Svolta in casa Del Vecchio: Leonardo Maria pronto a rilevare le quote dei fratelli
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Leonardo Maria Del Vecchio è vicino a un accordo per acquisire le quote del 12,5% detenute dai fratelli Luca e Paola in Delfin, la holding di famiglia che controlla EssilorLuxottica e detiene partecipazioni in istituti finanziari come Generali, Mps e UniCredit.
Il nodo del prezzo
Dopo la scomparsa del fondatore, il capitale di Delfin è ripartito in otto quote uguali del 12,5% tra gli eredi: i figli Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria, Luca e Clemente, oltre a Nicoletta Zampillo e al figlio di lei Rocco Basilico. La proposta di acquisto riguarda in prima battuta le quote dei fratelli Luca e Paola, pari complessivamente al 25% della società.
Leonardo Maria Del Vecchio ha dichiarato:
“Siamo vicini a raggiungere un accordo sul prezzo. Ho detto chiaramente che sono disposto ad acquistare le loro quote per diventare l’azionista di maggioranza di Delfin, chiudere le questioni aperte relative al patrimonio di mio padre ed eseguire il suo testamento.”
Valutazioni basate sui prezzi di mercato delle partecipate — da EssilorLuxottica a investimenti immobiliari e bancari — indicano che le quote in questione potrebbero valere, a livello teorico, tra i 14 e i 15 miliardi di euro. Fonti vicine al negoziato segnalano tuttavia che la trattativa tra soci potrebbe chiudersi a valori inferiori, in funzione delle condizioni concordate e della struttura finanziaria dell’operazione.
I tempi dell’operazione
Secondo quanto riferito, Leonardo Maria Del Vecchio — attualmente con ruoli di rilievo nella strategia del gruppo e presidente del marchio Ray Ban — avrebbe presentato a Delfin la proposta per esercitare la prelazione sulle quote di Luca e Paola, come previsto dallo statuto della holding.
La prelazione è un diritto statutario che consente agli azionisti già presenti di acquistare le partecipazioni messe in vendita prima che possano essere trasferite a terzi. L’esercizio di tale diritto può accelerare il trasferimento interno delle quote ma non esclude che altre questioni residuali, come la determinazione del prezzo, vengano risolte in sede giudiziale o tramite ulteriori negoziazioni tra le parti.
I fratelli Luca e Paola hanno chiesto a un tribunale di Lussemburgo di fissare il prezzo per il trasferimento delle loro partecipazioni; Leonardo Maria ha dichiarato di essere disponibile ad attendere la decisione del giudice oppure a trovare un accordo privato prima di una pronuncia formale.
Il leveraged buyout sostenuto da un pool di banche
Il piano di Leonardo Maria Del Vecchio prevederebbe, secondo quanto emerge, un aumento della sua partecipazione fino al 37,5% di Delfin, tramite una operazione strutturata come leveraged buyout e assistita da un consorzio bancario. In un leveraged buyout l’acquisizione è finanziata in gran parte con debito, che viene poi rimborsato con i flussi generati dalle società controllate o con la distribuzione di dividendi straordinari.
Leonardo Maria Del Vecchio ha aggiunto:
“Non intendo fare una mossa di potere, voglio ricostruire la fiducia dopo quattro anni di dispute.”
Nel corso delle dichiarazioni è emersa la volontà di mantenere integra la posizione nel gruppo operativo: “EssilorLuxottica è il nostro gioiello della corona e non vogliamo mai essere diluiti”, frase che sintetizza l’approccio alla governance e alla protezione dell’asset strategico del gruppo. L’operazione sarebbe strutturata in modo che il debito possa essere ripagato anche attraverso dividendi straordinari: il potenziale distribuibile è stato stimato in oltre 7 miliardi di euro, con l’ipotesi di una politica dei dividendi futura superiore a un miliardo all’anno.
L’eventuale aumento di controllo da parte di un singolo azionista comporterebbe conseguenze sulla composizione e sulle dinamiche del consiglio di amministrazione, sulla gestione del capitale e sulle scelte strategiche del gruppo. Le banche coinvolte dovranno valutare garanzie, rischi di mercato e la sostenibilità del servizio del debito in uno scenario che potrà influenzare la percezione degli investitori e la liquidità delle partecipazioni interessate.
Nei prossimi mesi gli sviluppi principali saranno due: l’esito delle negoziazioni tra le parti e la decisione giudiziale eventualmente richiesta per la determinazione del prezzo. Se verrà trovato un accordo rapido, la transazione potrà essere completata secondo i termini concordati; in caso contrario, la procedura giudiziale stabilirà i termini economici del trasferimento e potrà prolungare i tempi di definizione della nuova governance.