Core Scientific crolla dopo i risultati del quarto trimestre deludenti

Core Scientific (CORZ) ha registrato ricavi per il quarto trimestre pari a 79,8 milioni di dollari per il periodo chiuso il 31 dicembre, in calo rispetto ai 94,93 milioni dell’anno precedente; il consenso di mercato era intorno a 122,08 milioni di dollari.

La società ha riportato una perdita per azione di 0,42 dollari, superiore alle attese che indicavano una perdita di 0,08 dollari per azione.

I risultati più deboli si inseriscono in un contesto in cui i miner di Bitcoin stanno ancora assorbendo l’impatto del halving di aprile 2024, che ha dimezzato le ricompense per blocco e ha compresso i margini del settore. Un aumento del hash rate di rete insieme a costi energetici e infrastrutturali in crescita hanno ulteriormente ridotto la redditività, soprattutto per gli operatori che stanno ampliando nuova capacità.

Strategia: diversificazione verso hosting e colocation

Core Scientific sta progressivamente spostando il proprio modello d’affari dal puro self‑mining a servizi di hosting e colocation rivolti a clienti ad alte prestazioni, inclusi carichi di lavoro per l’AI e l’elaborazione ad alte prestazioni.

Adam Sullivan ha detto:

“Abbiamo superato il punto medio delle costruzioni in corso e stiamo scalando la nostra piattaforma di colocation verso un portafoglio di capacità affittabile pari a 1,5 gigawatt. Con una presenza multi‑geografica e comprovata capacità di esecuzione, stiamo accelerando le tempistiche di RFS su più siti per posizionare la società su una traiettoria di crescita sostenibile.”

Nel quadro di questa strategia, la società ha annunciato un’espansione in Texas, aggiungendo circa 430 megawatt di potenza lorda, e un aumento della capacità in altre regioni per circa 300 megawatt.

Le azioni di CORZ hanno ceduto il 4,5% nelle contrattazioni after hours.

Risultati di Riot Platforms e confronto

Riot Platforms (RIOT), società attiva nel mining di Bitcoin e nello sviluppo di data center, ha riportato ricavi per il quarto trimestre pari a 647,4 milioni di dollari, rispetto ai 376,7 milioni dell’anno precedente.

Le attese degli analisti erano di ricavi per circa 157,4 milioni di dollari, comprensivi di 136 milioni derivanti dal mining di Bitcoin e 21,3 milioni legati ad attività ingegneristiche.

Le azioni di RIOT sono rimaste pressoché stabili nelle contrattazioni after hours.

Contesto di settore e implicazioni

Il halving rappresenta un evento strutturale per la rete Bitcoin che riduce le ricompense per blocco, comprimendo ricavi unitari e imponendo agli operatori la necessità di ottimizzare costi e efficienza. Allo stesso tempo, un aumento del hash rate indica una maggiore competizione sulla rete, che tende a ridurre i ritorni per singolo operatore.

In questo scenario, il modello di business basato sulla colocation e sui servizi per clienti computing‑intensivi può offrire flussi di ricavo più prevedibili rispetto al solo mining, grazie a contratti di locazione delle infrastrutture e a una domanda crescente per capacità di calcolo legata all’AI.

La sigla RFS (ready‑for‑service) indica le tempistiche con cui un sito diventa operativo e in grado di generare ricavi: accelerare quelle tempistiche è cruciale per monetizzare gli investimenti in infrastrutture e migliorare la redditività complessiva.

Resta centrale la gestione dei costi energetici e degli investimenti in capacità, in quanto le economie di scala e l’efficienza operativa determineranno la resilienza delle società del settore alle fluttuazioni dei prezzi del mercato delle criptovalute e alle variazioni della domanda di potenza di calcolo.

Per gli investitori e gli operatori del comparto, i prossimi trimestri saranno utili per valutare l’efficacia delle strategie di diversificazione verso la colocation e la velocità con cui i nuovi impianti raggiungono lo stato di operatività commerciale.