Trump spinge per il via libera al Clarity Act degli Stati Uniti e accusa le banche di aver messo in difficoltà Genius
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Donald Trump ha pubblicato un messaggio su Truth Social in cui accusa i banchieri di voler ostacolare il GENIUS Act, la norma sui stablecoin che ha firmato lo scorso anno, e sollecita il Congresso a portare avanti senza interferenze la legislazione sulla struttura del mercato delle criptovalute.
Donald Trump said:
“Gli Stati Uniti devono completare la riforma della struttura del mercato, il prima possibile. Gli americani devono guadagnare di più sui loro risparmi.”
Donald Trump said:
“Le banche stanno registrando profitti record e non permetteremo loro di minare la nostra potente agenda sulle criptovalute, che finirebbe per andare in China e in altri Paesi se non risolviamo il Clarity Act.”
Contesto della proposta legislativa
La proposta sulla struttura del mercato, spesso definita come il disegno di legge che chiarisce il trattamento normativo degli stablecoin e dei servizi collegati, è rimasta bloccata in Parlamento dopo il rinvio a tempo indeterminato di una seduta della commissione bancaria del Senato dove si dovevano discutere gli emendamenti.
Il dibattito verte su temi tecnici ma di grande portata economica e politica: tra questi, se soggetti terzi possano offrire rendimento sui depositi in stablecoin ai clienti e in quali condizioni tale pratica debba essere autorizzata o limitata.
Le posizioni in conflitto
Il settore bancario teme che consentire a piattaforme come Coinbase o a scambi simili di offrire yield su stablecoin possa provocare una fuga di depositi dal sistema bancario tradizionale, con possibili rischi per la stabilità finanziaria.
Le aziende del mondo crypto sostengono invece che i consumatori debbano poter ottenere rendimento sulle proprie posizioni, una pratica che, secondo loro, era prevista dal GENIUS Act e favorirebbe l’innovazione finanziaria negli Stati Uniti.
Mediazione della Casa Bianca e stato dei negoziati
La Casa Bianca ha svolto un ruolo facilitante, organizzando incontri tra rappresentanti del mondo bancario e quello delle criptovalute per cercare un’intesa sul testo normativo. Fonti presenti ai colloqui riferiscono che circolano bozze di linguaggio tecnico tra i legislatori, ma non è ancora stato raggiunto un accordo definitivo.
Inizialmente era stata indicata una scadenza provvisoria per la fine di febbraio per trovare un’intesa, ma il termine è passato senza un’intesa formale. Il calendario legislativo resta favorevole a ulteriori negoziati, ma il tempo disponibile si riduce a causa della pausa estiva del Congresso e dell’avvio della campagna elettorale del 2026.
Interventi regolatori e richieste di trasparenza contrattuale
Un’attività regolatoria significativa proviene dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), che in una proposta di regola ha indicato come i contratti tra emittenti di stablecoin e i loro associati terzi debbano riportare con chiarezza i servizi offerti. L’agenzia non ha vietato in modo esplicito i pagamenti di rendimento, ma ha sollevato la necessità di trasparenza contrattuale per tutelare i consumatori e il sistema finanziario.
Queste regole mirano a definire responsabilità e limiti operativi per ridurre ambiguità che potrebbero tradursi in rischi sistemici o in conflitti di interesse non evidenziati agli utenti.
Interessi privati e legami con la politica
Una società collegata a Donald Trump e alla sua famiglia, World Liberty Financial, offre un proprio stablecoin denominato USD1 e ha cercato di ottenere un charter fiduciario presso l’OCC per una società affiliata. Il coinvolgimento di operatori con legami politici aggiunge un ulteriore livello di attenzione sulle eventuali ricadute normative e sugli interessi in gioco.
Impatto internazionale e contesto geopolitico
Il tema è emerso in un momento in cui l’amministrazione federale era concentrata anche su operazioni militari contro l’Iran, definite dal Governo come operazioni di combattimento mirate. Le tensioni hanno avuto effetti sul traffico aereo in gran parte del Middle East e sulle rotte marittime attraverso lo Strait of Hormuz, creando un ambiente internazionale più complesso per le decisioni economiche e normative.
La sovrapposizione tra questioni di politica estera e decisioni su mercati finanziari innovativi sottolinea la necessità di un approccio normativo che consideri sia i rischi domestici sia le implicazioni geopolitiche dell’adozione e della regolamentazione degli stablecoin.
Prospettive e passi successivi
Le prossime settimane e mesi saranno decisive per capire se il Congresso riuscirà a trovare un compromesso tecnico-político sufficientemente robusto da superare le resistenze settoriali. Un accordo dovrebbe bilanciare innovazione, protezione dei consumatori e stabilità finanziaria, definendo ruoli chiari per banche, piattaforme crypto e fornitori terzi.
Se non verrà trovato un equilibrio normativo condiviso, esiste il rischio che attività e capitali si spostino all’estero, come ha richiamato l’attenzione Donald Trump, con implicazioni per la leadership degli Stati Uniti nel settore fintech.