Intesa Sanpaolo approva il bilancio e rilancia la crescita
- 27 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Newsletter
Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, confermando la solidità patrimoniale e reddituale del gruppo sotto la guida di Carlo Messina. I risultati definitivi mostrano un utile netto consolidato di 9.321 milioni di euro, in aumento rispetto agli 8.666 milioni dell’esercizio precedente, mentre il risultato della sola capogruppo si attesta a 6.844 milioni di euro rispetto ai 5.604 milioni del 2024.
Dividendi e remunerazione degli azionisti
In coerenza con la politica di remunerazione approvata, il CdA proporrà all’Assemblea convocata per il 30 aprile una distribuzione in contanti complessiva riferita all’esercizio 2025 pari a 6,54 miliardi di euro, corrispondente a un payout ratio del 70% sull’utile netto consolidato.
Detratto l’acconto già corrisposto in novembre, pari a 3,23 miliardi di euro, il saldo del dividendo proposto ammonta a 3,31 miliardi di euro. L’importo unitario del saldo è pari a 0,19 euro per azione ordinaria, di cui 0,173 euro derivanti dall’utile d’esercizio e 0,017 euro imputabili alla Riserva sovrapprezzi di emissione.
Il pagamento del saldo, subordinato all’approvazione assembleare, è previsto per il 20 maggio 2026, con stacco cedola il 18 maggio e record date il 19 maggio. Tale programmazione mira a equilibrare il ritorno agli azionisti con il mantenimento di adeguati livelli di capitale per le attività operative e gli investimenti strategici.
Per gli azionisti e i gestori di portafoglio, la decisione del CdA rappresenta un segnale di continuità nella politica di remunerazione e di fiducia nella capacità del gruppo di generare utili ricorrenti, elemento che può incidere anche sulle valutazioni di mercato e sul rapporto con gli investitori istituzionali.
Riserve e impatti fiscali
Il Consiglio ha altresì deliberato di sottoporre all’Assemblea l’approvazione del versamento del contributo straordinario previsto dall’ex normativa Legge 199/2025. Per far fronte a tale obbligo verrà utilizzata una porzione della cosiddetta Riserva 2023 per un importo pari a 547,6 milioni di euro, corrispondente al 27,5% del fondo originario.
Una volta effettuato il versamento, la parte residua della Riserva 2023 sarà ricondotta alla Riserva straordinaria, liberandola da vincoli precedenti e assicurando maggiore flessibilità nella gestione delle risorse patrimoniali del gruppo.
Il contributo straordinario e l’utilizzo di riserve dedicate rispondono sia a obblighi fiscali e normativi sia alla necessità di garantire la neutralità dell’impatto sui livelli di capitale regolamentare. Il management ha spiegato che le scelte proposte tengono conto delle attuali aspettative della vigilanza e dell’obiettivo di preservare adeguati buffer patrimoniali.
Dal punto di vista operativo, la combinazione tra dividendi consistenti e la ricollocazione delle riserve offre maggiore chiarezza agli investitori sul trade-off tra distribuzione di cassa e rafforzamento patrimoniale. Rimane rilevante l’evoluzione dei principali indicatori di rischio e redditività, come margine d’interesse, commissioni nette e costi di rischio, che influenzeranno le strategie future del gruppo.
I prossimi passaggi formali prevedono la discussione e la votazione in sede assembleare, dopo le quali saranno comunicate le relative modalità operative ai mercati e agli azionisti. Il management continuerà a monitorare il contesto economico-finanziario per adeguare, se necessario, gli obiettivi strategici e la politica di capitale.