Bitcoin (BTC) è destinato a risalire nell’anno di transizione delle criptovalute, secondo l’amministratore delegato di Keyrock

Bitcoin dovrebbe valere più di quanto lo sia oggi: è l’opinione di Kevin de Patoul, amministratore delegato e cofondatore della società di investimento Keyrock, secondo cui il mercato sta sottovalutando sia le condizioni macroeconomiche sia i progressi strutturali negli asset digitali. Al momento la criptovaluta più grande al mondo viaggia intorno a livelli significativamente inferiori rispetto ai massimi recenti, con una performance che ha deluso molti osservatori istituzionali.

Kevin de Patoul ha detto:

“Se si guarda al periodo tra i primi mesi del 2025 e il 2026, con tutti gli sviluppi positivi come i progressi regolamentari e l’adozione istituzionale, la maggioranza avrebbe pensato che il prezzo sarebbe esploso.”

Secondo de Patoul, l’aumento dell’incertezza macro dovrebbe aver stimolato la domanda di Bitcoin, ma il mercato non l’ha interpretato in questo modo: il comportamento di prezzo rimane più coerente con un asset ad alto rischio che con un rifugio sicuro.

Kevin de Patoul ha detto:

“È ancora prezzato come un asset risk-on. Ultimo entrato, primo uscito in termini di allocazione del capitale. Se gli investitori lo percepiscono così, nei periodi di stress riducono l’esposizione.”

Negli ultimi mesi molti asset legati al crypto hanno mostrato performance contenute: Bitcoin si è allontanato dai massimi storici e gran parte del mercato degli altcoin fatica a sostenere lo slancio. I volumi di scambio si sono assottigliati, la volatilità si è compressa e i rally diffusi non si sono materializzati, sottolineando un contesto di flussi di capitale cauti e in attesa di un nuovo catalizzatore.

Un doppio mercato in parallelo

Dal punto di osservazione di Keyrock, che collabora con banche, gestori patrimoniali, emittenti e exchange, il 2026 appare meno come un anno di stallo e più come una fase di riorganizzazione infrastrutturale: molte componenti speculative stanno diminuendo, mentre si costruiscono i tasselli del finanziamento digitale reale.

Kevin de Patoul ha detto:

“Il 2026 sembra più un anno di transizione che di breakout. Molto di ciò che ha definito il crypto nelle ciclicità precedenti sta scomparendo più rapidamente del previsto, mentre le parti che hanno senso concreto sono ancora in costruzione, come la finanza reale che si sposta onchain.”

Secondo la sua lettura si stanno sviluppando due mercati in gran parte poco correlati. Il primo è l’ecosistema nativo crypto: DeFi, altcoin e il ciclo abituale di liquidità e hype. Qui il sentiment è moderato e le opportunità speculative generalizzate sono meno frequenti, lasciando spazio ad operazioni mirate con senso economico.

Il secondo è la digitalizzazione della finanza tradizionale: fondi di mercato monetario tokenizzati, stablecoin, fondi onchain e nuova infrastruttura di mercato. Su questo versante l’interesse istituzionale rimane elevato e orientato a costruire strumenti utili per il sistema finanziario.

Kevin de Patoul ha detto:

“Quando parlo con le istituzioni, nulla è cambiato: il livello di entusiasmo e di costruzione non si è affievolito. L’obiettivo è rendere gli asset crypto più accessibili ai clienti e riconfigurare parti dei mercati finanziari.”

Liquidità e utilità dei token

Negli ultimi diciotto mesi si è compiuto un salto dal concetto al prodotto: fondi sono stati tokenizzati, stablecoin hanno proliferato e infrastrutture sono state dispiegate. Tuttavia la liquidità resta esigua in molti fondi tokenizzati e in numerosi asset real-world (RWAs): i token esistono, ma spesso funzionano più come involucri che come strumenti trasformativi.

Kevin de Patoul ha detto:

“Hanno creato il token. Ora la domanda è: dove può essere usato? Chi lo accetta? Può essere usato come collaterale? Può portare liquidità su scala?”

La tokenizzazione di un fondo, paradossalmente, può isolarlo dai tradizionali bacini di capitale senza sbloccare immediatamente i benefici nativi digitali. La connessione tra le istituzioni tradizionali e i mercati onchain — la capacità di usare questi asset in modo fluido in entrambi gli ambiti — richiede tempo e integrazione tecnica, regolamentare e operativa.

Kevin de Patoul ha detto:

“Siamo bloccati in una fase intermedia. I pezzi ci sono. Il passo successivo è metterli insieme per portare liquidità su scala.”

Prospettive per il 2027-2028

Per de Patoul, il vero punto di svolta arriverà nel 2027–2028, quando anche una piccola migrazione di capitale dai mercati tradizionali onchain potrebbe superare i picchi precedenti del mercato crypto. I mercati del capitale tradizionale sono ordini di grandezza più ampi e l’adozione da parte di attori istituzionali potrebbe avere effetti sistemici.

Kevin de Patoul ha detto:

“Nel corso del 2027 potremmo arrivare a una situazione in cui gli RWAs crescono fino a raggiungere dimensioni paragonabili al complesso del crypto passato. Si svilupperà nei prossimi due-tre anni.”

Un fattore cruciale resta la chiarezza regolamentare. De Patoul indica il progetto di legge noto come Clarity Act come un segnale giallo: non mette in discussione l’esito finale ma sottolinea come i tempi di approvazione influenzino la capacità delle istituzioni di investire su larga scala.

Kevin de Patoul ha detto:

“Se viene bloccato per due anni, avrà un impatto significativo. L’approvazione delle norme è fondamentale per le istituzioni: è allora che possono investire su scala.”

La scommessa di Keyrock

Fondata otto anni fa con la tesi che tutti gli asset sarebbero stati, alla fine, digitali e onchain, Keyrock si posiziona come ponte tra finanza tradizionale e digitale. Radicata nei mercati dei capitali e nel market making, la società amplia le offerte crypto-native, il trading di derivati, la fornitura di liquidità e strategie su misura per investitori istituzionali.

Lo scorso settembre Keyrock ha lanciato Keyrock Asset Management, aggiungendo un secondo pilastro all’attività. Pur essendo ancora in fase iniziale, l’ambizione è evolvere dalla semplice tokenizzazione verso la funzionalità concreta: rendere gli asset digitali veramente utilizzabili su larga scala.

Kevin de Patoul ha detto:

“Un grande focus per noi è capire come passare dalla tokenizzazione dei prodotti a rendere quegli asset utili, tokenizzando su scala.”

Dal punto di vista operativo, la costruzione dell’infrastruttura di mercato digitale è in corso e, per de Patoul, rappresenta un impatto potenzialmente più duraturo di una singola ondata rialzista dei prezzi.

Kevin de Patoul ha detto:

“Le fondamenta stanno entrando, ma la scala deve ancora arrivare. Per questo vedo il 2027 e il 2028 come il vero punto di inflessione per i mercati digitali.”

In sintesi, l’azione di prezzo attuale può apparire deludente nel breve periodo, ma dal punto di vista infrastrutturale e istituzionale il settore sta attraversando una fase di ricostruzione che, se completata, potrebbe ridefinire il rapporto tra mercati tradizionali e strumenti digitali nei prossimi anni.