Sicilia investe 484 milioni nell’innovazione: cleantech primo per valore
- 26 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Cinquantadue progetti per un valore complessivo di circa 484 milioni di euro offrono una fotografia articolata dell’innovazione in Sicilia. L’Avviso Step (Strategic Technologies for Europe Platform), finanziato nell’ambito del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, evidenzia una diffusione capillare delle iniziative digitali, mentre in termini di valore economico prevalgono gli interventi legati alla trasformazione energetica e industriale.
I dati elaborati dal dipartimento Attività produttive, diretto dal Dario Cartabellotta, mostrano che il 52% delle domande riguarda il digitech (27 progetti), il 36% il cleantech (19 progetti) e il 10% il biotech (5 progetti), con circa il 2% di classificazioni non disponibili.
Se si considera la distribuzione degli investimenti, però, il quadro si modifica: il cleantech concentra il 62% del valore complessivo (circa 298,8 milioni di euro), il digitech rappresenta il 34% (circa 164 milioni) e il biotech il 4% (circa 21,8 milioni). Nel complesso, i dati indicano che la transizione dell’industria esistente — energia, materiali, agroindustria, economia circolare — è il vero motore degli investimenti, mentre il digitale agisce soprattutto come leva di modernizzazione.
La candidatura di progetti per quasi mezzo miliardo di euro testimonia una risposta significativa del sistema produttivo locale: la sfida ora è trasformare questa massa progettuale in crescita strutturale, occupazione qualificata e consolidamento di competenze tecnologiche sul territorio.
La cornice politica e strategica
Renato Schifani ha dichiarato:
“Con questo avviso intendiamo mettere la Sicilia nelle condizioni di migliorare la propria competitività, puntando sulle tecnologie digitali e sulla tutela ambientale. Sosteniamo le imprese che investono in innovazione per guardare al futuro, utilizzando in modo oculato e strategico le risorse del Pr Fesr. È un impegno finanziario importante rivolto al tessuto produttivo, che valorizza anche la ricerca e le collaborazioni con investitori internazionali, nell’ottica di accrescere l’attrattività del nostro sistema imprenditoriale.”
La dichiarazione del presidente regionale mette in risalto l’intento politico di utilizzare i fondi strutturali per rafforzare la competitività territoriale. L’azione punta non solo a sostenere le imprese locali ma anche a favorire partenariati pubblico‑privati e legami con centri di ricerca internazionali, per massimizzare il trasferimento di tecnologie e attrarre capitali esterni.
Edy Tamajo ha spiegato:
“Con Step vogliamo sostenere un’industria moderna, capace di competere sui mercati internazionali e di contribuire concretamente alla transizione digitale ed energetica. La significativa partecipazione alle procedure è un segnale di fiducia verso le politiche industriali della Regione: stiamo creando le condizioni per investimenti di qualità in grado di generare sviluppo e occupazione qualificata.”
L’assessore alle Attività produttive enfatizza l’obiettivo di far convergere politiche industriali, strumenti finanziari e formazione per sostenere investimenti capaci di produrre valore aggiunto locale. In prospettiva, ciò richiederà iniziative di accompagnamento per la formazione di figure professionali specializzate e per l’integrazione delle piccole e medie imprese nelle filiere tecnologiche emergenti.
L’asse orientale guida la transizione
Sul piano territoriale si osserva una forte concentrazione di risorse nell’asse Catania–Messina–Siracusa, considerato il cuore industriale della transizione siciliana. Messina intercetta oltre 84 milioni di euro in progetti che uniscono grandi iniziative digitali e interventi cleantech legati alla filiera agroindustriale; Catania supera gli 82 milioni combinando energie rinnovabili, manifattura e tecnologie dell’informazione; Siracusa si attesta intorno ai 51 milioni, con una quota rilevante di interventi per la trasformazione sostenibile del settore energetico.
Il quadrante orientale, con oltre 200 milioni di euro di progetti, funge da piattaforma naturale per la transizione energetica e industriale dell’Isola grazie alla presenza di infrastrutture portuali, parchi industriali, poli universitari e centri di ricerca che facilitano la collaborazione tra impresa e ricerca applicata. Il rafforzamento di reti produttive locali e la connessione con poli tecnologici nazionali possono aumentare l’impatto occupazionale e la stabilità delle filiere.
Quasi 146 milioni da fuori Sicilia
Un elemento rilevante è la partecipazione di proponenti con sede fuori dall’Isola: dall’analisi emerge che circa 145,7 milioni di euro di investimenti sono riferibili a soggetti con sede in altre regioni italiane o all’estero, tra cui Lombardia, Lazio, Veneto, Liguria, Campania e Paesi come l’Olanda. Tra i progetti più consistenti figurano operatori industriali e tecnologici di dimensione nazionale e internazionale, concentrati soprattutto nei comparti cleantech e digitech.
Questo dato ha una doppia interpretazione: da un lato segnala la crescente attrattività della Sicilia come piattaforma di investimento industriale e tecnologico; dall’altro solleva la questione del radicamento delle competenze e della proprietà tecnologica sul territorio. Per massimizzare i benefici locali sarà cruciale che la governance regionale disponga misure di accompagnamento e controllo — ad esempio clausole di territorialità nell’attuazione dei progetti, incentivi al partenariato con imprese locali, programmi di trasferimento tecnologico e piani di formazione per favorire l’occupazione qualificata.
La fase successiva riguarda dunque la capacità delle istituzioni regionali e degli attori economici di tradurre la massa progettuale in risultati concreti e duraturi: crescita produttiva, creazione di posti di lavoro specializzati, consolidamento di filiere locali e sviluppo di competenze tecnologiche in grado di sostenere nuove ondate di innovazione.