Crescono le inventrici in Italia: Milano tra le prime quattro in Europa

La presenza di donne che registrano invenzioni in Italia è aumentata, seppur in modo graduale: la quota di inventrici nei settori STEM è salita al 14,7%, superando la media europea del 13,8% e segnando un progresso rispetto al periodo precedente.

Lo scenario emerge da un’analisi basata sui brevetti europei depositati tra il 2018 e il 2022, confrontati con il quinquennio 2013-2017, e mette in luce sia i progressi sia i limiti del percorso che porta dalla formazione universitaria all’innovazione brevettata e alla creazione di impresa.

Roberta Romano Götsch, Chief Sustainability Officer del Epo, ha commentato:

“Abbiamo registrato in Italia un aumento, seppur contenuto, della quota di donne inventrici nelle materie STEM, salito al 14,7% rispetto al 13,8% nel 2017, e che supera la media europea che è al 13,8%.”

I dati principali

Lo studio dell’Ufficio Europeo dei Brevetti mostra che, sebbene la quota di donne inventrici sia migliorata in Italia, permane un forte scarto tra la presenza femminile nei percorsi di studio tecnico-scientifici e quella nelle fasi operative dell’innovazione. Circa il 40% delle laureate in discipline tecnico-scientifiche è donna, ma la percentuale di donne che brevettano o avviano imprese innovative è molto più bassa.

Nel dettaglio, tra le startup che depositano domande di brevetto all’Epo solo il 10% include almeno una donna tra i fondatori: in pratica a ogni donna fondatrice corrispondono circa nove uomini nello stesso ruolo. Nonostante ciò, l’Italia si posiziona al quarto posto in Europa per percentuale di donne fondatrici e richiedenti brevetto europeo, con il 12,5% dietro a Spagna (19,2%), Portogallo (15,7%) e Irlanda (14,8%).

A livello nazionale, il 17% delle startup fondate da un team include almeno una promotrice, ma la rappresentanza femminile diminuisce nelle fasi più avanzate di finanziamento e crescita aziendale.

Il ruolo delle città e dei poli di innovazione

Milano si distingue come il principale centro italiano per la presenza di inventrici e si colloca tra le prime città europee per attività brevettuale femminile, posizionandosi al settimo posto in classifica continentale. Questo riflette la concentrazione di università, centri di ricerca, incubatori e reti d’impresa che favoriscono l’accesso a competenze e risorse.

La distribuzione territoriale evidenzia tuttavia disomogeneità: aree con ecosistemi più sviluppati registrano tassi di partecipazione femminile superiori, mentre in altre regioni permangono barriere strutturali che limitano l’accesso delle donne alla brevettazione e all’imprenditorialità tecnologica.

Causes del divario e fasi critiche

La riduzione della rappresentanza femminile nelle fasi avanzate del ciclo d’innovazione dipende da più fattori: difficoltà di accesso al capitale di rischio, reti professionali meno inclusive, differenze nei ruoli tecnici e manageriali e ostacoli nella conciliazione tra impegni professionali e familiari.

Le principali fasi critiche identificate sono il passaggio dalla ricerca accademica alla valorizzazione commerciale, la costituzione del team fondatore e la negoziazione dei round di finanziamento (seed, serie A e successivi), dove le donne risultano sottorappresentate rispetto ai colleghi maschi.

Implicazioni istituzionali e possibili interventi

Il quadro emerso richiede interventi mirati da parte di istituzioni pubbliche e private: politiche di sostegno alla partecipazione femminile nell’innovazione, programmi di mentoring, strumenti finanziari dedicati alle fondatrici, percorsi di formazione per la protezione della proprietà intellettuale e iniziative che promuovano la cultura imprenditoriale tra le studentesse STEM.

Queste misure possono essere implementate a più livelli: università e centri di ricerca per potenziare il trasferimento tecnologico con attenzione alla parità di genere; incubatori e acceleratori per favorire team misti e l’accesso a investitori; istituzioni di finanziamento pubbliche e private per offrire programmi dedicati a fondatrici e inventrici.

Prospettive e raccomandazioni

Per consolidare il progresso è fondamentale monitorare i trend con dati disaggregati per genere e settore, promuovere la trasparenza nei processi di investimento e sostenere reti professionali che facilitino il contatto tra donne ricercatrici, imprenditrici e finanziatori. Anche la semplificazione delle procedure per la brevettazione e la diffusione di servizi di supporto possono ridurre le barriere all’ingresso.

Un approccio coordinato tra istituzioni, mondo accademico, investitori e imprese contribuirà a valorizzare il potenziale femminile nell’ecosistema dell’innovazione, con benefici per la competitività economica e per l’equità sociale.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.