Farmaci: previsioni e prescrizioni mirate per contenere la spesa

Seneca scriveva:

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”

Questo principio è applicabile anche alle politiche sanitarie e industriali: senza una direzione chiara, una programmazione credibile e stabilità nelle regole e nell’azione di governo non si possono garantire né la sostenibilità della spesa pubblica né l’attrattività per gli investimenti.

Contesto e importanza della stabilità normativa

Il settore farmaceutico è, per caratteristiche intrinseche, particolarmente sensibile all’incertezza normativa. Si tratta di un comparto che richiede orizzonti temporali lunghi, regole prevedibili e dati affidabili per pianificare ricerca, produzione e logistica.

La stabilità dell’azione del Governo permette di affrontare questi nodi strutturali non con misure episodiche, ma con riforme organiche e orientate a una visione di sistema. Tra le iniziative in corso vi sono la riorganizzazione della distribuzione dei medicinali e la riforma della legislazione farmaceutica avviata con il Testo Unico.

La spesa farmaceutica in Italia è sottoposta a monitoraggio costante e certificato: per legge l’unica autorità deputata alla convalida dei dati è l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Questo modello non solo consente il controllo consuntivo, ma fornisce anche basi solide per scenari previsionali utili alla pianificazione delle politiche sanitarie e industriali.

Riclassificazione dei canali distributivi e impatto contabile

Il trasferimento di alcune classi di farmaci dalla distribuzione diretta ospedaliera e per conto alla farmacia convenzionata rientra in una strategia di medio periodo volta a semplificare i percorsi di accesso alle cure per i cittadini, migliorare l’efficienza organizzativa, rafforzare l’assistenza territoriale e riconcentrare le funzioni ospedaliere sulla dimensione clinica.

Dal punto di vista contabile, non si sono registrati incrementi della spesa pubblica legati né al cambio di canale distributivo di alcune classi di antidiabetici avviato con la Legge di Bilancio 2024, né alla nuova remunerazione delle farmacie. Le risorse destinate ai medicinali interessati dalla riclassificazione erano già imputate al tetto degli acquisti diretti; il passaggio alla convenzionata sposta la stessa spesa sotto un altro vincolo di spesa anziché introdurre nuovi oneri per la finanza pubblica.

Nel caso delle gliflozine, la riclassificazione è stata accompagnata da una rinegoziazione dei prezzi al ribasso concordata con le aziende produttrici, che ha generato un risparmio di circa 9,2 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale in un trimestre, pari a circa 36 milioni su base annua.

Innovazione terapeutica e appropriatezza prescrittiva

Costruire stime sulla base di singoli prodotti e poi proiettarle sull’intera classe terapeutica delle gliflozine — che comprende numerose molecole con condizioni di prezzo differenti — porta a risultati metodologicamente non rappresentativi e poco utili alla programmazione.

L’aumento della spesa convenzionata osservato nei primi nove mesi del 2025 è principalmente riconducibile alla diffusione di terapie più innovative ed efficaci. Questa dinamica è coerente con l’orientamento di un sistema sanitario che destina risorse verso soluzioni a maggior valore clinico.

La sfida non è ostacolare l’innovazione, ma governarne l’impatto economico tramite strumenti di previsione, valutazione del valore terapeutico e politiche di appropriatezza prescrittiva. Tra questi strumenti rientra anche il payback farmaceutico, previsto dalla normativa come meccanismo di compensazione degli scostamenti rispetto ai tetti di spesa.

Introdotto in una fase emergenziale, il meccanismo di payback è progressivamente diventato parte strutturale della gestione della spesa, con effetti significativi sulla prevedibilità dei flussi finanziari e sulla capacità di programmazione del settore industriale; tale aspetto è oggetto di attenzione anche da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Verso un sistema programmato e sostenibile

Questi elementi evidenziano la necessità di superare una logica meramente compensativa e di costruire un sistema più coerente con la programmazione sanitaria e con le esigenze di stabilità del settore produttivo. L’obiettivo è bilanciare sostenibilità finanziaria e accesso all’innovazione, garantendo al contempo certezza perinvestitori e operatori.

L’accesso ai farmaci non si tutela irrigidendo classificazioni nate in contesti diversi né alimentando contrapposizioni tra gli attori della filiera. Si tutela ricomponendo i livelli programmatico, clinico e organizzativo all’interno di una visione unitaria, basata su dati certificati, regole stabili e responsabilità condivise tra Governo, Regioni, enti nazionali e imprese.

Il passaggio richiesto è chiaro: andare dalla gestione ex post degli scostamenti alla costruzione ex ante delle condizioni di equilibrio, così da rendere compatibili il diritto alla cura, la competitività del sistema produttivo e la sostenibilità delle finanze pubbliche.



Author: Tony
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