Il fondo del mercato Bitcoin potrebbe essere vicino, almeno se misurato rispetto all’oro

Bitcoin potrebbe toccare il fondo del ciclo di mercato già il mese prossimo se il prezzo espresso in oro è un indicatore attendibile, secondo l’analisi di Rony Szuster, responsabile della ricerca presso la più grande piattaforma di criptovalute del Brasile, Mercado Bitcoin.

In termini di dollari, il picco più recente si è registrato a ottobre 2025, intorno a 126.000 dollari. Seguendo i pattern storici, il calo avrebbe potuto protrarsi fino alla fine del 2026; tuttavia, la misurazione del prezzo rispetto all’oro mette in luce una traiettoria diversa e anticipata.

Analisi basata sul prezzo in oro

Quando il valore di Bitcoin viene valutato contro l’oro, il massimo si è avuto a gennaio 2025. Applicando lo stesso intervallo di 12-13 mesi osservato nei cicli precedenti, il possibile punto di minimo cadrebbe intorno a febbraio 2026, con una ripresa che potrebbe avviarsi già a marzo.

Questa divergenza tra le valutazioni in dollari e in oro riflette forze macroeconomiche più ampie: dal recente inasprimento dei dazi commerciali durante il mandato di Donald Trump, alle tensioni istituzionali interne negli Stati Uniti, fino all’incremento delle frizioni con Cina e Iran, che hanno contribuito ad un aumento della volatilità geopolitica.

L’indice di incertezza globale, misurato dal World Uncertainty Index, è esploso e ha spostato flussi di capitale verso beni rifugio. Di conseguenza l’oro è salito di oltre l’80% nell’ultimo anno, raggiungendo circa 5.280 dollari l’oncia, mentre Bitcoin ha mostrato un indebolimento più precoce rispetto alla valuta statunitense.

Flussi di mercato e ruolo degli ETF

I fondi negoziati in borsa spot, ossia gli ETF su Bitcoin, hanno esercitato una pressione ulteriore: da novembre sono usciti flussi per circa 7,8 miliardi di dollari, pari a circa il 12% del totale gestito di 61,6 miliardi.

Nonostante la vendita dettata dalla paura da parte di investitori reattivi, grandi operatori stanno approfittando del ribasso come opportunità di accumulo. Tra gli esempi citati nella ricerca figurano gruppi finanziari di Abu Dhabi, in particolare Mubadala Investment Company e Al Warda Investments, che hanno incrementato l’esposizione a strumenti legati allo spot bitcoin ETF a metà febbraio.

Il comportamento dei cosiddetti whales e degli investitori istituzionali ha quindi contrapposto vendite di breve termine a strategie di accumulo su orizzonti più lunghi, influenzando la dinamica dei prezzi.

Indicazioni pratiche per gli investitori

Rony Szuster ha scritto:

“Storicamente, acquistare durante periodi di paura si è rivelato più efficace rispetto ad acquistare durante l’euforia. Ciò non significa che siamo già al minimo, ma statisticamente ci troviamo nella zona in cui si costruiscono i migliori prezzi medi.”

Alla luce di queste considerazioni, l’analista consiglia di incrementare le posizioni in modo pianificato utilizzando la strategia di acquisto a costo medio (Dollar-Cost Averaging, DCA). Questa tecnica prevede investimenti periodici di importi fissi per ridurre il rischio di timing e beneficiare della volatilità.

In termini pratici, l’impiego del DCA implica stabilire un piano di versamenti regolari (settimanali o mensili), definire una soglia di rischio adeguata al profilo personale e monitorare l’esposizione complessiva all’interno di un portafoglio diversificato. È inoltre importante considerare fattori regolamentari, l’impatto dei tassi di interesse e le possibili ripercussioni geopolitiche sul mercato delle criptovalute.

In sintesi, l’analisi suggerisce che il picco relativo di prezzo misurato in oro potrebbe anticipare un rimbalzo di Bitcoin già nei primi mesi del 2026, ma gli investitori devono bilanciare potenziali opportunità e rischi attraverso strategie disciplinate e una gestione attenta del rischio.