personale, alcuni hangar e strutture di servizio. In particolare erano stati riscontrati danni a una tensostruttura e ad almeno due hangar utilizzati per il ricovero degli aeromobili.
Analoghi impatti sono stati segnalati nella parte della base gestita dalle autorità kuwaitiane, dove risultano lesionati edifici e capannoni normalmente impiegati per la logistica e il mantenimento in efficienza degli Eurofighter Typhoon della Kuwait Air Force.
Nel complesso, le fonti specialistiche stimano che dalla fine di febbraio siano stati confermati una ventina di strike sulla base di Ali al Salem, con danni distribuiti in più settori dell’area aeroportuale.
Caratteristiche strategiche della base
La base aerea di Ali al Salem occupa una posizione strategica nel distretto di Al Jahrāʼ, a breve distanza dal confine con l’Iraq. Grazie alle due piste parallele e agli ampi spazi logistici, la struttura funge da hub per operazioni di supporto e proiezione di forze nella regione.
La base è dotata di hangar, officine di manutenzione, depositi di munizioni e carburante e di una torre di controllo recentemente aggiornata con sistemi radar e comunicazioni conformi agli standard statunitensi, elemento che la rende funzionale alle esigenze delle forze della coalizione.
Presenza internazionale e ruoli militari
La struttura ospita la Kuwait Air Force e nuclei della U.S. Air Force, in particolare il 386th Air Expeditionary Wing, che coordina attività di supporto logistico e sicurezza. Presso la base operano anche contingenti di forze alleate coinvolte in missioni di deterrenza e controllo dello spazio aereo.
Per quanto riguarda l’Aeronautica Militare italiana, la presenza è stata garantita da un Task Group Typhoon e da componenti del 51° Stormo di Istrana, impiegati nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, il dispositivo italiano volto a contribuire alla stabilità e alla sicurezza nella regione.
Movimentazione e ricollocamento del personale italiano
In seguito all’escalation degli attacchi è stata disposta una redistribuzione parziale del personale italiano presente nell’area: 239 militari sono stati trasferiti verso l’Arabia Saudita, mentre su 321 unità inizialmente presenti ne rimangono operative 82 nella regione per funzioni essenziali di sorveglianza e coordinamento.
Anche in altri Paesi del Golfo si è proceduto a movimenti precauzionali: in Qatar sette dei dieci militari hanno raggiunto l’Arabia Saudita, mentre in Bahrein il personale di stanza si sta ritirando. In Libano le autorità italiane mantengono uno stato di attesa valutando in tempo reale eventuali necessità di evacuazione, per le quali è pronta a intervenire una nave della Marina militare.
Prima dell’inizio delle ostilità nell’area mediorientale interessata dalla crisi, le forze italiane presenti nella regione ammontavano a circa 2.576 unità; le decisioni operative sono ora guidate da valutazioni di sicurezza congiunte tra i ministeri competenti e i comandi sul territorio.
Contesto strategico e implicazioni politiche
Gli attacchi a installazioni che ospitano contingenti internazionali come la base di Ali al Salem hanno implicazioni significative sul piano diplomatico e militare: aumentano la pressione sulle catene logistiche, complicano le operazioni di deterrenza e richiedono un ripensamento delle misure di protezione per il personale e i materiali.
Le autorità europee e i partner transatlantici stanno seguendo gli sviluppi per coordinare risposte politiche e misure di sicurezza, valutando al contempo l’impatto che una progressiva destabilizzazione potrebbe avere sulle rotte energetiche, sui flussi commerciali e sulla sicurezza regionale.
Nel medio termine le scelte operative relative alla presenza militare, ai trasferimenti logistici e alle misure di protezione saranno oggetto di ulteriori decisioni congiunte tra il Ministero della Difesa, la diplomazia e i comandi impegnati sul terreno, in relazione all’evoluzione della situazione e agli obiettivi di sicurezza nazionale e internazionale.