Occhetto a 90 anni: l’ultimo segretario del PCI che ha segnato la politica italiana
- 2 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Achille Occhetto compie novant’anni e sarà celebrato martedì 3 marzo alle ore 17 al Tempio Adriano in piazza di Pietra a Roma, in un’iniziativa promossa dai gruppi parlamentari del PD e dall’Associazione Enrico Berlinguer. L’evento rende omaggio a una figura centrale della storia politica italiana, nota soprattutto per la cosiddetta Svolta della Bolognina.
La svolta della Bolognina
Il momento che segnò una cesura decisiva avvenne il 12 novembre 1989, tre giorni dopo il crollo del Muro di Berlino. Nel corso di un comizio nella sezione della Bolognina, Occhetto concluse la sua riflessione sostenendo la necessità di “inventare strade nuove” per il futuro del partito e della sinistra italiana.
Un giornalista bolognese, Walter Dondi, pose allora una domanda che riassumeva le attese e le paure di molti:
“Ma quelle strade nuove lasciano presagire anche il cambiamento del nome?”
Achille Occhetto rispose:
“Lasciano presagire tutto.”
Quella battuta, breve e definitiva, accelerò le trasformazioni interne e rese inevitabile una ricomposizione politica che portò allo scioglimento del Partito Comunista Italiano e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, segnando il passaggio verso una collocazione più orientata alla socialdemocrazia.
L’intento dichiarato di Occhetto era quello di aggiornare e ringiovanire l’orizzonte culturale e programmatico della sinistra, creando le condizioni per una nuova convergenza tra forze progressiste e democratiche: un obiettivo che ha accompagnato la sua attività politica e intellettuale per tutta la carriera.
Radici e percorso politico
Occhetto è figlio della lunga storia del comunismo italiano: entrò nel partito giovanissimo, nel 1953, e percorse una carriera che lo portò a svolgere incarichi di rilievo prima a Milano e poi a Roma. La sua formazione politica fu segnata da tensioni interne e da posizioni spesso critiche rispetto alle scelte della leadership dell’epoca.
Nel 1956 fu fra i promotori — all’interno di un circolo universitario — di un documento che condannava l’intervento sovietico a Budapest, prendendo così le distanze dalla posizione ufficiale del partito. Successivamente, come direttore del settimanale della FGCI Nuova Generazione, favorì analisi critiche sul funzionamento del sistema sovietico e promosse riflessioni autonome e documentate.
Nel corso della sua attività politica incontrò anche leader internazionali dell’opposizione ai regimi comunisti, tra cui Lech Wałęsa, rafforzando la sua attenzione alle trasformazioni democratiche in Europa orientale.
La sconfitta elettorale del 1994 e gli anni successivi
La vittoria del centro‑destra guidato da Silvio Berlusconi nelle elezioni del 1994 mise fine al periodo di guida politica di Occhetto. Lo scacco elettorale segnò la conclusione della sua segreteria e inaugurò una fase di ripensamento nel campo della sinistra italiana.
Negli anni successivi Occhetto rimase attivo nella vita pubblica senza ricoprire incarichi di direzione all’interno del PDS e poi dei Democratici di Sinistra. Fu deputato fino al 2001 e successivamente senatore per una legislatura, partecipando al dibattito politico con contributi sia parlamentari sia culturali.
Nel 2004 si allontanò definitivamente dal percorso interno al PDS, aderendo a un progetto unitario con Antonio Di Pietro e dando vita alla lista elettorale “Di Pietro‑Occhetto” per le elezioni europee dello stesso anno. Nel 2009 prese parte al progetto costituente di Sinistra Ecologia Libertà, entrando a far parte del comitato scientifico e contribuendo al dibattito programmatico.
Impatto e eredità
La figura di Achille Occhetto resta significativa per comprendere le svolte che hanno ridefinito il paesaggio politico italiano dalla fine degli anni Ottanta in poi. La trasformazione del PCI in una formazione di ispirazione socialdemocratica ha avuto effetti duraturi sia sulle strategie elettorali sia sulle alleanze politiche successive, influenzando la configurazione del centro‑sinistra.
Oltre all’aspetto organizzativo, la sua scelta segnò un dibattito più ampio sulle identità politiche, sul rapporto con la storia del movimento operaio e sulla necessità di aggiornare i linguaggi e le pratiche politiche nelle società democratiche contemporanee.
La celebrazione dei novant’anni rappresenta un’occasione per rileggere quel periodo, valutare le scelte compiute e discutere delle prospettive future della sinistra italiana, attraverso il racconto di una esperienza politica che ha lasciato tracce profonde nell’evoluzione del sistema politico nazionale.