Calo di BTC, ETH e SOL mentre Decred e i token legati all’intelligenza artificiale avanzano: mercati crypto oggi
- 27 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Decred (DCR), token progettato per l’autonomia e la governance decentralizzata, ha registrato un forte rialzo mentre il mercato più ampio, guidato da Bitcoin, mostrava segnali di debolezza.
Il token è salito del 16% nelle ultime 24 ore, arrivando a scambiare a circa 34,58 dollari, il livello più alto da novembre, secondo i dati di mercato disponibili. È stato il miglior rendimento tra i primi 100 token nelle ultime quattro settimane, con un guadagno superiore all’80% dopo una modifica delle regole del tesoro avvenuta l’8 febbraio.
Contestualmente, Bitcoin ha subito una nuova pressione di vendita, attestandosi intorno ai 67.000 dollari dopo un rimbalzo fino a 70.000 dollari a metà settimana. Sulla base delle ultime 24 ore la criptovaluta cede circa il 2%; perdite analoghe si sono osservate anche per Ether (ETH), XRP, Solana (SOL) e per l’indice dei principali token CD20.
Gli operatori restano prudenti e stanno continuando a cercare protezioni al ribasso tramite opzioni put su Bitcoin, una strategia tipica per limitare l’esposizione in vista di movimenti avversi dei prezzi.
Deribit ha rilevato che detentori di ETF e tesorerie aziendali stanno acquistando opzioni put con strike a 60.000 dollari con scadenze comprese tra sei e dodici mesi, segnale di una domanda crescente di coperture strutturate.
Vikram Subburaj, CEO di Giottus.com, ha detto:
“Gli investitori di lungo periodo possono valutare accumuli frazionati (allocazioni in stile piano di accumulo) vicino alle zone di supporto, piuttosto che impegnare somme rilevanti a livelli di resistenza.”
Posizionamento nei derivati
L’interesse aperto cumulativo (open interest) nei futures sulle criptovalute è tornato ai minimi plurimensili, aggirandosi intorno a 93,5 miliardi di dollari, una discesa che riflette quanto rapidamente l’ottimismo, innescato dal rimbalzo di Bitcoin, si sia smorzato.
La riduzione dell’open interest indica deflussi di capitale dai contratti futures, con una diminuzione percentuale del notional superiore a quella dei prezzi spot di molte grandi criptovalute. Il rapporto long-short a livello di mercato continua a mostrare una prevalenza delle posizioni corte, ovvero scommesse ribassiste.
L’open interest in XAUT (asset legato all’oro in tether) è sceso di un ulteriore 11%, estendendo la flessione iniziata all’inizio della settimana, a indicare una diminuzione dell’interesse per gli asset collegati all’oro.
La maggior parte dei token a grande capitalizzazione, compresi BTC e ETH, presenta nuovamente tassi di funding perpetui negativi, segno che le posizioni ribassiste stanno dominando il mercato. Anche la partecipazione ai futures su Bitcoin sul CME sta diminuendo, con l’open interest che ha toccato i livelli più bassi dell’anno, un elemento monitorato dagli investitori istituzionali.
Sulle piattaforme di opzioni, i put mensili su Bitcoin quotano ancora con un premio di circa il 7% rispetto alle call, segnalando preoccupazioni persistenti per eventuali ulteriori ribassi del prezzo spot. Anche su Ether si osserva una struttura simile.
In termini di flussi strutturati, gli spread di put su Bitcoin — una strategia orientata al ribasso — hanno rappresentato circa il 75% del totale dei blocchi negoziati nell’arco di 24 ore. Per ETH, i trader hanno perseguito sia spread di put sia straddle, strategie volte a sfruttare movimenti di volatilità.
Per gli operatori e le istituzioni, questi segnali ribassisti sui mercati dei derivati implicano la necessità di gestire attentamente rischio e leva, privilegiando coperture e approcci graduali piuttosto che esposizioni concentrate.
Movimenti su token e proposte di protocollo
La DFINITY Foundation ha proposto un meccanismo che prevede la combustione del 20% dei ricavi generati dal cloud engine, introducendo così un elemento deflazionistico direttamente legato all’uso della rete Internet Computer (ICP).
La restante quota dell’80% dei ricavi sarebbe destinata agli operatori di nodo, sostituendo emissioni fisse con incentivi basati sulle prestazioni: l’obiettivo dichiarato è rendere l’offerta di token più sensibile alla domanda reale e all’utilizzo della rete.
Nel breve periodo il prezzo di ICP è salito di circa il 6% nelle 24 ore, passando da circa 2,41 a 2,56 dollari, pur restando al di sotto del picco intraperiodale di 2,70 dollari. L’andamento sembra essere stato influenzato non soltanto dalla proposta della fondazione, ma anche dagli ottimi risultati trimestrali comunicati da Nvidia, che hanno rafforzato il sentiment sugli asset legati all’intelligenza artificiale.
Jensen Huang ha affermato:
“L’intelligenza artificiale continua a migliorare.”
ICP, spesso presentato come alternativa decentralizzata alle infrastrutture cloud tradizionali per l’AI, è stato tra i token collegati all’intelligenza artificiale che hanno beneficiato del rinnovato interesse degli investitori. Altri nomi che hanno registrato flussi positivi nello stesso ambito includono Render (RENDER) e Bittensor (TAO).
Nel complesso, il mercato mostra una dicotomia: alcuni progetti specifici catturano l’attenzione degli investitori per novità di prodotto o sviluppo, mentre la struttura dei derivati e i segnali di mercato suggeriscono una cautela generalizzata, soprattutto tra gli operatori istituzionali che continuano a privilegiare strategie di copertura.