Morgan Stanley chiede un charter bancario negli Stati Uniti per la custodia di criptovalute

Morgan Stanley ha presentato una domanda per un national trust bank de novo, autorizzazione che le consentirebbe di detenere e gestire asset digitali per conto dei clienti, in linea con la recente espansione della banca nel settore delle criptovalute.

I documenti depositati presso il Office of the Comptroller of the Currency (OCC) indicano che la richiesta per la charter fiduciaria è stata ricevuta a metà febbraio con il nome di Morgan Stanley Digital Trust, National Association.

Dettagli del piano industriale mostrano che la nuova controllata si occuperà della custodia di determinati asset digitali, oltre a eseguire acquisti, vendite, swap e trasferimenti per sostenere le attività di investimento dei clienti, compresa l’offerta di servizi di staking su criptovalute.

Una charter di national bank trust autorizza un’istituzione finanziaria a svolgere attività fiduciaria come servizi di trust, custodia e protezione degli attivi. Il termine latino de novo indica che si tratta di un’entità creata ex novo e non di una acquisizione.

Si tratta della prima charter di trust di Morgan Stanley con un focus esplicito sulle criptovalute e arriva in un periodo di forte domanda: nel 2025 sono state depositate numerose richieste per nuove charter bancarie de novo. Attualmente l’OCC sovrintende a circa sessanta national trust banks negli Stati Uniti.

Corsa alle charter bancarie per le criptovalute

Negli ultimi mesi si è osservata una vera accelerazione nelle domande di charter bancarie connesse alle criptovalute: l’OCC ha dato approvazioni condizionali a diverse iniziative dedicate alla custodia e ai servizi per asset digitali.

Tra le realtà che hanno ottenuto approvazioni condizionali o hanno avanzato richieste figurano istituzioni note nel settore digitale, come First National Digital Currency Bank, Ripple, BitGo, Fidelity Digital Assets e Paxos. Anche la piattaforma Bridge, riconducibile a un gruppo di pagamenti, ha ricevuto un’approvazione condizionale, così come altre società che offrono servizi crypto e di pagamento.

Parallelamente, altre società di servizi finanziari hanno annunciato richieste analoghe per ottenere una charter fiduciaria nazionale, mosse che potrebbero abilitare l’emissione di stablecoin, servizi di custodia regolamentata e ulteriori prodotti crypto rivolti a clienti istituzionali e retail.

Morgan Stanley rafforza l’impegno nel settore crypto

Nelle ultime settimane Morgan Stanley ha intensificato le proprie iniziative nel campo degli asset digitali: tra le nomine chiave figura quella di Amy Oldenburg, chiamata a guidare la nuova divisione crypto della banca.

La banca, che gestisce asset per oltre due trilioni di dollari, ha inoltre aperto ricerche di personale specializzato in materia di digital assets, proponendo posizioni quali direttore della strategia per asset digitali, strategist e responsabile prodotto per asset digitali, segnale di un investimento strutturato sul lungo periodo.

Contestualmente, la società ha avviato procedure per il lancio di prodotti negoziati in borsa legati alle criptovalute, tra cui proposte per ETF spot su Bitcoin e Solana, oltre a un ETF su staked Ether, mosse che indicano un orientamento verso l’offerta di strumenti regolamentati per l’esposizione diretta agli asset digitali.

Implicazioni regolamentari e di mercato

L’ottenimento di una charter fiduciaria nazionale comporta per le banche l’obbligo di conformarsi a requisiti di vigilanza federale, di capitale e di gestione del rischio. Questo livello di supervisione può aumentare la fiducia degli investitori istituzionali e facilitare l’integrazione degli asset digitali nei portafogli gestiti professionalmente.

Dal punto di vista del mercato, la possibilità per banche tradizionali di offrire servizi di custodia, staking e trading regolamentati potrebbe accelerare l’adozione istituzionale, riducendo il gap tra infrastrutture finanziarie consolidate e tecnologie decentralizzate. Tuttavia, l’espansione richiederà investimenti in compliance, cyber security e processi operativi adeguati al profilo di rischio degli asset digitali.

In sintesi, la richiesta di Morgan Stanley per una national trust bank de novo rappresenta un ulteriore passo della grande finanza verso la regolamentazione e l’offerta istituzionale di servizi crypto, parte di una tendenza più ampia che vede banche e società fintech allinearsi alle richieste normative e di mercato per servire clienti interessati agli asset digitali.