Citi punta a rendere bitcoin accessibile al sistema bancario mentre Wall Street costruisce un’infrastruttura nativa per le criptovalute
- 27 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Citigroup (Citi) prevede di lanciare, entro la fine dell’anno, un servizio di custodia istituzionale per bitcoin, parte di un piano più ampio volto a integrare gli asset digitali nelle infrastrutture finanziarie tradizionali della banca.
Nisha Surendran, responsabile dello sviluppo del prodotto di custodia per asset digitali di Citi, ha illustrato l’iniziativa durante il World Strategy Forum, definendola un progetto volto a rendere il bitcoin “bancabile” per la clientela istituzionale.
Nisha Surendran ha dichiarato:
“Rendere il bitcoin utilizzabile all’interno di strutture bancarie consolidate, in modo che possa essere gestito con gli stessi standard di controllo e rendicontazione degli altri asset.”
La prima fase comprende la realizzazione di servizi di gestione delle chiavi e di infrastrutture di wallet a livello istituzionale. L’obiettivo, però, è più ambizioso: incorporare il bitcoin nei medesimi framework di custodia, rendicontazione e controllo che i clienti già applicano ad azioni, obbligazioni e altri strumenti tradizionali.
Nisha Surendran ha aggiunto:
“Offriremo ai clienti un unico modello di servizio che copre crypto, titoli e liquidità.”
Secondo Citi, le posizioni in bitcoin confluiranno nei medesimi canali di reporting e nei flussi fiscali utilizzati per azioni e obbligazioni. I clienti potranno impartire istruzioni tramite SWIFT, APIs o interfacce utente standard, mentre la banca si occuperà della complessità di clearing e settlement, restituendo poi i risultati consolidati.
Nisha Surendran ha osservato:
“Dal punto di vista del cliente, l’unico aspetto rilevante è dare l’istruzione: noi gestiamo tutte le complessità operative e poi riportiamo i risultati.”
Domanda istituzionale e preferenze operative
Una delle ragioni che spinge Citi verso una soluzione di bitcoin “bancabile” è la richiesta espressa dalla clientela istituzionale. Secondo quanto riferito, i clienti non intendono gestire autonomamente wallet, chiavi private o indirizzi monouso, ma preferiscono ottenere esposizione al bitcoin all’interno di sistemi bancari già noti e regolati.
Nisha Surendran ha dichiarato:
“I clienti non vogliono occuparsi di wallet, chiavi o indirizzi temporanei: desiderano integrare il bitcoin nelle piattaforme che già utilizzano.”
La proposta prevede una struttura di conto in cui molteplici tipologie di asset coesistono sotto un unico conto master di custodia, comprendendo titoli di stato statunitensi, obbligazioni estere, fondi monetari tokenizzati e bitcoin. Questo approccio facilita il cross-margining tra asset tradizionali e digitali, permettendo di utilizzare attività crypto su borse tradizionali o broker-dealer e, viceversa, strumenti tradizionali negli ambienti crypto.
Nisha Surendran ha spiegato:
“Il fatto che tutti questi asset siano accessibili all’interno della stessa struttura di conto semplifica il cross-margining.”
Infrastruttura e mercato 24/7
Citi è connessa a oltre 220 reti di pagamento e settlement nel mondo e ha iniziato sperimentazioni su blockchain permissioned private, ampliando progressivamente l’accesso a reti pubbliche man mano che la regolamentazione si è fatta più chiara e la domanda dei clienti è aumentata. Tale approccio richiama le iniziative intraprese da altri grandi gruppi bancari sul fronte della tokenizzazione e dei pagamenti digitali.
Un esempio operativo già attivo è rappresentato da Citi Token Services per la liquidità, una rete basata su blockchain disponibile 24/7 per muovere denaro all’interno del sistema globale della banca. Per affrontare asset che operano tutto il giorno e tutti i giorni, come il bitcoin, è necessario disporre di dollari o di strumenti di moneta digitale che siano anch’essi disponibili 24/7, motivo per cui i sistemi interni di Citi vengono adeguati per supportare la continuità operativa.
Nisha Surendran ha dichiarato:
“Man mano che entriamo nel mondo degli asset 24/7 come il bitcoin, è indispensabile avere dollari 24/7 o moneta digitale disponibile ininterrottamente.”
Confronto con altri operatori e implicazioni di mercato
L’interesse dei grandi gruppi bancari per gli asset digitali non è una novità: gli investitori istituzionali cercano da tempo esposizione al settore tramite intermediari tradizionali. L’offerta di prodotti negoziati in borsa (ETF) da parte di BlackRock ha ampliato l’accesso degli investitori, mentre numerose banche stanno ora integrando servizi legacy con infrastrutture per asset digitali.
Morgan Stanley, che gestisce asset per un ordine di grandezza pari a diversi trilioni di dollari, ha presentato domande per prodotti negoziati in borsa legati a bitcoin, Ethereum e Solana, sta esplorando tecnologie di wallet all’interno della propria piattaforma wealth e sta implementando il trading spot di crypto su E*TRADE, valutando inoltre opportunità di lending e rendimento connesse agli asset digitali.
Amy Golenberg, nominata responsabile degli asset digitali in una grande banca, ha detto in un intervento al medesimo evento strategico che l’istituzione preferisce sviluppare internamente le capacità tecnologiche piuttosto che affittarle da terzi.
Amy Golenberg ha dichiarato:
“Dobbiamo costruire queste capacità internamente. Non possiamo limitarci a noleggiare la tecnologia.”
La necessità di orari estesi di trading è un’altra risposta alle esigenze dei clienti: il NYSE ha annunciato piani per una piattaforma di negoziazione basata su blockchain disponibile tutto il giorno per titoli tokenizzati e ETF, mentre Nasdaq ha ipotizzato un allungamento degli orari per allineare il mercato statunitense alla natura sempre più globale delle contrattazioni.
Dal punto di vista regolamentare e operativo, l’ingresso massiccio delle banche tradizionali nel mondo degli asset digitali pone questioni importanti: serve una chiara definizione delle responsabilità in termini di custodia e protezione delle chiavi, standard condivisi per rendicontazione e tassazione, nonché adeguati meccanismi di resilienza e gestione del rischio per operare in un mercato 24/7. L’integrazione proposta da Citi potrebbe semplificare l’accesso degli investitori istituzionali, ma richiederà coordinamento tra autorità di vigilanza, infrastrutture di mercato e controparti finanziarie.
In conclusione, la strategia di Citi testimonia la transizione in atto: le grandi banche stanno trasformando i loro modelli operativi per consentire che asset digitali e tradizionali coesistano all’interno degli stessi quadri di servizio, con impatti potenziali su liquidità, costi di intermediazione e processi di compliance per la clientela istituzionale.