Bitcoin e azioni si stabilizzano, ma il mercato obbligazionario resta scettico
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin (BTC) e i mercati azionari globali hanno mostrato segni di stabilizzazione dopo una vendita iniziale della settimana e un forte aumento del prezzo del petrolio scatenati dall’acuirsi delle tensioni militari che coinvolgono Stati Uniti, Israele e Iran.
Bitcoin è rimasto sopra i 70.000 dollari venerdì, registrando un recupero vicino al 10% su base settimanale. I prezzi erano scesi fino a circa 65.000 dollari nel fine settimana per poi salire brevemente verso i 74.000 dollari mercoledì dopo le turbolenze geopolitiche.
I contratti futures collegati al S&P 500 hanno rispecchiato il rimbalzo: dopo essere scesi a un minimo di diverse settimane a 6.718 punti martedì, si sono riportati intorno a 6.840 al momento della stesura di questo articolo.
Movimenti iniziali e fattori scatenanti
L’azione di avversione al rischio è stata innescata dall’aumento del prezzo del petrolio, dopo notizie su blocchi di petroliere durante il transito nello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura fondamentale per le forniture globali di greggio. I mercati si sono parzialmente rasserenati quando Stati Uniti e altre autorità hanno annunciato misure di scorta navale e garanzie per la sicurezza delle navi che transitano nello stretto.
Mercato obbligazionario: segnali di cautela
Nonostante la ripresa degli asset rischiosi, il mercato obbligazionario continua a mostrare nervosismo. Il rendimento del Buono del Tesoro USA a 10 anni è salito più giorni consecutivi, passando da circa 3,93% a 4,15%, mentre il rendimento biennale — più sensibile alle aspettative sui tassi d’interesse — è aumentato da circa 3,37% a quasi 3,60%.
Poiché il prezzo dei titoli obbligazionari si muove inversamente rispetto ai rendimenti, l’impennata dei tassi riflette un ripensamento delle prospettive di politica monetaria: lo shock sull’energia legato al conflitto rischia di riaccendere le pressioni inflazionistiche e dunque di allontanare l’ipotesi di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
Le quotazioni dei futures sui tassi suggeriscono che gli investitori attribuiscono ora probabilità inferiori al 50% a due riduzioni di tasso da 25 punti base nel corso dell’anno, un netto calo rispetto alle stime precedenti allo scoppio delle tensioni.
Analisi degli operatori
Bryan Tan di Wintermute ha osservato:
“Il mercato dei tassi sta svelando la tensione presente in questo rally. La combinazione tra un’economia resiliente e uno shock inflazionistico legato all’energia è storicamente il tipo di fattore che mantiene la Fed più prudente per un periodo più lungo.”
Tan ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo di nomination e sviluppi politici, che possono introdurre ulteriore incertezza di natura restrittiva nelle aspettative sul ciclo dei tassi.
Jack Prandelli ha spiegato:
“Dopo grandi shock geopolitici, i prezzi del petrolio tendono a salire gradualmente per settimane: in media il greggio può crescere del 20–30% entro circa 60 giorni dallo shock iniziale. I mercati spesso sottovalutano la prima fase del rischio di offerta; il movimento reale arriva quando le interruzioni fisiche si riflettono nei flussi e nelle scorte.”
Questa dinamica suggerisce che i rendimenti potrebbero restare elevati nelle prossime settimane, limitando il potenziale rialzista per asset rischiosi come azioni e criptovalute.
Dati macro e prossimi appuntamenti
I dati economici statunitensi recenti hanno contribuito ad alimentare i rendimenti: l’indice ISM dei servizi è salito a 56,1, segnalando un’espansione dell’attività, mentre il rapporto sulle buste paga private ADP ha mostrato 63.000 occupati aggiuntivi — una lettura più robusta delle attese.
L’attenzione degli operatori si concentra ora sul rapporto ufficiale sull’occupazione non agricola e sulla dinamica salariale in uscita venerdì. Un dato più caldo delle attese potrebbe ridurre ulteriormente la probabilità di tagli ai tassi e generare nuova volatilità sui mercati finanziari.
In questo contesto gli investitori monitoreranno anche i flussi e le scorte energetiche, le prossime letture sui rendimenti e ogni segnale di discontinuità nelle catene di approvvigionamento, elementi che determineranno l’ampiezza e la durata degli effetti sull’inflazione e sulle valutazioni degli asset rischiosi.