Foundation vuole trasformare la rete nel livello di fiducia dell’ia
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nel contesto in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando settori che vanno dalla finanza alla cybersicurezza, la Ethereum Foundation sta definendo una strategia su come la seconda blockchain per capitalizzazione possa inserirsi in questo futuro.
Piuttosto che tentare di fondere blockchain e AI a livello di pura potenza computazionale — un compito per il quale Ethereum non è stata concepita — la fondazione prospetta un ruolo diverso: quello di livello di coordinamento e verifica in un mondo sempre più mediato dall’intelligenza artificiale.
Il responsabile per l’AI presso la Ethereum Foundation, Davide Crapis, sostiene che la spinta sia tanto filosofica quanto tecnica. Sempre più attività digitali vengono eseguite da sistemi intelligenti — rispondere a domande, eseguire operazioni finanziarie, selezionare candidature o scrivere codice — e se tali sistemi restano sotto il controllo di entità centralizzate, i valori storici del movimento crypto — decentralizzazione, sovranità individuale, resistenza alla censura e tutela della privacy — rischiano di erodersi.
Davide Crapis said:
“Se l’AI non possiede le proprietà che riteniamo importanti — sovranità personale, resistenza alla censura, privacy — e poi usiamo l’AI per tutto, fondamentalmente nessuno conserverà più queste proprietà.”
In questa prospettiva, l’iniziativa di Ethereum sull’AI è meno una competizione sul dimensionamento dei modelli con realtà come OpenAI o Google e più un tentativo di evitare che la crescente interfaccia intelligente del web porti a una nuova concentrazione di potere.
Coordinamento decentralizzato degli agenti intelligenti
Una delle direttrici principali della strategia, definita internamente come coordinamento decentralizzato, riguarda gli agenti autonomi: programmi in grado di svolgere compiti senza intervento umano continuo. Quando questi agenti diventeranno ubiqui, dovranno potersi identificare, stabilire fiducia e scambiare pagamenti in modo sicuro e verificabile.
Secondo Davide Crapis, Ethereum è adatta a fornire l’infrastruttura per questi requisiti: registri pubblici per la scoperta, storici trasparenti per la reputazione, meccanismi per instradare pagamenti e ancorare prove crittografiche che attestino esiti e azioni.
Davide Crapis said:
“Ethereum funziona come uno strato pubblico, senza governance centralizzata, per la verifica nell’ambito dell’AI.”
Praticamente, il lavoro intensivo in termini di calcolo resterà off‑chain su server tradizionali, mentre la catena potrà svolgere funzioni di coordinamento: elenchi pubblici per trovare agenti, registri delle interazioni per valutare reputazioni, canali per i pagamenti e timestamp crittografici che attestano quando e come sono avvenute certe operazioni. Questa architettura è assimilabile a una versione decentralizzata di sistemi di recensione combinati a infrastrutture di pagamento.
Per rendere concreto questo ecosistema, la fondazione partecipa allo sviluppo di standard che formalizzino identità e fiducia degli agenti, fra cui il protocollo noto come ERC-8004. Questi standard stanno ricevendo attenzione anche al di fuori dell’ambito Ethereum, indicando che lo strato di coordinamento per agenti intelligenti potrebbe diventare basato su blockchain anche se i modelli di AI restano off‑chain.
Privacy, sovranità dei dati e Props AI
Un secondo pilastro dell’intervento mira a traslare i principi fondamentali di Ethereum — privacy, apertura, resistenza alla censura e sicurezza — nel dominio dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa interna è sintetizzata con il termine Props AI, che richiama i valori che l’ecosistema ha storicamente difeso.
L’interazione con servizi AI centralizzati tende a generare profili utente dettagliati basati su query, modelli di utilizzo e comportamenti. La sfida è progettare sistemi che consentano agli utenti di mantenere un controllo maggiore sui propri dati e sulla propria identità: una strada è spostare più elaborazione possibile sui dispositivi degli utenti, riducendo le informazioni trasferite a server esterni.
Davide Crapis said:
“Vogliamo creare un mondo in cui gli utenti conservino quanta più informazione e potere possibile; semplicemente non lo diamo agli operatori.”
Dal punto di vista istituzionale e normativo, questa prospettiva ha implicazioni pratiche: soluzioni di identità decentralizzata, credenziali verificabili e meccanismi di autorizzazione basati su chiavi crittografiche possono integrare o concorrere con strumenti esistenti di protezione dei dati, come le normative sulla privacy. Il confronto con autorità di regolamentazione e operatori di piattaforma sarà quindi una parte cruciale dell’adozione su larga scala.
Sicurezza, chiavi crittografiche e rischi di automazione
Un terzo elemento della strategia riguarda la sicurezza: con l’aumento delle capacità dell’AI, gli attacchi informatici potrebbero diventare più automatizzati e scalabili, sfruttando la capacità dei modelli di imitare comportamenti umani e bypassare meccanismi tradizionali di autenticazione.
Davide Crapis said:
“Probabilmente vedremo attacchi orchestrati dall’AI. I vecchi modelli di sicurezza si rompono quando l’AI può impersonare un essere umano.”
In questo contesto, le chiavi crittografiche e i controlli basati su prove matematiche assumono un’importanza crescente: il possesso di una chiave privata è verificabile in modo oggettivo e non dipende dall’interpretazione soggettiva di un operatore umano. Secondo la fondazione, Ethereum può diventare la piattaforma che ancorerà queste garanzie a livello globale.
Davide Crapis said:
“In un mondo in cui l’AI è fuori controllo, vogliamo che Ethereum sia il luogo con la grande serratura.”
Davide Crapis said:
“Se ho le chiavi, mantengo ancora potere.”
La strategia dell’organizzazione è presentata come una tra le priorità principali ma non esclusiva: l’obiettivo è posizionare Ethereum non come cervello dell’AI, ma come infrastruttura di governance che regoli l’ambiente in cui le intelligenze operano, ancorando identità, coordinando pagamenti e preservando il controllo degli utenti.
Questa scommessa riflette una tendenza più ampia nel settore crypto: riconoscere che l’AI plasmerà la prossima fase di internet e che la forma di governance delle infrastrutture digitali determinerà chi detiene il potere nelle interazioni automatizzate tra agenti intelligenti. Il risultato pratico dipenderà dall’adozione degli standard, dall’interoperabilità tra sistemi e dal dialogo con istituzioni regolatorie e operatori di mercato.