L’eredità di Donald Trump sulle criptovalute in due parole: Paul Atkins

La Casa Bianca aveva fissato al 1° marzo una scadenza per trovare un accordo tra il settore bancario e le società cripto sul rendimento delle stablecoin, condizione ritenuta necessaria per spianare la strada al Clarity Act, la proposta di legge sulla struttura del mercato pensata per fornire un quadro giuridico stabile al settore negli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi la discussione parlamentare si è arenata: la Camera dei Rappresentanti ha approvato il testo sette mesi fa, mentre il Senato ha fissato diverse scadenze che non sono state rispettate. Anche la deadline più recente è trascorsa senza un’intesa.

Per il mondo cripto la speranza di una legge è stata vista come il principale catalizzatore per ottenere chiarezza normativa nell’economia più grande al mondo, ma la legislazione non è l’unica via disponibile.

Le norme attuali che conferiscono poteri ai regolatori di mercato — in particolare alla SEC e alla CFTC — sono ampie e flessibili. Entrambe le agenzie dispongono infatti di autorità amministrativa che può essere esercitata anche in assenza di nuova legislazione.

Questo significa che, se opportunamente motivate e formulate, le regole adottate dagli organi esecutivi possono fornire una base legale solida e operativa per il settore cripto, fermo restando il rischio di impugnazioni giudiziarie.

La nomina del presidente ha un impatto significativo sulla direzione delle agenzie. Il presidente Donald Trump ha scelto un nuovo vertice per la SEC che, secondo molti osservatori, risulta più favorevole al settore rispetto all’era precedente guidata da Gary Gensler.

Il nuovo presidente della commissione, Paul Atkins, è un veterano con esperienza nella redazione di norme tese a resistere a contenziosi. La sua designazione è stata accompagnata dalla nomina di un suo collaboratore a capo della CFTC, favorendo così una maggiore coerenza regolatoria tra le due autorità.

SEC e CFTC

Storicamente le due agenzie non sempre hanno parlato la stessa lingua: l’ex guida della CFTC, Rostin Benham, e il precedente presidente della SEC, Gary Gensler, non erano pienamente allineati sulle soglie di intervento e sulla natura dei digital asset.

Una regolamentazione efficace richiede invece una chiara ripartizione di competenze, ossia regole che definiscano quando un asset digitale rientra sotto la giurisdizione della SEC o della CFTC. Secondo fonti interne, l’obiettivo dei nuovi vertici è proprio accordarsi su linee guida comuni prima di pubblicare bozze regolamentari.

È plausibile che nei prossimi mesi venga formalizzato un memorandum di intesa tra le due agenzie, delineando responsabilità e modalità di coordinamento, in modo analogo all’accordo storico noto come Shadd-Johnson del 1981 che stabilì confini operativi tra autorità regolatorie.

Secondo un possibile cronoprogramma, entro l’autunno le autorità potrebbero aver predisposto bozze di regole elaborate in coordinamento reciproco e sottoposte alle rispettive commissioni.

Entro la primavera successiva le bozze potrebbero essere aggiornate in base alle osservazioni pubbliche e, con ogni probabilità, finalizzate. Il processo di rulemaking amministrativo include consultazioni, valutazioni di impatto e tempi per i commenti pubblici, elementi che ne rallentano ma ne consolidano la solidità giuridica.

Se le regole verranno scritte tenendo conto delle specificità delle reti decentralizzate, sarà possibile per scambi come Kraken, Coinbase e Crypto.com affermare con maggiore certezza che le loro attività siano registrate e soggette a vigilanza sia federale sia statale.

Sarà inoltre più agevole per nuove imprese raccogliere capitali tramite offerte tokenizzate, compresa la possibilità di strutturare diritti economici che in passato sono stati evitati a causa della strategia di enforcement anziché di regolazione preventiva.

Un quadro regolamentare conservativo e ben motivato dovrebbe essere sufficientemente robusto da superare eventuali sfide giudiziarie, garantendo al settore un orizzonte di due-tre anni di crescita prima di modifiche sostanziali ai regolamenti, che richiederebbero nuovi percorsi di nomina e procedimenti regolatori.

Perché questo scenario si concretizzi è fondamentale che il settore eviti il ripetersi di eventi distruttivi come il collasso di FTX, che avevano alimentato richieste di intervento urgente e inasprito la posizione di alcuni regolatori e legislatori.

Inoltre, attività imprenditoriali collegate a esponenti politici o familiari del governo, come l’emissione di memecoin o progetti minerari, possono complicare il quadro politico e ridurre la propensione del Congresso a concedere un mandato legislativo favorevole al settore.

Mentre il Congresso resta incerto e le scadenze legislative vengono rimandate, il lavoro tecnico delle agenzie può produrre un insieme di regole che, se efficacemente coordinate tra SEC e CFTC, offriranno al mercato uno spazio operativo definito senza attendere necessariamente una legge quadro.

La scelta dei vertici delle agenzie e la loro capacità di armonizzare regole e procedure saranno determinanti per stabilire se la regolazione amministrativa basterà a normalizzare l’attività cripto negli Stati Uniti o se sarà ancora necessaria una legislazione formale per consolidare i nuovi standard.



Author: Tony
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