Caos nei cieli: 18mila voli cancellati, disagi per i passeggeri

A quattro giorni dall’inizio delle ostilità che hanno coinvolto Iran, Israele e Stati Uniti, la tensione nei cieli del Medio Oriente rimane elevata e il traffico aereo internazionale è fortemente compromesso. Il conflitto si sta estendendo e hub come Dubai, Qatar e Abu Dhabi, insieme a rotte che attraversano il Libano, risultano di fatto non operativi; dall’avvio dell’emergenza, il numero di voli cancellati in arrivo e partenza dal Medio Oriente è aumentato drasticamente, con cifre fornite dalla società di analisi Cirium che segnalano decine di migliaia di cancellazioni e percentuali molto rilevanti rispetto ai programmi originari.

Le cancellazioni a Fiumicino e Malpensa

Decine di migliaia di passeggeri si sono trovati bloccati e le uniche rotte effettivamente mantenute sono spesso voli speciali per evacuazioni o rimpatri. Nel caso dello scalo romano di Fiumicino, nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 3 marzo sono state registrate numerose cancellazioni: oltre cento voli tra arrivi e partenze rispetto a un programma di circa 800 movimenti previsti. In una sola giornata sono state comunicate preventivamente ai passeggeri una dozzina di cancellazioni.

Per fronteggiare la situazione, alcune compagnie hanno programmato voli di rimpatrio: tra questi si contano collegamenti speciali operati da Etihad (compagnia di Abu Dhabi) e da Oman Air, pensati per riportare passeggeri bloccati nelle aree colpite.

Analoghe difficoltà si registrano a Milano: all’aeroporto di Malpensa si stimano circa ottantacinque cancellazioni tra arrivi e partenze nel medesimo arco temporale, con ripercussioni su connessioni internazionali e su voli intercontinentali che normalmente transitano per gli hub del Golfo.

I prezzi dei biglietti alle stelle

La chiusura temporanea di aeroporti strategici nel Golfo e la necessità di evitare lo spazio aereo interessato hanno costretto le compagnie a cercare rotte alternative, più lunghe e più dispendiose in termini di carburante. La conseguenza immediata è un’impennata delle tariffe sulle rotte Asia–Europa e sulle tratte intercontinentali che normalmente sfruttano i corridoi sul Medio Oriente.

Un caso emblematico è quello della Qantas: chi deve rientrare urgentemente da Sydney a Londra si vede proporre itinerari via Los Angeles o via Cape Town, mentre la consueta rotta via Singapore rimane al momento limitata; tariffe in classe economica per queste soluzioni possono arrivare a cifre vicine ai 2.500 euro. Parallelamente, alcune rotte dirette, come il collegamento da Bangkok a Londra operato da compagnie regionali, risultano esaurite e altri vettori, come Cathay Pacific, non mostrano disponibilità in classe economica su tratte dirette da Hong Kong verso l’Europa per diverse settimane.

I principali hub del Golfo, incluso l’aeroporto internazionale di Dubai — uno dei più trafficati al mondo che normalmente gestisce oltre mille voli al giorno — sono rimasti chiusi per giorni consecutivi, comprimendo l’offerta su rotte strategiche dove operatori come Emirates e Qatar Airways detengono quote significative di mercato. La riduzione di capacità ha impatti immediati su turismo, collegamenti business e trasporto merci.

Dal punto di vista operativo, il prolungarsi delle deviazioni comporta costi extra per le compagnie (carburante, equipaggi, atterraggi non programmati) e mette sotto pressione la logistica delle cargo. Autorità aeronautiche internazionali e nazionali, tra cui ICAO e le agenzie di sicurezza del trasporto aereo europee, monitorano la situazione e possono emettere direttive o raccomandazioni per la chiusura temporanea di spazi aerei, con ulteriori ripercussioni sulla programmazione dei voli.

Per i passeggeri il consiglio pratico è di verificare costantemente lo stato del volo con la propria compagnia, considerare la possibilità di polizze o rimborsi previste dalle condizioni tariffarie e rivolgersi alle rappresentanze consolari in caso di necessità di assistenza per il rimpatrio. Sul fronte economico, l’incertezza potrà influire sulle tariffe nei prossimi giorni finché non sarà ristabilita una capacità operativa stabile sugli itinerari internazionali.



Author: Tony
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