Bitcoin regge dopo l’attacco all’Iran, sorpassa le azioni in una giornata di fuga dal rischio: mercati cripto oggi
- 2 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin (BTC) viene scambiato vicino a 66.500 USD, dopo un rialzo dell’1,1% dall’inizio delle 24 ore UTC e di oltre il 5% rispetto al minimo del fine settimana intorno ai 63.000 USD.
Il mercato delle criptovalute è tornato nel mezzo di un intervallo di trading che persiste dall’inizio di febbraio, con una settimana caratterizzata da elevata volatilità che ha testato la soglia dei 70.000 USD al rialzo e i 62.500 USD al ribasso.
Contesto geopolitico e impatti sui mercati
Le oscillazioni del fine settimana sono state innescate da attacchi militari che hanno provocato la morte del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Khamenei, generando azioni di rappresaglia e preoccupazioni per possibili disruption al traffico nello Stretto di Hormuz.
QCP, una società di trading, ha stimato che l’attacco ha innescato liquidazioni di posizioni long per circa 300 milioni di dollari, ma la portata delle vendite forzate è risultata relativamente contenuta: un indizio che i mercati erano già posizionati per una maggiore turbolenza.
Di riflesso, gli investitori si sono rifugiati in asset tradizionali considerati sicuri, con oro e argento ai massimi di oltre un mese e il prezzo del petrolio in aumento del 13% fino a 82 USD al barile, livello più elevato dallo scorso luglio.
I futures azionari statunitensi hanno registrato cali, con i contratti sul S&P 500 e sul Nasdaq 100 in flessione rispettivamente dell’1,1% e dell’1,5% dalle 00:00 UTC.
Il mercato cripto, tuttavia, ha mostrato segnali di resilienza: la maggior parte delle perdite è concentrata nel sabato, giornata in cui i mercati statunitensi erano chiusi.
Posizionamento nei derivati
L’impatto sui derivati è stato più contenuto del previsto. Il totale del open interest sui futures cripto è sceso di circa il 2%, attestandosi sui 93,78 miliardi di dollari, ma rimane superiore al minimo recente di 92,40 miliardi.
Nelle ultime 24 ore gli exchange centralizzati hanno registrato oltre 300 milioni di dollari di liquidazioni di posizioni leva; la maggior parte è relativa a scommesse rialziste liquidate, segno che i long sono stati particolarmente vulnerabili durante la fase di stress.
I tassi di funding perpetui annualizzati per le principali criptovalute, inclusi bitcoin ed ether, sono poco cambiati o leggermente negativi, indicando un bias lievemente ribassista nel posizionamento dei trader.
La volatilità implicita a 30 giorni indicata dall’indice riferito al bitcoin (BVIV) resta stabile intorno al 58,8%, coerente con l’intervallo di prezzo osservato durante la settimana precedente. Situazione analoga si riscontra per l’indice di volatilità dell’ether.
Sulla piattaforma Deribit, le opzioni put a breve termine su bitcoin hanno scambiato con un premio di volatilità dell’8-10% rispetto alle call, segnalando maggiori preoccupazioni sul ribasso. Il put a 60.000 USD rimane la scadenza più popolare, mentre i flussi in blocco hanno evidenziato domanda per strategie di put spread, tipicamente usate per coprire posizioni o scommettere su cali limitati.
Per chiarezza: il open interest misura il valore totale delle posizioni aperte nei contratti derivati; le liquidazioni si verificano quando posizioni leveraggiate vengono chiuse forzatamente; i tassi di funding sono pagamenti periodici tra long e short sulle posizioni perpetue che aiutano a mantenere il prezzo del future vicino al prezzo spot.
Performance degli altcoin e token DeFi
Il mercato degli altcoin ha generalmente seguito l’andamento di bitcoin durante il fine settimana, ma alcuni token hanno mostrato recuperi più rapidi.
Il token di lending MORPHO è stato tra i più veloci a riprendersi, registrando un rialzo del 5% nelle ultime 24 ore e un progresso del 2,6% dall’inizio della giornata UTC.
I token legati alla finanza decentralizzata, come JUP, AAVE e LDO, risultano in territorio positivo, a indicare che l’appetito speculativo nel segmento DeFi rimane relativamente solido nonostante il shift verso asset rifugio.
Il token HYPE di Hyperliquid ha registrato un balzo superiore al 29% sabato, interrompendo la tendenza negativa iniziata a febbraio; ha poi ceduto il 3,8% lunedì ma continua a mantenersi sopra il livello di supporto chiave a 30 USD.
Il token WLFI, collegato alla famiglia del presidente statunitense Donald Trump, ha esteso le perdite e ha perso il 2,5% del suo valore dall’inizio della giornata UTC; da metà gennaio il prezzo è diminuito di oltre il 44% in un contesto di massimi e minimi decrescenti.
Tra gli indici di mercato, un indicatore settoriale selezionato per la DeFi è risultato l’unico positivo nelle ultime 24 ore, mentre gli indici riferiti a settori come il computing e le piattaforme di smart contract hanno segnato i maggiori ribassi, dell’ordine di circa l’1,7-1,9%.
Prospettive e fattori da monitorare
Il mercato rimane dentro un range definito, ma la sensibilità agli shock geopolitici è aumentata: i segnali dai derivati (liquidazioni, funding e skew tra put e call) saranno utili per valutare se la reazione attuale sia temporanea o l’inizio di una fase di volatilità prolungata.
Da monitorare nei prossimi giorni: ulteriori sviluppi geopolitici nello Stretto di Hormuz, i flussi verso asset rifugio, la dinamica del petrolio e i dati di liquidity sui exchange e nelle piattaforme di DeFi, elementi che potranno influenzare sia i corsi spot sia il pricing dei derivati.