Azienda mineraria di bitcoin collegata a Trump ha perso 153 milioni di dollari l’anno scorso

American Bitcoin (ABTC), la società specializzata nell’estrazione di bitcoin (BTC) sostenuta dalla famiglia del presidente Donald Trump, ha registrato una perdita di 59 milioni di dollari nel quarto trimestre, mentre il calo del prezzo della principale criptovaluta ha eroso il valore delle sue partecipazioni.

La società, quotata in borsa a settembre, meno di un mese prima che la criptovaluta raggiungesse un massimo storico, applica una strategia duplice basata su attività di mining e acquisti diretti sul mercato. Circa un terzo dei BTC detenuti deriva dall’attività di estrazione; il resto è costituito da acquisti sul mercato aperto e da operazioni strategiche finanziate in larga parte dalla vendita di azioni.

Durante il trimestre, American Bitcoin ha raccolto 150,5 milioni di dollari tramite un’offerta at-the-market di azioni. La famiglia Trump detiene una partecipazione rilevante: il 20% è posseduto da Eric Trump e da Donald Trump Jr. Il capitale ottenuto ha consentito all’azienda di incrementare l’esposizione in bitcoin per azione di quasi il 50%, arrivando a detenere oltre 6.000 BTC.

Risultati operativi e margini di produzione

Nel periodo preso in esame l’attività di mining ha registrato un margine lordo del 53%, un dato che indica costi di produzione significativamente inferiori ai prezzi spot nonostante la discesa del valore della criptovaluta. Il fatturato è aumentato del 22% rispetto al trimestre precedente, a conferma di una crescita operativa nonostante la volatilità dei prezzi.

Impatto contabile e svalutazioni

Le nuove linee guida del Financial Accounting Standards Board (FASB) richiedono alle imprese di valutare le partecipazioni in criptovalute al valore di mercato. Nel trimestre il prezzo del bitcoin è sceso del 23%, costringendo American Bitcoin a contabilizzare una perdita non monetaria di 227 milioni di dollari per rettificare il valore delle proprie riserve.

In termini pratici, alla perdita contabile non monetaria si sommano le dinamiche di cassa e operative: l’azienda ha dichiarato una perdita di 59 milioni di dollari nel trimestre, cifra che riflette sia gli effetti delle rettifiche di valore sia i risultati delle attività operative e finanziarie nel periodo.

Andamento del titolo e reazione del mercato

Il titolo ha mostrato volatilità: in contrattazione pre-market risultava in rialzo del 3,8% a 1,09 dollari, ma resta in calo di quasi il 90% rispetto al picco di circa 9 dollari registrato lo scorso anno. La forte variabilità riflette la sensibilità degli investitori alle fluttuazioni del bitcoin e alle notizie sui risultati finanziari delle società di mining.

La società di maggioranza, Hut 8, ha pubblicato i risultati del quarto trimestre con effetti sul proprio titolo: la diffusione dei numeri ha fatto scendere le azioni del 7%, mentre alcuni concorrenti come MARA Holdings e Riot Platforms hanno registrato performance positive sul mercato nello stesso periodo.

Linee di credito e piani di sviluppo

Hut 8 ha dichiarato di aver chiuso l’anno con un portafoglio di sviluppo pari a 8.500 megawatt (MW). Ha inoltre ottenuto una nuova linea di credito revolving da 200 milioni di dollari con Two Prime e ha ampliato la propria facility con Coinbase fino a 200 milioni di dollari, portando la capacità di credito complessiva a 400 milioni di dollari.

Queste facilitazioni finanziarie aumentano la liquidità disponibile per sostenere le operazioni di mining e per finanziare acquisti di bitcoin sul mercato, riducendo l’urgenza di vendite forzate in fasi di mercato avverse. Tuttavia, l’accesso al credito espone anche a rischi legati a condizioni di mercato e alle clausole contrattuali delle linee di finanziamento.

Contesto settoriale e implicazioni

Il caso evidenzia alcuni temi ricorrenti nel settore del mining di criptovalute: la forte correlazione tra prezzo del bitcoin e risultati finanziari, l’impatto delle regole contabili sul rendiconto delle società che detengono criptoattività e l’importanza di strategie di finanziamento diversificate per gestire la volatilità.

Per gli investitori e gli osservatori istituzionali rimangono punti chiave da monitorare: l’andamento del prezzo del bitcoin, i margini di produzione legati ai costi energetici, la sostenibilità dei livelli di indebitamento e la solidità delle linee di credito. Questi fattori determineranno la capacità delle società di mining di resistere a oscillazioni importanti del mercato e di finanziare piani di crescita.