Detentori di etf Bitcoin e tesorerie aziendali si blindano contro un crollo sotto 60.000 dollari, dice il mercato delle opzioni

Detentori di ETF e le tesorerie aziendali con esposizione in Bitcoin stanno acquistando opzioni put a sei mesi e a un anno con strike a 60.000 dollari come forma di protezione del portafoglio, secondo quanto indicato dal chief commercial officer dell’exchange di derivati Deribit, Jean-David Péquignot.

Jean-David Péquignot ha dichiarato:

“I detentori di ETF e le tesorerie societarie stanno comprando put a 6 mesi e a 1 anno a 60.000 dollari o meno come assicurazione di portafoglio.”

Questa strategia funziona come una polizza assicurativa: un put conferisce il diritto di vendere BTC a un prezzo prefissato (in questo caso 60.000 dollari), proteggendo gli acquirenti da ribassi più profondi durante il periodo in cui mantengono la posizione di lungo termine.

Intensità della domanda e cifre del mercato

I contratti con strike a 60.000 dollari mostrano un open interest complessivo vicino a 1,5 miliardi di dollari, il valore più elevato tra tutte le scadenze e gli strike sull’exchange citato. Su quella piattaforma ogni contratto equivale a un BTC e la stessa piattaforma copre una quota rilevante dell’attività globale di opzioni sulle criptovalute.

La forte domanda di protezione a strike relativamente elevati riflette la preoccupazione che eventuali rimbalzi dei prezzi possano essere di breve durata, lasciando spazio a discese più violente se il sentiment dovesse deteriorarsi.

Concentrazione dell’offerta e impatto istituzionale

La dinamica è particolarmente significativa perché i fondi negoziati in borsa e alcune società pubbliche detengono ora una porzione considerevole dell’offerta circolante di Bitcoin. I fondi quotati negli Stati Uniti hanno assorbito oltre 1,26 milioni di BTC in flussi netti, pari a circa il 6% dell’offerta circolante, mentre le aziende quotate pubblicamente detengono circa 1,14 milioni di BTC, corrispondenti a circa il 5,7%.

Questa concentrazione rende le mosse di copertura da parte di grandi detentori un elemento chiave per comprendere la futura evoluzione del prezzo e la struttura del rischio nel mercato.

Segnali dal mercato delle opzioni

Sebbene il prezzo spot del Bitcoin sia recentemente risalito sotto la soglia dei 70.000 dollari, il mercato delle opzioni mostra ancora una forte preferenza per la protezione al ribasso: i put continuano a essere scambiati con un premio significativo rispetto alle call.

Jean-David Péquignot ha osservato:

“Mentre il prezzo spot è salito, il 25-delta risk reversal è rimasto ostinato. Le put a 30 giorni vengono ancora scambiate con un premio di volatilità di circa il 7% rispetto alle call, segnalando che il ‘smart money’ continua a pagare per la protezione al ribasso anziché inseguire il rialzo.”

Il risk reversal a 25 delta è un indicatore che misura la domanda relativa per opzioni put rispetto alle call e, quando mostra un premio per le put, indica che gli investitori professionali stanno comprando protezione per coprire possibili ribassi.

Meccanismi di liquidità e rischio di volatilità

Un ulteriore elemento da considerare è lo stato dei market maker e dei dealer che forniscono liquidità sul libro ordini: molti di essi risultano essere short gamma sugli strike a 60.000 dollari o inferiori. Questo profilo espone questi operatori a pressioni di vendita quando il mercato si avvicina a quegli strike, potenzialmente amplificando i movimenti verso il basso.

Jean-David Péquignot ha aggiunto:

“La volatilità potrebbe aumentare se i prezzi scendono sotto i 63.000 dollari, perché gli operatori short gamma tenderanno a vendere per riequilibrare la loro esposizione, contribuendo così alla dinamica ribassista.”

In termini pratici, questa dinamica significa che la stessa copertura acquistata dagli investitori istituzionali può, in determinate condizioni di mercato, contribuire a un’accelerazione dei ribassi nel breve periodo, anche se l’intento originario è di limitare le perdite sul lungo termine.

Per gli operatori e per gli osservatori di mercato, risulta quindi cruciale monitorare non solo i prezzi spot ma anche gli indicatori di volatilità, l’open interest per strike chiave e il posizionamento dei market maker, poiché questi fattori insieme determinano la probabilità e l’entità di movimenti bruschi nei prossimi mesi.