Il partito al governo in Turchia propone una tassa del 10% sui redditi da criptovalute
- 2 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il partito al governo in Turchia ha presentato in parlamento un ampio disegno di legge economico che formalizza la tassazione delle criptovalute e rivede diverse norme fiscali e di spesa.
Dettagli principali della proposta
Il testo, attualmente all’esame dell’Assemblea Nazionale Grande della Turchia (TBMM), prevede modifiche alla Legge sul Reddito e alla Legge sulle Imposte sui Consumatori per istituire un quadro normativo dedicato alle attività in criptovalute.
Le piattaforme che operano sotto la disciplina della Legge sui Mercati dei Capitali sarebbero tenute a trattenere una ritenuta fiscale del 10% sui guadagni realizzati, con cadenza trimestrale, senza distinzione tra investitori persone fisiche o giuridiche, residenti o non residenti.
I fornitori di servizi legati agli scambi di asset digitali dovrebbero inoltre applicare un’imposta sulle transazioni pari allo 0,03% dell’importo della vendita o del valore di mercato degli strumenti negoziati.
Obblighi di controllo e responsabilità degli intermediari
Il progetto assegna ai broker di criptovalute e ad altri intermediari il compito di conservare registrazioni dettagliate e di collaborare ai controlli fiscali. Le autorità potranno basarsi su tali registri per verificare l’esattezza delle imposte dovute.
Se un utente fornisse informazioni errate o incomplete, gli organi fiscali avrebbero facoltà di perseguire direttamente il soggetto che ha dichiarato dati non veritieri per recuperare eventuali somme non versate.
Definizioni e allineamento normativo
Il testo chiarisce che termini chiave come crypto asset, wallet e platform dovranno essere interpretati con lo stesso significato contenuto nella Legge sui Mercati dei Capitali, collegando così la disciplina fiscale alle norme finanziarie già esistenti.
Potere di modifica della ritenuta da parte della Presidenza
La proposta attribuisce al Presidente della Repubblica la facoltà di adeguare la ritenuta applicabile, riducendola fino allo 0% o aumentandola fino al 20% in funzione di variabili quali la tipologia di token, il periodo di detenzione, l’emittente o la tipologia di wallet impiegato.
Agevolazioni fiscali e altre modifiche
Le consegne di criptovalute soggette all’imposta sulle transazioni verrebbero esentate dall’imposta sul valore aggiunto (IVA), mentre il disegno di legge elimina l’esenzione dall’imposta sulle società per gli ospedali universitari fondati da enti privati a partire dal 2027.
Implicazioni economiche e politiche
Dal punto di vista politico, l’iniziativa è promossa dal AK Party e riflette la volontà del governo di incorporare le valute digitali nel sistema fiscale formale, aumentare le entrate e migliorare la tracciabilità delle transazioni.
Sul piano economico, la ritenuta obbligatoria e la tassa sulle transazioni possono influenzare il comportamento di investitori e piattaforme: potrebbero favorire una maggiore conformità fiscale ma anche indurre spostamenti verso giurisdizioni con regimi meno onerosi o a soluzioni tecniche volte a ridurre l’impatto fiscale.
Per le imprese del settore, la proposta richiederà adeguamenti operativi significativi, tra cui la raccolta e la conservazione di dati dettagliati, l’aggiornamento dei sistemi di reporting e possibili revisioni delle condizioni contrattuali con gli utenti.
Entrata in vigore e fasi successive
Se approvato dal parlamento, il regime fiscale previsto dalle disposizioni sulle criptovalute entrerebbe in vigore due mesi dopo la pubblicazione ufficiale. Successivamente sarà necessario emanare regolamenti attuativi per definire modalità operative, obblighi di comunicazione e criteri di determinazione del valore di mercato.
I prossimi passaggi includono il dibattito legislativo all’interno dell’Assemblea Nazionale Grande della Turchia (TBMM), possibili emendamenti, e la conseguente definizione di procedure amministrative da parte delle autorità fiscali e del regolatore dei mercati.
Il testo della proposta dovrà essere valutato anche in relazione agli standard internazionali di fiscalità digitale e alle pratiche di cooperazione transfrontaliera in materia di tassazione degli asset digitali.