Siae oltre il miliardo: efficienza e digitale guidano la svolta

Siae ha superato per la prima volta la soglia del miliardo di euro di raccolta: nel 2025 i proventi gestiti dalla società per la tutela del diritto d’autore hanno raggiunto i 1,022 miliardi di euro, il valore più alto nella storia dell’ente presieduto da Salvatore Nastasi.

Il risultato si inserisce in una tendenza di crescita costante: dai 792 milioni del 2022 ai 883 milioni del 2023 fino ai 932 milioni del 2024. Il balzo del 2025 rappresenta dunque un punto di svolta per la raccolta e la redistribuzione dei diritti.

Matteo Fedeli ha detto:

“Il miliardo non è un traguardo simbolico, ma il risultato di una trasformazione profonda.”

Secondo il direttore generale, la crescita è il frutto di un piano triennale avviato nel 2023 che ha rimodellato la struttura interna e le priorità operative della società. L’obiettivo dichiarato è stato quello di modernizzare i processi, aumentare la capacità negoziale e investire sulle competenze digitali.

Trasformazione organizzativa e competenze

La governance e la riorganizzazione interna hanno accompagnato il cambiamento: la Siae è passata da un modello prevalentemente orientato agli aspetti legali a una struttura in cui i dati, la tecnologia e l’analisi sono componenti centrali. Sono state introdotte nuove professionalità per gestire flussi informativi complessi e per migliorare il controllo sulle utilizzazioni delle opere.

Oggi l’ente annovera circa cinquanta persone dedicate all’analisi dei dati e figure tecniche emergenti, tra cui ingegneri specializzati in intelligenza artificiale, con l’obiettivo di automatizzare processi e rendere più tempestive le verifiche e le rendicontazioni.

Trattative con le piattaforme e accesso ai dati

Una componente decisiva del risultato è stata la maggiore incisività delle negoziazioni con i grandi operatori digitali. Negli ultimi anni la collecting ha stretto accordi o rivisto intese con piattaforme globali come Meta, Spotify, YouTube, TikTok, Google e Netflix, ottenendo non solo condizioni economiche più favorevoli ma anche migliori garanzie in tema di trasparenza sulle utilizzazioni delle opere.

Matteo Fedeli ha osservato:

“La vera chiave non è stata solo il valore economico delle licenze. È stato l’accesso ai dati. Senza trasparenza sulle utilizzazioni delle opere, il diritto d’autore non può funzionare.”

Per le società di gestione collettiva (le cosiddette collecting) la disponibilità di dati dettagliati sulle riproduzioni e sugli ascolti è fondamentale per una ripartizione equa dei proventi e per contrastare utilizzi non autorizzati.

Effetti per autori ed editori

I benefici della maggiore raccolta si riflettono in modo diretto sulle distribuzioni agli associati: nel 2025 le erogazioni agli autori e agli editori hanno toccato circa 849 milioni di euro, rispetto ai 740 milioni dell’anno precedente. Si tratta di un incremento significativo della liquidità trasferita alla filiera creativa.

Matteo Fedeli ha spiegato:

“La nostra priorità è trasferire più valore possibile alla creatività.”

Tra le misure adottate per aumentare la quota destinata direttamente agli autori figurano la riduzione delle provvigioni medie — passate dal 16% del 2013 al 13,7% del 2025 — e aliquote specifiche più favorevoli per contesti come i grandi eventi dal vivo, con commissioni medie intorno al 5%, e per il digitale, dove la media è scesa all’8%.

Matteo Fedeli ha aggiunto:

“Siamo passati da distribuzioni semestrali a trimestrali per la musica. Gennaio, aprile, luglio e ottobre invece di gennaio e luglio soltanto. È un cambiamento storico. Vuol dire spostare liquidità dalla pancia della Siae agli autori più velocemente.”

Il passaggio alle rendicontazioni trimestrali rappresenta un miglioramento operativo rilevante: aumenta la prevedibilità dei flussi di cassa per chi vive di diritti e riduce i tempi d’attesa per gli incassi, con impatti positivi sulla gestione professionale e familiare degli artisti e degli editori.

Nel complesso, la trasformazione avviata dalla governance e il rafforzamento della capacità negoziale con le piattaforme digitali indicano un modello di gestione dei diritti che punta a coniugare tutela del diritto d’autore, innovazione tecnologica e maggiore trasparenza, con ricadute tangibili sulla redistribuzione delle risorse alla comunità creativa.



Author: Tony
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