Gioco pubblico, Cangianelli: sì a un mercato regolato e dinamico, più tecnologia per contrastare l’illegalità
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sono circa 35.300 i pubblici esercizi italiani che offrono giochi regolamentati in concessione, pari al 42% dell’intera rete distributiva nazionale, stimata in circa 85.000 punti unici. È la fotografia raccolta nel Report 2025, presentato presso l’Hotel Nazionale e promosso dal Milton Friedman Institute, che delinea un settore in trasformazione tra digitalizzazione, razionalizzazione delle reti e contrasto all’illegalità.
I numeri della rete
La distribuzione dei punti attivi mostra una compresenza di canali: sono state censite 4.929 sale specializzate (tra bingo, sale dedicate e negozi scommesse) e 30.417 bar e pubblici esercizi con un’offerta secondaria di gioco. Nella prima fase di iscrizione all’albo per il gioco a distanza sono stati registrati oltre 13.000 Punti Vendita Ricariche, a testimonianza dell’interazione tra rete fisica e canale digitale.
Questi dati indicano una rete distributiva articolata, in cui la rete tradizionale continua a svolgere un ruolo centrale sia come punto di contatto con il consumatore sia come infrastruttura per i servizi collegati al gioco.
Distribuzione territoriale
La diffusione dei diversi canali non è uniforme sul territorio. In alcune regioni del Mezzogiorno si registra una maggiore incidenza del canale delle ricariche per il gioco a distanza, dove al primo posto si colloca la Campania. Abruzzo e Piemonte mostrano una presenza relativamente elevata di attività specializzate.
Nel biennio più recente le sale dedicate risultano in crescita: a guidare la classifica è la Lombardia con 721 punti, mentre la rete dei bar e dei pubblici esercizi con offerte di gioco registra, a livello nazionale, una contrazione superiore al 2% rispetto all’anno precedente. Questo fenomeno riflette sia dinamiche di mercato sia processi di razionalizzazione delle offerte.
Proposte e tendenze del mercato
Tra gli elementi emersi nel Report 2025 figurano il miglioramento delle proposte commerciali, la razionalizzazione della rete generalista e lo sviluppo dei servizi collegati al gioco a distanza. Si evidenzia un percorso di integrazione tra punti vendita fisici e piattaforme digitali, con modelli distributivi sempre più definiti e sinergie tra canali.
Questi cambiamenti hanno implicazioni sia economiche sia regolamentari: influiscono sull’occupazione locale, sui livelli di gettito fiscale e richiedono azioni di governance che coinvolgano autorità nazionali e enti territoriali per garantire controlli efficaci e tutele per i consumatori.
La sfida dell’illegalità
Rimane aperto il problema dell’offerta illegale, stimata in circa 30 miliardi, che sottrae risorse al circuito regolamentato e mette a rischio la protezione dei giocatori. Il contrasto all’abusivismo è quindi indicato come priorità per il consolidamento di un mercato sano e trasparente.
Emmanuele Cangianelli ha dichiarato:
“Il dato del 42% della rete nazionale conferma che i pubblici esercizi rappresentano un’infrastruttura essenziale nella distribuzione regolamentata del gioco. La crescita delle sale specializzate e la razionalizzazione della rete generalista indicano un mercato che si sta progressivamente strutturando, con modelli distributivi più definiti e integrati anche con il canale digitale. In questo contesto, la priorità resta il contrasto all’illegalità e all’abusivismo.”
Queste osservazioni, provenienti dal Presidente di EGP-FIPE e consigliere federale delegato al comparto, sottolineano la necessità di azioni coordinate tra operatori, associazioni di categoria e autorità di controllo, come la Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per garantire compliance, sicurezza dei servizi e misure efficaci di prevenzione del gioco problematico.
Implicazioni politiche e prossime mosse
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il quadro richiama l’urgenza di bilanciare tre obiettivi: tutela del consumatore, sostenibilità economica della rete distributiva e contrasto all’economia sommersa. Ciò può tradursi in iniziative normative, potenziamento dei controlli sul territorio e interventi di prevenzione rivolti alle fasce più vulnerabili della popolazione.
In prospettiva, la transizione verso modelli integrati richiederà monitoraggio costante, formazione degli operatori e investimenti in tecnologie di controllo e tracciamento delle giocate per preservare l’equilibrio tra sviluppo del mercato regolamentato e tutela pubblica.